48 ore a Copenaghen, voli compresi. Ci siamo regalati un piccolo week end di svago da empty nesters in divenire che siamo, sono quei piccoli momenti che ci si riesce a ritagliare più facilmente quando ormai il nido è vuoto per due terzi, e il terzo rimanente, dall’alto dei suoi 16 anni si regala a sua volta una gitarella a Bruxelles con un paio di amiche a trovare una terza amica che vive lì da qualche mese.
Partenza venerdì sera, rientro domenica nel pomeriggio ( SAS all’andata rientro con Norwegian per questione di orario, volevamo atterrare prima della fanciulla a Stoccolma)
28 anni dopo il primo giro nella capitale danese eccoci di nuovo qui, sempre insieme e più vecchi di 28 anni. Gli occhi con cui guarderemo la città saranno sicuramente diversi da quello dei due ventenni di allora, e per fortuna i nostri pasti a pane e formaggio dell’epoca sostituiti da qualcosa di molto più gradevole!
Non abbiamo come sempre la pretesa di vedere tutto, ma semplicemente la voglia di godere al meglio di quello che la città può offrirci senza fretta e stress. Arriviamo tardi in albergo, all’aeroporto facciamo una carta per i mezzi pubblici, 48 ore a 150DKR, in realtà alla fine gireremo quasi sempre a piedi, ma può essere utile per chi ama scarpinare meno.
La prima serata se ne va in fretta con un bicchiere di vino sorseggiato di fronte al camino nel simpatico albergo che ci ha accolti.
Guldsmeden 66 fa parte di una catena di alberghi eco friendly presenti non solo in Danimarca
L’hotel è molto carino, accoglienza ottima, camera piccola ma curata con un’atmosfera un po’ retro’ piacevolissima. In bagno tutti prodotti eco di ottima qualità.
Gli hotel a Copenaghen sono decisamente cari, questo non fa eccezione.
C’è la possibilità di fare colazione in albergo, ma la sala è affollata e decidiamo di incominciare il nostro sabato con una colazione altrove. Locale simpatico a due passi dal l’hotel, con possibilità di brunch, dall’avvocato al salmone, dai granola con lo yogurt alle uova nei modi svariati.
L’aria è fresca, ma non sgradevole, il cielo a sprazzi soleggiato. Incominciamo a camminare verso Tivoli, chiuso e addobbato già in previsione di Halloween.

Proseguiamo oltre inoltrandoci nel quartiere latino, passiamo davanti al municipio e ci addentriamo per la via pedonale con il suo susseguirsi di negozietti per turisti e di marche nordiche che ormai ci sono note.
Entriamo qua e là in qualche negozio di mobili design, adoriamo particolarmente lo stile sobrio dei designer scandinavi.
Visitiamo la bellissima chiesa di
Helligåndkirken, costruita nel 1295 come ospedale per i poveri e gli infermi, a cui nel 1474 fu aggiunto il monastero, sobria all’interno con le sue alte volte e luminosissima. Percorriamo
Strøget fino a
Kongens Nytorv ( in lavori in questo momento) per poi lasciarci incantare dalle case colorate a dall’atmosfera certo molto turistica ma piacevole di
Nyhaven canal che percorriamo lentamente, non siamo soli…


La nostra meta è il
museo del design, il più grande in Danimarca dedicato al design e ospitante anche una collezione di arte cinese e giapponese e di oggetti rococò, meno interessante della parte contemporanea per noi…ma le connessioni tra arte giapponese e design danese sono interessanti da vedere.
Camminando verso il museo percorriamo Bregade e passiamo di fronte all’imponente Marmorkirken, Frederikskirken, costruita con marmo norvegese e con una delle più grandi cupole d’Europa, 31 metri di diametro.

Dopo la vista del museo camminiamo verso
Kastellet concedendoci una pausa pranzo da
Babette, proprio alla fine di Bregade, ristorantino dell’omonimo hotel anch’esso della catena Guldsemeden.
Vellutata di zucca e calamari fritti, si fanno mangiare e il prezzo è onesto.
Proseguiamo la nostra scoperta ( o riscoperta) della città, le immagini di allora sono vecchie e annebbiate, in qualche zona abbiamo l’idea di un déjà-vu, ma nulla di più! Camminiamo verso Saint Albans Church, carinissima chiesetta, non lontano dalla famosa sirenetta, vista allora che non necessita un secondo giro.
Scendiamo lungo Larsens Plads osservando le barche a vela e i gozzi che si incrociano, mentre dall’altra parte il modernissimo palazzo dell’opera attira il nostro sguardo. Passeggiamo nel giardino di Amaliehaven ( bella la visione in asse dal giardino della Marmorkirken).
Ritorniamo verso il quartiere latino addentrandoci qua e là in qualche negozietto, soprattutto di lampade, che sono una delle nostre priorità di acquisto post trasloco prima dell’arrivo delle lunghe notti svedesi. Visitiamo la bella Trinitatis Kirke, costruita tra il 1637 e il 1656 per staff e studenti dell’Università, molto bella la vista dei palazzi circostanti attraverso le alte finestre della chiesa.
Concludiamo la passeggiata con un giro ( e un selfie esclusivo per le nostre fanciulle) in Ørsteds Parken, uno dei tanti polmoni verdi della capitale danese.
Per divertirci prendiamo anche la metropolitana, dove con entusiasmo scopri i vagoni dedicati alla biciclette, direi necessari visto il numero impressionante di due ruote!

