Quando i figli diventano adulti.

Parlo spesso di figli che crescono. Scrivo di bambini expat diventati grandi che prendono il volo. Descrivo sentimenti da separazione, storie di genitori che stanno li a guardare e di figli che si tuffano nel mondo con energie nuove e inesauribili. È una realtà che mi sta a cuore. È una realtà che rispecchia la mia di realtà, in modo estremamente sereno.

Non ho nostalgia eccessiva del tempo in cui piccine piccine mi succhiavano ogni energia residua. Non mi mancano troppo quei batuffoli dai nasi moccolosi che mi si attaccavano addosso tipo Koala, con quel bisogno di protezione assoluta che solo noi genitori sappiamo dare. Ogni tanto penso a come il tempo sia filato svelto. Penso a quello che magari avrei potuto godere meglio, senza tutto lo stress che a 30 anni mi assaliva e adesso a 50 mi fa sorridere.

Mi volto indietro ogni tanto, ma più che con nostalgia lo faccio per rivolgere un sorriso di gratitudine ai giovani genitori che eravamo, abbiamo fatto un lavoro immenso per arrivare a dar loro la capacità di essere indipendenti.

Le mie ragazze sono tutte andate via di casa presto. Le loro vite nel momento in cui il liceo è finito, si sono svolte lontano da noi. Ci sono stati oceani di mezzo, aerei da prendere, mesi di separazione, momenti di sconforto gestiti su face time, coccole serali telefoniche, voglia di abbracciarsi da ricacciare indietro fino alla prossima volta.

Adesso sono grandi e me ne accorgo da una serie di dettagli. Adesso sono grandi e non sono solo loro che vengono da noi, che vengono a casa, ma siamo anche noi ad andare da loro, a casa loro.

È una cosa bellissima vederle adulte. Mi riempie di gioia vederle all’inizio delle loro vite, nei loro spazi. Provo la stessa emozione ad andare a trovare le mie ragazze nelle loro nuove case, che provavo mentre aspettavo i miei quando venivano a trovare me.

Tu arrivi da loro e ti accorgi che loro sono com’eri tu quando hai incominciato la tua vita da adulto. Ti sorprendi quasi che siano i tuoi figli, grandi e autonomi.

Mi piace osservarle nei loro nuovi contesti, essere in una casa che è la loro, con i loro dettagli, le loro scelte.

Mi rendo conto di quanto siamo riusciti a trasmettere loro. Noto come il gusto per certi dettagli sia uguale al nostro ma anche con un tocco che è nostro non è. Starei ore seduta ad osservarle nel loro nuove vite, a nutrirmi di ogni dettaglio. Ammetto che mi sto abituando a questo averle adulte, e non mi dispiace affatto.

Chissà forse cresciamo anche noi con loro, e nel momento in cui diventano grandi siamo veramente pronti anche noi. Siamo pronti a trasformarci in osservatori attenti ma discreti delle loro vite. Siamo pronti a stare un passo indietro e accelerare il passo solo quando ce lo chiedono. E forse lo siamo perché sappiamo che comunque per sempre sapranno ritrovare le nostre braccia, il nostro calore, e il nostro sorriso quello speciale che teniamo in serbo solo per loro.

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