quello dell’amicizia è uno dei miei temi preferiti. Ho la fortuna di essere nata socievole, vado facilmente incontro alle persone e da sempre apro, con altrettanta facilità, il mio cuore. Ho amici sparsi per il mondo con i quali riesco a mantenere, con tenacia, i contatti.

Non è sempre semplice, nel frenetico ritmo quotidiano trovare il tempo per coltivare vecchie e nuove amicizie è un esercizio faticoso, ma, almeno per me, necessario.
Ho sempre cercato arrivando in un nuovo paese di buttarmi a capofitto nel costruire relazioni. È sempre stata la mia priorità, in quella ristretta lista di cose che ho sempre avuto ben chiare in mente per installarmi serenamente e in fretta: creare contatti, installare le bambine in una routine e trovare una donna delle pulizie e baby sitter!
Relazioni al primo posto perché so che per me sono la chiave per sentirmi bene. Ci ho messo energie pazzesche e sono stata ripagata alla grande. Nono solo ho trovato solide amicizie, ma queste amicizie le definirei speciali. Una volta che tra di noi “scompare” la quotidianità, ecco che entra in gioco quella complicità forte che si è creata, anche grazie al contesto particolare in cui le amicizie sono nate: l’espatrio.
Ma perché questo contesto particolare influenza le amicizie? Semplice siamo tutti lontani da qualcosa, molto spesso, almeno quando si evolve in comunità internazionali. Siamo tutti alla ricerca di nuovi punti di riferimento, con la gran voglia di ricreare non solo amici, ma anche famiglia.
Lontani dal proprio mondo conosciuto, lontano dalla propria zona di confort, ci nutriamo di una sorta di “mal comune, mezzo gaudio” o meglio di un “siamo tutti sulla sulla stessa barca”. E su questa barca ci stringiamo in un forte abbraccio e andiamo avanti insieme compatti.
Questo essere uniti e compatti ci va diventare sostegno e punto di riferimento gli uni per gli altri. Si diventa in un certo senso amici più in fretta. Questo succede anche perché facciamo un pezzo di strada insieme nella vita vagabonda che abbiamo scelto, un prezioso pezzo di strada.
Ci ritroviamo a stupirci, entusiasmarci e anche a prendere i muri a testate nello stesso momento, per gli stessi problemi.
Poi ci si separa, si prendono strade diverse, si mettono montagne, oceani, continenti tra le nostre quotidianità, ma nulla cambia. Certo non ci si vede più per un pranzo, una cena, un caffè al volo, ma non importa. Ci siamo lo stesso e quando ci riabbracciamo è come se nulla fosse cambiato anche se passano anni.
Indissolubili e speciali amicizie, ogni volta me ne rendo conto quando in quel primo abbraccio che segue ogni ritrovarsi, trovo nuovamente quella complicità che rimarrà per sempre!
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