27 settembre 2023, da qualche parte in volo tra Svezia e Canada.
È un po’ lo stesso viaggio fatto la vigilia di Pasqua quando per la prima volta andavo a mettere i piedi in quella che nei programmi doveva diventare la mia nuova città. Avevo molta curiosità e anche quel misto di preoccupazione dettato dal « ma se il primo impatto non va, che faccio? ». Pur conscia che il primo impatto lascia il tempo che trova. Se mi fossi fermata al primo impatto la Silicon Valley non sarebbe mai diventata casa.

Oggi torno alla vigilia di un evento importante, torno con la certezza che finalmente tra poco sarà casa, qualche immagine già negli occhi, e tantissima voglia di tuffarmi al cento per cento in questa nuova vita.
Questi mesi di attesa, di programmi fatti e disfatti, mi hanno messo le ali. È veramente arrivato il momento di andare.
Questo viaggio è anche un po’ lo stesso viaggio che a fine inverno del 2017 mi portò a Stoccolma dalla California, anche allora avevo davanti giorni di festa, anche allora un progetto vedeva la luce meritata dei riflettori.
Nel 2017 la storia era tutta da scrivere. Oggi di pagine ne sono state scritte tante, ma questo salto al di là dell’oceano ha un sapore di un libro nuovo, da assaporare proprio come il precedente ma con più consapevolezza.
Ero fiera allora di quello che Paolo con tenacia stava mettendo in piedi. Ne sono ancora più fiera adesso vedendo lo slancio, l’entusiasmo e le energie inesauribili che come sempre è disposto a spendere.
Non sono stati anni facili, alti, bassi, stress, paure. Non lo saranno neanche i prossimi, ma d’altronde non può mai esserlo quando si scrive una storia così. Poi forse la strada facile non è quella che ci piace imboccare. Abbiamo capito che siamo più gente da incertezze e salti nel vuoto che da serate al caldo nel confort conosciuto.
C’è chi si stupisce a vedermi anche questa volta piena di entusiasmo nel seguirlo. Ma qui c’è una cosa che storpia, non lo seguo, lo accompagno. Camminiamo di fianco uno all’altra. Se io fossi un passo indietro e lo seguissi, appunto, ci sarebbe qualcosa che non va.
Abbiamo sempre deciso tutto insieme in questi 26 anni, in tema spostamenti intendo, in perfetta armonia e allineati.
Sono veramente pronta a godermi la festa. Sono pronta a condividere questo nuovo piccolo successo con l’uomo che mi regala le ali per girare il mondo con un entusiasmo invariato da quasi tre decenni.
Poi arriveranno gli scatoloni che si materializzano, le porte che si chiudono, gli amici da salutare e quel volo definitivo verso Montreal. Saremo io e il gatto, un po’ di lacrime che coleranno per forza, perché partire è sempre un po’ triste.
Ma nei prossimi giorni sarà solo gioia e basta.
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