Quanto spesso ci capita di ritornare nel paese in cui abbiamo vissuto per un periodo della nostra vita? Un paese che non è il nostro ma lo è diventato e nel quale abbiamo lasciato cuore e radici?
Dipende. Dipende molto dalla distanza, dalla direzione delle nostre vite, dagli obblighi che ci portano altrove, dalle vacanze mai abbastanza lunghe per fare tutto.
Questa settimana sono in Svezia, ho rimesso i piedi a Stoccolma 8 mesi dopo il nostro trasloco. 8 mesi possono essere tanti o poco, dipende. Sono sicuramente volati, spazzando via qualsiasi nostalgia. Di sicuro l’entusiasmo e le energie messe per ambientarmi nel mio nuovo chez moi, hanno giocato un ruolo importante in questo tempo filato via senza tristezza alcuna.







Tornare però è tutta un’altra cosa. Non mi manca Stoccolma, benché rimarrà per sempre parte di me. Cosį come non mi mancano le strade, le piazze, gli scorci, l’acqua che si mescola alla natura sublime. Mi mancano le persone, quelle si, e sono quelle d’altronde che fanno la bellezza di un posto. Sono gli incontri fantastici che rendono il nostro espatrio un successo.
Le persone però, ho imparato con gli anni di esercizio, rimangono. Se le amicizie sono vere e sincere basta un nulla per ritrovarsi come non fossimo mai partiti, come se non ci fossimo mai lasciati.







Sono tornata a Stoccolma con emozione. Bello muoversi in un posto che è tuo anche se non lo è più. Un osto di cui conosci sfumature e piccoli dettagli. Quando i tuoi piedi ti guidano nel percorrere strade dei quali hanno memoria. Sai dove andare, lo sai a memoria.
Dall’atterraggio ad Arlanda al decollo ieri pomeriggio verso il nord della Svezia, ho goduto di ogni dettaglio, ma soprattutto ho goduto delle persone.


Ho ritrovato i miei posti del cuore, il caffè, il solito quello che non devi neanche ordinare perché lo sanno già cosa vuoi. Sapori, sensazioni, un miscuglio leggero. Sono riuscita a godere in pochi giorni della “mia” città, molto di più delle ultime frenetiche settimane pre trasloco. Tempi duri allora, emotivi, intensi.
Oggi c’è solo spazio per la positività, gli incontri, l’amicizia, il recuperare piccole cose, abbracci, risate. Riesco a farlo forse con tanta leggerezza perché il mio salto al di la dell’oceano è riuscito, e ho voglia di comunicarlo alle persone che conosco. Mi piace condividere la mia nuova vita, le piccole scoperte, quello che facciamo.
Ho voglia di ascoltare la loro, i racconti di un mondo che conosco, che non è più mio, ma del quale capisco ancora ogni dettaglio.
E adesso un po’ di Nord della Svezia e poi via direzione le vacanze italiane, un altro tuffo tra il prima e il dopo, Torino e la Puglia, il nostro nuovo rifugio !
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