Ricollegandomi al precedente post sulla voglia di partire all’estero, ecco qualche consiglio sui vari step per prepararsi alla partenza.

Partendo dalla base che partire con un contratto di lavoro in mano è la scelta migliore, come procediamo?
Il primo punto importante quando si decide di dire SI ad una proposta professionale è un’attenta valutazione del nuovo Paese, della nuova città, per rendersi conto se realmente questo mondo potrà corrispondere a
quello che stiamo cercando. Un lavoro che ci entusiasma è un buon inizio, ma anche il quadro intorno al lavoro deve piacerci. Non è male raccogliere elementi per avere un’idea a grandi linee della vita locale, e oggi come oggi in rete si trova di tutto e di più.
Se il posto ci piace, ci attira, ci ispira ecco allora la valutazione più prettamente economica: il lavoro proposto mi darà di che vivere? Valutare i benefit di un trasferimento è importante. Ma non dimentichiamo che i motivi che spingono ad accettare un’offerta all’estero dovrebbero andare al di là del puro interesse economico.
Valutare i costi della vita nel nostro nuovo paese e confrontarli con quello che ci viene proposto per viverci, è ovviamente una cosa necessaria da fare.
Le aziende che espatriano i loro dipendenti utilizzano sovente un indice che si chiama COLA (Cost of Living Allowance) edito dal gruppo Mercer che serve ad adeguare gli stipendi dei propri espatriati. Ovviamente anche quando ci si trasferisce senza essere appoggiati da un’azienda vale la pena dare un occhiata a questo indice per capire se la proposta che ci viene fatta ha un senso
Il COLA aiuta ad adeguare gli stipendi degli espatriati al costo della vita del paese in cui sono inviati, tenendo conto di diverse variabili. Per il 2022 la classifica delle dieci città più care vede nel top 3
Hong Kong, Zurigo, Ginevra, New York è al settimo posto preceduta da Tel Aviv e seguita da Singapore e Tokyo. Al 15esimo Londra. La prima italiana Milano al 48esimo.*
Per toccare poi veramente con mano la nuova destinazione un viaggio di ricognizione è importantissimo. Andare a dare un’occhiata aiuta ad avere un’idea. Serve per mettere delle immagini davanti agli occhi ed arrivare a destinazione un po’ meno spaesati. E serve anche a vedere ad esempio cosa si trova e non si trova, tanto per essere preparati.
Io ho sempre fatto un giro esplorativo dei supermercati durante i nostri viaggi di ricognizione, per me è sempre stato importante capire in anticipo cosa avrei trovato o no, una forma di sicurezza psicologica.
Se la parte diciamo esplorativa ha una certa importanza quello che è comunque importante non dimenticare è che in tutto questo cambiare,
muoversi, espatriare, il motore è sempre: un cambiamento
dal punto di vista professionale.
Che si sia inviati all’estero dalla propria azienda o che si decida di cercare
lavoro fuori dal proprio Paese, alla base c’è un grosso cambiamento, e
questo anche se si continua a fare tecnicamente lo stesso lavoro. Cambia il
contesto, cambiano i meccanismi che lo regolano, cambiano le dinamiche
aziendali, legate ad usi e costumi locali. E l’impatto non è da sottovalutare, non solo su chi lavora ma anche sull’intero nucleo famigliare se ci si sposta in famiglia.
È veramente importante partire consci dell’impatto che il nuovo mondo professionale potrà avere: una nuova cultura professionale va approcciata con mente aperta e la voglia di farla propria. Cercare di averne un’idea a grandi linee prima del primo giorno d’ufficio non è male, ovvio che poi la vera prova del nove sarà sul campo, ma insomma essere leggermente preparati non fa male.
Una volta valutato il paese, la città, il nuovo lavoro e quello che la nuova vita potrà offrirci, eccoci arrivati alla parte logistica: il trasloco.
Non entro qui nel dettaglio della preparazione di un trasloco, ma sottolineo come i punti precedenti siano importanti anche per capire cosa portare o non portare.
Conoscere la nuova città e cosa ci può offrire ci aiuta a sapere cosa impacchettare, cosa non troveremo, di cosa avremo bisogno. Le dimensioni del dove abiteremo ci danno la misura di cosa ci starà e di cosa eliminare. Esercizio complesso. Per me viaggiare con tutte le mie cose è sempre stato importantissimo per quel mio bisogno imprescindibile di creare casa. Ma insomma meglio essere preparati anche su questo fronte, se il cassettone della nonna non ci sta, inutile farlo viaggiare per 10000km!
Molta preparazione psicologica e tanta logistica, un po’ di stress, qualche notte insonne, quesiti svariati che affollano i pensieri, qualche senso di colpa: passaggio obbligato perche un progetto da un’idea pour parler diventi concreto.
Per il resto poi spirito positivo e voglia di scoprire, come per magia tutto andrà a meraviglia e ci troveremo a chiamar casa un posto che non avremmo mai immaginato incrociasse il nostro cammino!
*Altro sito interessante Numbeo.com dettagliatissimo sul costo della vita in circa 5000 cittá, regolarmente aggiornato.
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