Scoprire un Paese quando lo si vive nel quotidiano è emozionante, divertente ma anche un esercizio difficile che spesso può mettere a dura prova. Ogni volta ci si deve adattare a quel che si vede, cercando di eliminare la visione filtrata da avventure precedenti e dal nostro stesso bagaglio di percezioni e conoscenze.
Nel nuovo dobbiamo mettere da parte i filtri che utilizziamo di solito, fare tabula rasa delle nostre aspettative, e lasciarci guidare da quel che vediamo, annusiamo, tocchiamo.
Nel nuovo dobbiamo mettere da parte i filtri che utilizziamo di solito, fare tabula rasa delle nostre aspettative, e lasciarci guidare da quel che vediamo, annusiamo, tocchiamo.
La scoperta avviene in modo diverso da quella che di solito mettiamo in atto quando da semplici turisti catturiamo emozioni e sensazioni. Quando si vive da qualche parte il tempo del turismo sarà sempre presente( bello sentirsi sempre un po’ turisti anche dopo anni in una città che non è mai nostra fino in fondo anche se lo è), ma all’inizio sarà quello del pioniere che vuole installarsi, che prenderà il sopravvento, dovremo in fretta capire i meccanismi che muovono il tutto, integrarli grossolanamente e cercare il più in fretta possibile di conformarci al sistema, mettendo da parte comportamenti e aspettative precedenti.
Anche così, anche con tutti gli sforzi e le energie positive che possiamo metterci per capire alla svelta come funziona, e chi mi sconosce sa quanto io sia molto ma molto ben disposta alla comprensione del mio Paese ospitante, beh a volte ci sfuggono cose, non riusciamo ad assimilarle, ci sembra di essere sempre lì a rincorrere significati più o meno lampanti ma non per noi.
Allora un’arma infallibile che può guidarci nella comprensione approfondita del mondo che ci circonda e con amore ci ospita, è la lettura dei suoi autori, quello che c’è nei libri potrà darci molte chiavi di lettura, potrà veramente aiutarci a penetrare nei meandri delle culture non nostre.
Eccomi ad ogni Paese divorare autori locali, esercizio piacevole e istruttivo. Non credo che sarei mai riuscita ad appropriarmi della cultura giapponese e tantomeno di quella indiana senza questo delicato esercizio. E così anche per culture più vicine alla nostra come la francese, l’americana e adesso la svedese: gli autori nelle loro pagine mi aiutano ad appropriarmi più in fretta e forse anche nel modo giusto della cultura del mio nuovo Paese regalandomi interessanti punti di vista e simpatici momenti di riflessione.
E fortuna vuole che ovunque, in ogni Paese in cui ho vissuto, io abbia adorato la produzione letteraria, che unità alla mia passione inesauribile per la lettura, sicuramente mi ha aiutata in questo esercizio di assimilazione culturale, ancora più piacevole quando si può incominciare a leggere in lingua originale… troppo tardi per il Giappone, non sono stata abbastanza costante con il giapponese e forse anche lo fossi stata con tutti i kanji che esistono non credo che sarei ma andata oltre qualche parola, ma con la Svezia spero un giorno di arrivarci e per ora mi sono comperata il primo Henning Mankell in versione facilitata…jättebra!
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