Tra i 6 anni in Svezia e questi ultimi due inverni a Montreal, ne sto accumulando di inverni gelati! E dagli inverni gelati si impara tanto, anno dopo anno. Se penso alla californiana che ero, sbarcata per la prima volta a Stoccolma a tastare il terreno nei primi giorni di un nevoso marzo 2017, di strada sul “si fa e non si fa” dei paesi freddi, ne ho fatta.

Cosa non si fa? Praticamente tutto quello che si faceva prima di immergersi nell’inverno gelato. Tipo jeans sulla pelle nuda, calzetta sottile, un solo strato di vestiti, guanto da città non comprato in loco.



Cosa si fa? Per prima cosa come dicono gli svedesi “non esiste un cattivo inverno ma solo pessimi vestiti”. E questo è non solo vero, ma verissimo. La giacca e le scarpe sono fondamentali se si vuole sopravvivere ai rigidi meno 20. Sotto la giacca e le scarpe ci si veste a strati, cosa importantissima perché se fuori fa freddo quando si entra da qualche parte sembra di essere ai Caraibi.
Io ridevo del giaccone con gli spallacci interni da indossare a mo di zaino quando si entra in negozi e centri commerciali. Rido molto meno adesso vedendo quanto è comodo non dover portare in mano la giacca quando, viste appunto le temperature tropicali, si gira nei posti chiusi.

La scarpa anche quella fa la differenza e se ha il crampone integrato è la svolta. La novellina che ero, ovviamente all’inizio lo trovava un po’ ridicolo, ma adesso ne apprezzo le qualità neanche indossassi una Louboutin!

La biancheria intima, anche quella in caso di grande freddo perde ogni leziosità ma diventa indispensabile nella sua estrema calda bruttezza. Praticamente il total look è simile a quello di Charles Ingalls nella piccola casa nella prateria quando va a letto, non so se avete presente: mutandone alla caviglia e passa la paura. Il sexy è per un’altra volta ma il caldo è assicurato…. Che poi il tutto viene ricoperto da vestiti normali e nessuno si renderà mai conto della specie di tutone termico che indossate sulla pelle, insospettabile.

Per i guanti come dicevo, meglio comprarli in loco, Svezia o Canada che sia, solo nei paesi freddi sanno veramente di cosa stiamo parlando e le vostre mani vi ringrazieranno. Le mani tenute al caldo, come i piedi, quando si va in giro, fanno la differenza.
Al di la dell’abbigliamento anche a livello gestione neve e temperature ho imparato due cosette. Per prima cosa la differenza tra temperatura reale e temperatura percepita. Se ci sono -10 la percepita può anche essere -20, il vento complica spesso le cose. Capita anche che la percepita corrisponda piacevolmente alla reale o che addirittura sia “più calda”, ma insomma meglio controllare per evitare di battere i denti.

Quando annunciano un winter storm, la cosa si fa seria. La neve cade in abbondanza e ininterrottamente per ore, e si accumula, o si che si accumula. E le case a Montreal hanno tutte delle belle scale davanti, scale che si imbiancano, strato dopo strato, fino a cancellare i gradini. E al mattino c’è da ridere. La pala diventa la nostra amica del cuore e mai più senza!

E dopo aver spalato sempre meglio salare un po’, che sopratutto sui gradini male non fa, femori e ossa varie ci ringrazieranno, che già ad ogni metro sul marciapiede il rischio di caduta c’è, almeno in area casa creiamo una zona un po’ sicura!
E se ci si assenta per qualche settimana in pieno inverno, non ci si deve illudere di passarla liscia, olio di gomito e via. Ci abbiamo messo un’ora a pulire davanti al cancello per poter prendere la macchina, e alla fine stavamo quasi per dare forfait, ma poi ce l’abbiamo fatta! E anche qui è tutta esperienza, per il prossimo viaggio non chiuderemo il cancello perché riaprirlo poi con la neve che si accumula ovunque pare impresa disperata.

Ma insomma a parte qualche piccola messa a punto, ormai siamo dei veri professionisti dell’inverno artico, e quanto è bello vivere immersi nella neve? Stupendo! E poi c’è un grandissimo vantaggio, non abbiamo neanche più bisogno di andare veramente al caldo, già atterrare a Londra basta per recuperare una trentina di gradi, niente male!
P.S. a Londra per la cronaca c’erano 6 gradi!
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