Il quartiere St Henri attraverso le pagine di Bonheur d’occasion*.

Quando i libri si mescolano con gli itinerari turistici, quando attraverso le pagine di una storia si scopre un quartiere della nuova città in cui si vive, è gioia pura.

Bonheur d’Occasion scritto in grande sul muro della stazione St Henri

Qualche settimana fa ho fatto un bel giro nel quartiere ebraico seguendo la storia raccontata in un libro, la settimana scorsa eccomi nuovamente alla scoperta di una zona della città seguendo i protagonisti e le storie di un romanzo urbano, Bonheur d’Occasion di Gabrielle Roy.

Il libro venne pubblicato nel 1945, e nel 1947 vinse il Prix Femina*.

Il quartiere è quello di Saint Henri, ai tempi operaio, oggi in piena gentrificazione. Il racconto si svolge durante la guerra. E la guerra è lì presente a fare da sfondo ai dibattiti nei caffè della zona. La guerra che vede i giovani canadesi arruolarsi per partire oltreoceano, spesso nei quartieri come St Henri per salvarsi dalla povertà dilagante.

La povertà è il filo conduttore del libro. Una costante tra gli abitanti, operai o disoccupati, le grandi vittime della grande depressione. Le famiglie numerose, come quella della protagonista, Florantine, stentano a sopravvivere.

I giovani si arruolano volontari per contribuire con la paga del soldato al mantenimento della famiglia. Ma gli stessi giovani sognano il riscatto sociale, sognano la vita nei quartieri borghesi limitrofi.

La voglia di una vita migliore al di là dei confini cupi di St Henri, confini non solo fisici ma anche psicologici. Difficile liberarsi di quella patina che li relega ad un mondo in cui la possibilità di riscatto è complessa. E Jean, uno dei protagonisti studia di notte per poter fare quel salto, sogna Westmount, a poca distanza, come il quartiere del riscatto sociale, il quartiere borghese in netto contrasto con quello operai, con il rumore dei treni merci e l’aria inquinata dal carbone che fa funzionare quegli stessi treni. Lo stesso Jean ogni giorno di paga si concede una cena in un ristorante, ma non in uno di quelli del quartiere, bensì in centro città, per iniziare a sognare una vita diversa.

Un bello spaccato sociale, tracciato in modo ricco di dettagli, e che ci accompagna alla scoperta del quartiere, a pochi passi dal Canal Lachine e dal bellissimo mercato di Atwater. Una strada dietro l’altra riconosciamo i luoghi descritti nel libro e nello stesso tempo la loro trasformazione. Ne intravediamo altri che non esistono più o che sono stati completamente trasformati in 70 anni di storia. Nello stesso tempo cerchiamo di immaginarci gli stessi protagonisti descritti dalla penna dell’autrice, mentre costruiscono vita e sogni in una Montreal molto diversa da quella che conosciamo noi.

Le figure femminili descritte sono tutte personaggi di un certo peso, il riflesso di un’autrice che era anch’essa una donna indipendente e emancipata, e l’indipendenza e emancipazione la trasferisce tutta nella protagonista, che per essere una giovane donna negli anni 40, è indipendente. La famiglia d’altronde vive proprio grazie ai suoi guadagni come cameriera.

Il quartiere, come il libro, è stata una bella scoperta.

Partenza dalla Stazione della Metropolitana St Henri, linea arancione, e da qui un giro tra le vecchie case operaie egregiamente ristrutturate, quelle più borghesi lungo la Rue du Couvant, fino alle vecchie fabbriche oggi riconvertite e le case, anch’esse ristrutturate che sono state utilizzate come set per il film tratto dal libro.

*La storia si svolge a Montreal nel quartiere di ST Henri, allora estrema periferia operaia, tra febbraio e maggio del 1940. Il primo romanzo urbano della letteratura del Quebec , fin li più rurale nelle sue ispirazioni.

La protagonista Florentine Lacasse ha 19 anni, lavora in un ristorante “5-10-15″( un quinze cennes) e sogna una vita migliore. Si invaghisce di Jeana Lévesque, cliente del ristorante che l’invita al cinema, per poi non presentarsi. Jean infatti a sete di riscatto sociale e vede una storia con Florentine come un ostacolo alla sua fuga dal quartiere. Per questo presenta alla giovane l’amico Emmanuel, che si è appena arruolato e che si innamora di lei. Parallelamente e a fare da sfondo la storia dei genitori di Florentine, e della loro numerosissima famiglia, con tutte le problematiche connesse.

**Premio francese creato nel 1904 da un gruppo di 24 donne collaboratrici della rivista La vie heureuse. Il premio voleva contrapposti al Prix Goncourt, giudicato all’epoca dalle creatrici del prix femmina, misogino.

Una risposta a “Il quartiere St Henri attraverso le pagine di Bonheur d’occasion*.”

  1. […] Atwater è nato in una zona che era all’epoca molto popolare e industriale.[ ne ho parlato qui ]. Oggi la zona è stata completamente trasformata, i vecchi edifici industriali hanno nuova vita, […]

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