Non mi avventuro mai in recensioni dettagliate dei ristoranti, ne consiglio a volte nei nostri viaggi o nelle mie città, segnalo quelli che ci sono piaciuti, ne racconto le sfumature, le cucine particolari…
Oggi invece voglio muovermi su un terreno completamente nuovo, voglio presentarne uno nel dettaglio, perché mi ha colpita, perché ho passato la notte a riassumermi i sapori che si erano susseguiti in una sublime danza gustativa, perché fuoriesce dagli schemi, soprattutto in un Paese come l’Italia solidamente ancorato a certe tradizioni gastronomiche, entusiasmanti certo ma meno attuali.
Vivendo all’estero e nel nostro itinerare, complice anche la nostra grande curiosità alimentare, abbiamo assaggiato cucine diverse captando nuances inedite e appassionandoci alle vie più moderne di approccio alla cucina. Ero certa che Bros’ ci avrebbe sorpresi.
Bros’ a Lecce ci è stato consigliato da lontano da pugliesi doc che ne avevano letto elogi… di getto ho prenotato spinta dalla curiosità e dalla voglia di provare la cucina di due degli chef che in questo momento in Italia attraggono sguardi e recensioni.
Locale molto piacevole dalla decorazione essenziale.
Per tavoli di più di cinque commensali la scelta è tra il menù di 5 portate e quello da 15…abbiamo optato per quello da cinque, che in realtà si avvera molto più articolato di cinque semplici piatti.
Incominciamo sorseggiano Cabernet Sauvignon e Malvasia che accompagnano egregiamente delle olive con una punta di vermouth, dei sublimi bignè con crema di rucola e delle ciliegie al maraschino egregiamente presentate su un letto di ghiaccio.


Nell’attesa ci portano il pane caldo appena sfornato… difficile smettere di mangiarlo, accompagnato da un cubetto di lardo al cui interno è nascosta una sorta di marmellata di amarena e un emulsione d’olio salato assolutamente divina.
La prima portata del nostro menù è declinata intorno ai pomodori, sapori di sole di quello intenso Salentino. Il nostro antipasto è in tre servizi, apre le danze un bloody Mary preparato in modo coreografico davanti a noi con l’acqua dei pomodori al posto del tradizionale succo, segueono delle sfericazioni di burrata ricoperte da una polvere ottenuta dall’essicazione dei semi dei pomodorini e irrorate con una salsa di pomodoro ottenuta dai pomodori tipici salentini, quelli che vengono appesi in grappolo per essere degustati durante l’inverno, chiude le danze di questo tris che è un tutt’uno il sorbetto di pomodoro all’olio di oliva… sapori noti rivisitati in modo eccelso, un tripudio di sensazioni, non dimenticherò facilmente le sfere di burrata che si aprono in bocca lasciandosi andare in tutta la loro potenza.
Come primo piatto ecco davanti a noi delle linguine elegantemente presentate in liquido di pistacchio e liquame come chiamano il liquido ottenuto dalla spremitura delle acciughe e sublimate da una spruzzata di pepe giapponese..
La terza portata è di pesce: filetto di branzino al bbq e poi laccato accompagnato da due quenelles una di olive nere e una di peperoni verdi locali e patate a spaghetto il tutto sublimato da un’incredibile salsa di pane grigliato e accompagnato da panini cotti al vapore e poi fritti, dal sapore vagamente orientale.
Quarta portata è di carne: animelle con cipolla locale al bbq accompagnate da una salsa alla liquirizia ( da cascare per terra) e un physalis, che regalava un po’ di sapore aspro all’insieme veramente riuscito.


Tra pesce e carne ci hanno dato quello che chiamano
collutorio, la loro versione contemporanea del classico
sorbetto al limone, un succo di agrumi insaporito con aloe vera( da berne dei litri)

Per chiudere la cena il dessert si è anch’ esso articolato in due parti, la prima diciamo più “depurativa” si presentava con dei piatti con dentro scritte gelatine di frutta gelate, ricoperte poi con un’ infusione zenzero e cannella veramente buono.
Seconda parte dolce della nostra cena è stata invece una panna cotta di latte di pecora accompagnata da ananas cotto al bbq con melassa di melograno… tripudio gustativo…
Pensavamo fosse finita ma sono arrivate le piccole pasticcerie: cioccolato al peperoncino, marshmallows all’ amarena e gelato di fichi
Il tutto è stato accompagnato un primitivo locale delle cantine
Serata indimenticabile, una tavola da provare se passate da quella splendida città che è Lecce, un ristorante che nel suo essere contemporaneo mette in luce i sapori e i prodotti di questa splendida terra, rivisitandoli in modo egregio con una sperimentazione culinaria veramente riuscita!


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