Coppia e traguardi

Lunedì scorso abbiamo festeggiato i nostri 24 anni di matrimonio. In tanti si sono congratulati con noi per il traguardo raggiunto, tanti altri mi hanno chiesto come abbiamo fatto. Questo mi ha fatto riflettere. Quando ci si sposa certo si spera sempre che sia per sempre, dovrebbe essere scontata l’idea di raggiungere insieme traguardi, anno dopo anno, un decennio dopo l’altro. 

Tanto scontato però non è, le tante coppie di amici che negli anni si sono separate, ci hanno sicuramente circondato di una certa aura da sopravvissuti. Arrivare ad accumulare decenni insieme, sembra veramente essere impresa ardua. Allora forse il chiedere ma qual’è la formula che vi ha fatto sopravvivere allegramente insieme, pare abbastanza logico.

La mia risposta sintetica potrebbe essere l’espatrio. Semplicistica forse, ma anche molto realistica.

Premetto che ritengo che nella vita di coppia nulla vada dato per scontato e che un rapporto vada nutrito quotidianamente. Sorridersi ogni mattina, nei limiti del possibile e sognare insieme gli stessi traguardi, mi pare e mi è sempre parsa la base. E poi c’è quel rinnovarsi continuo, quel mettersi alla prova, quel fare progetti, quella voglia continua di camminare, creare, immaginare. 

L’espatrio con i suoi mille interrogativi, cambiamenti, scossoni, e stravolgimenti totali, aiuta sicuramente a nutrire il quotidiano con un qualcosa che non è mai uguale a se stesso, diciamo che mette sempre un pizzico di insicurezza che aiuta a sentirsi vivi.

Non funziona per tutti, ma per noi sicuramente è stata la chiave. Non ci siamo mai annoiati perché la vita non ha lasciato spazio a pericolose routine, cambiare continenti, città, casa e amici, anziché renderci fragili ci ha reso più forti. Incontrare gente nuova, uscire fuori dal nostro piccolo mondo sicuro, lanciarci in avventure stravaganti, anziché travolgerci ci ha resi più forti, ha fatto di noi una squadra, e questo per me è il senso della coppia.

Non sento sulle spalle il peso di questi 24 anni perché nessun anno è stato uguale al successivo, perché abbiamo ricominciato da zero mille volte ed ogni volta è stato come ricominciare un po’ anche come coppia, con un nuovo tassello, una nuova partenza, una bella scarica di adrenalina.

Ovviamente non so come sarebbe stato e come saremmo se l’espatrio non avesse travoltò allegramente le nostre vite, ogni tanto ci pensiamo a come sarebbe stato se anziché prendere un aereo per Parigi, fossimo rimasti comodamente nella nostra città. Chissà forse sarebbe stato lo stesso, forse avremmo trovato anche lì la chiave giusta per continuare ad essere insieme, felici, 24 anni dopo, ma qualcosa mi dice che per noi, per come siamo fatti, per quella sete di scoperta e di indipendenza che abbiamo, questo continuo andare è stata la formula giusta.

Ci sono coppie, tante, che non sopravvivono all’espatrio, che lontano dai loro punti di riferimento, esplodono in corsa, lacerate dallo stress che l’installarsi in un nuovo mondo provoca, ce ne sono però tante come noi, che in questo moto perpetuo trovano linfa e forza.

Paese dopo paese ci siamo sempre di più  sentiti uniti in una sorta di uno contro tutti per affrontare una quotidianità tutta da costruire, abbiamo nutrito la coppia che siamo con le mille incognite del nuovo, sottoponendoci a forti prove di stress che anziché indebolirci ci hanno reso più forti. Non è una formula magica in assoluto, ma mi piace pensare che lo sia stata, fin qui, per noi, quel qualcosa che ci ha aiutato a non dare nulla per scontato, proprio perché conosciamo il presente e le sue sicurezze, ma abbiamo sempre saputo che il futuro sarebbe stato di volta in volta tutto nuovo. 

Ecco perché con un sorriso rispondo l’espatrio, perché per noi è andata così, un grande regalo che ci siamo fatti paese dopo paese.

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere