Qualche giorno fa leggevo il posto di mammacongelo, lei riece sempre a farmi ridere, nel quale parlava del rapporto tra il suo piccolino e i nonni, rapporto a distanza, come quello di tanti bambini expat, fatto di pochi momenti insieme in cui si concentra tutto e lunghi mesi a farsi cucù via Skype.
Un paio di giorni dopo seguivo, in uno scambio tra mamme, preoccupazioni e considerazioni sui rapporti tra nonni e nipoti quando ci si ritrova ad essere separati da chilometri, montagne e oceani.
Certo tutti gli expat diventando genitori si sono fatti domande sul come gestire le relazioni tra i propri figli e la propria famiglia di origine, tutti gli expat si sono chiesti come i propri bambini avrebbero considerato nonni, zii e cugini a distanza. Normale, la distanza spaventa. La non quotidianità anche.
Abbiamo già paura noi del come i nostri rapporti con chi è rimasto a casa saranno nel tempo, del come si svilupperanno, figuriamoci come ci preoccupano i rapporti dei nostri figli, che dovremo anche guidare nel mantenerli.
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| la nonna al mare con Federica e Chiara |
Quando si parte c’è l’entusiasmo,che ci acceca un po’, ma poi si comincia a riflettere su tutti quegli affetti lontani, che ci mancano, che vorremmo lì a portata di mano.
Quando aspettiamo un figlio la distanza diventa ancora più difficile da gestire, come coinvolgere la nostra famiglia lontana in tutte le trasformazioni che nel giro di nove mesi ci porteranno ad essere genitori? Come sentirli vicini? E poi quando un bambino arriva, come condividere con loro il momento più bello della nostra vita?
Io sono stata fortunata, i miei sono sempre stati pronti a fare un salto a trovarmi, e alla nascita delle mie figlie sono sempre arrivati nel giro di pochissimo, non privandosi per nulla del piacere di stringere al petto quell’esserino fragile che avevo appena messo al mondo. Me li ricordo sbarcati a Parigi con mia sorella e la maggiore dei miei nipotini venuta anche lei per vedere la cuginetta per la prima volta. Sono arrivati la sera e al mattino erano lì alla maternità a coccolare me e Federica. Così fu anche per Chiara che hanno preso in braccio a poche ore dalla nascita, arrivati diretti in clinica con gli occhi lucidi di emozione. Così hanno fatto per tutti i loro nipotini, sei (tra me e mia sorella) nati lontano ma non per questo da non godersi fino in fondo.
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i 6 con la nonna estate 2005
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| i 6 con la nonna estate 2014 |
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Certo i rapporti con questi bambini che crescono in città diverse e in mondi diversi non saranno ricchi
di quotidianità, ma sicuramente potranno esserlo qualitativamente. Ci vorranno energie da parte
nostra e da parte dei nonni, ma sono le stesse energie da tirar fuori in qualsiasi rapporto anche se si vive a tre passi… Non si deve dare per scontato che ci si ami semplicemente perché c’è un legame di sangue, anche se è innegabile che i nostri figli questo legame lo sentiranno, come non amare i genitori della loro mamma e del loro papà? non sarebbe possibile. Ma i rapporti intensi vanno oltre l’amore, e i bei rapporti possono costruirsi anche senza vivere nel giro dell’isolato.
Io ho avuto la fortuna di avere dei nonni presenti e me li ricordo, mia nonna paterna ha vissuto in casa con noi, i materni vivevano qualche portone più in la. La mia infanzia è stata nutrita dalla loro presenza, da quell’affetto puro e slegato da qualsiasi aspetto educativo che solo i nonni sanno dare. Mi ricordo il nonno che veniva a babysitterarci la sera, con il quale tutti i divieti imposti da papà e mamma svanivano in un soffio, televisione a gogo e niente di quegli orari serali un po’ rigidi che ci venivano giustamente, normalmente imposti.
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| la nonna in India
la nonna a Tokyo al tavolo delle principesse! |
Ovviamente diventando mamma ho fortemente voluto che le stesse relazioni si instaurassero con i miei genitori, e questo nonostante Parigi, Tokyo, Chennai, San Francisco, al di la dello spazio e dei chilometri. Ci ho creduto e ci hanno creduto i miei genitori, sapendo vivere momenti splendidi con le
loro nipotine anche se concentrati nel tempo. Mia figlia maggiore che ha potuto godere di mio padre solo per pochi anni, mantiene adesso,a 17 anni,un ricordo vivo del loro rapporto, dell’amore reciproco che si sono dati. Nei suoi primi cinque anni e mezzo di vita, lui nonostante la distanza e il lavoro che lo assorbiva, ha saputo occuparsi di lei e delle sue sorelle costruendo qualcosa e lasciando il segno.
Mia mamma ha continuato da sola questo percorso, creando prima con le mie cucciole bambine e adesso con le ragazze che sono diventate, un legame bello e intenso, fatto di complicità e di tutti quegli ingredienti che ci vogliono per costruire un bel rapporto
Certo è sempre stata pronta a fare la valigia e raggiungerci ovunque, anche per poter vivere un po’ la nostra quotidianità, perché anche questo è importante, poter vedere i propri nipoti evolvere all’interno del loro mondo, vederli in azione nel loro quotidiano, osservarli con gli amichetti, andarli a prendere a scuola. Tocca anche a noi genitori spingere i nostri figli a creare questi rapporti nutriti non dal tempo passato insieme ma da qualcosa di più profondo. Le energie devono mettercele un po’ tutti, ma non è me più complicato ne più difficile rispetto a quello che ci si dovrebbe trovare a costruire abitando nella stessa città, semplicemente diverso il libretto di istruzioni, che sarà quello di intensi momenti passati insieme e di lunghi mesi di contatti via Skype, per i quali non è detto che bambini e ragazzi siano poi tagliati… Perché se i nonni stoicamente stanno dietro lo schermo a fare ghili ghili e picci Pucci, i bambini non hanno la pazienza di star lì a parlare ad uno schermo….ma non importa basta proporglielo sempre. E poi non servono chiacchierate di due ore, basta un minuto, un sorriso.
Le mie ragazze riescono a far vedere di tutto alla nonna via Skype, sfilano con il vestito per la festa, mostrano il regalo ricevuto… E così hanno l’impressione che lei sia un po’ qui, e la mia mamma vive un po’ della loro vita anche al di la delle settimane che passa ogni anno da noi e del periodo estivo che passiamo insieme.
Complessivamente penso che i rapporti vicini o lontani che siano vadano costruiti e alimentati con gesti e parole, senza dare mai per scontato che si deve stare bene insieme soltanto perché deve essere così!
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| la nonna e Chiara a San Francisco |
Per costruire rapporti intensi non serve essere fisicamente vicini, si può esserlo mentalmente, ci si può sentire partecipi gli uni delle vite degli altri anche quando tante ore di volo dividono i nostri mondi. Per questo nonni e nipoti possono vivere in città diverse ma creare rapporti intensi e adorabili connessini, proprio perché lo vogliono e investono energie in tutto questo.
Non ci sono consigli utili da dare a chi parte per la prima volta lontano dalla propria famiglia ed ha paura che i propri bambini non riescano a considerare i nonni come tali, non creino quel rapporto giusto che ci deve essere. Unico consiglio metteteci un po’ di energia, ottimismo ed entusiasmo, e chiedete a nonni e bambini di fare lo stesso, raccontate le vostre vite, Fatevi raccontare le loro. Rendeteli partecipi delle vostre piccole gioie quotidiane, di quel che succede, a casa, ai giardini, a scuola, e chiedete loro di fare lo stesso, incrociate i vostri mondi e create occasioni per tuffarvi gli uni in quello degli altri….godete ogni momento insieme con allegria senza pensare a chilometri, aerei, fusi …. E poi Skype farà il resto!
e questa canzone di Francesco Guccini ben riassume l’importamza dei rapporti tra nonni e nipoti, tra generazioni che si incrociano e si vogliono bene!
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