Per cena avevamo prenotato in anticipo un ristorante Michelin, purtroppo il top del top della capitale danese era chiuso per cambio menu stagionale e non abbiamo potuto assaggiare la cucina di
Noma ritenuto tra i migliori ristoranti al mondo. La scelta di ripiego, si fa per dire, è caduta su
Marchal l’ottimo ristorante una stella del chiccosissimo hotel D’Angleterre, il più vecchio hotel della città è uno dei più antichi d’Europa.
Il ristorante ha un’atmosfera retró è un servizio impeccabile. Sorseggiamo champagne aspettando di deliziare le nostre papille. Per me assaggi di caviale, divini, aragosta in due servizi, di cui il secondo con una bisque veramente da delirio, chateaubriand perfetto per Paolo accompagnato da un pure al tartufo che direi senza ombra di dubbio il più buono mai mangiato, preceduto da un iberico dal sapore particolarissimo, sembrava avere una nota di liquirizia. Dessert di meringa flambé. Ottima tavola, ottimi vini, prezzo di conseguenza.
Domenica mattina avevamo previsto brunch da
Mad & kaffé, ma non eravamo i soli… abbiamo ripiegato sul vicino
Café Dyrehaven che meriterebbe una rinfrescata con botta di giovinezza ma con un ottima tartina d’avocado e nocciole.
Tappa post colazione a
Crhistiansborg Slot, sede del parlamento danese, passeggiatina nel bel giardino della
Royal Library e poi attraversamento del ponte lungo Torvegade, direzione
Christiania. Sul ponte due torrette di cui una ospita un minuscolo curioso caffè.
Percorriamo la strada lungo il Christianshavn kanal, per poi addentrarci dentro Christiania stessa, questa città nella città o meglio Paese nella città, zona di hippy, murales, mariuana senza divieti, colori, folklore. L’aria che vi si respira, lasciando da parte le zaffate di canna costanti, è di anarchia e caos, ma nel senso piacevole… anche se forse di notte non andrei a passeggiarci.



Usciamo sa Christiania dalla parte opposta rispetto a quella dalla quale siamo entrati percorrendo una piacevole strada nel verde lungo il canale. Atterriamo dopo aver scarpinato un po’ a Operaren ( vista dalla parte opposta del canale il giorno prima). l’Opera house completata nel 2014 fu il primo edificio pubblico costruito nella zona dopo che la Marina lascio i docks, tra l’altro molto ben recuperati e convertiti. L’opera venne costruita dall’architetto Henning Larsen che volle enfatizzarne la vicinanza con l’acqua creando un edificio dalle ampie vetrate senza pilastri che potessero ostacolarne la vista. L’edificio è imponente.
Abbiamo passeggiato ancora un po’ verso l’hotel per recuperare le nostre borse e ci siamo resi conto che la domenica a pranzo molti ristoranti sono chiusi… alla fine alle due abbiamo trovato un posto senza infamia e senza lode, ma è andata bene lo stesso.

Il treno dal centro città è comodo e rapidissimo per l’aeroporto è i controlli di sicurezza sono andati spediti, insomma tutto è filato liscio.
Copenhagen è una città che si visita comodamente in un paio di giorni, almeno per averne un’idea, pulita, ordinata, piacevole, la lingua con la mia infarinatura di svedese è più approcciabile, il che aiuta!
Come tutti i Paesi scandinavi i prezzi sono alti, ma vivendo a Stoccolma non ne siamo particolarmente stupiti, rimangono in linea con quelli che conosciamo.
Come sempre noi non siamo organizzatissimi e giochiamo più sull’improvvisazine nelle visite delle città, ma abbiamo comunque l’impressione di aver dato un’occhiata alle cose più significative, e poi siamo talmente vicini che ci torneremo di sicuro!
Rispondi