Due anni dopo la mia ultima vacanza londinese, che allora fu più una toccata e fuga che altro, eccomi di nuovo a Londra, in questi tempi non tanto favorevoli al turismo, dove viaggiare si trascina dietro più ansie che altro. Certo non ci fosse stata Camilla da installare all’università, forse non avrei scelto questi primi giorni d’autunno 2020 per questo ritorno nella capitale britannica, ma va bene lo stesso e nonostante tutto, sentimenti da separazione mammeschi a parte, questi giorni me li sono proprio goduti.
Effettivamente è una Londra molto diversa da quella piena di turisti e avvolta in una babele di lingue che conosco, è una città che vive con un ritmo diverso, con un misto di paura e diffidenza, con regole che per forza di cose stravolgono la vita. Nonostante tutto siamo riuscite a fare forse quasi più cose di quel che pensassi e sperassi.
Abbiamo proceduto nel solito modo, seguendo quel modello di scoperta che applico ad ogni trasloco e arrivo in un nuovo paese, abbiamo perlustrato la zona intorno a dove Camilla vivrà, procedendo con cerchi concentrici che pian piano si allontanano dal centro… ho scelto apposta un hotel veramente vicino alla sua futura residenza universitaria, in modo da concentrare energie e passi !
Abbiamo camminato tantissimo, esplorato angoli, in pochi giorni abbiamo preso la temperatura del suo futuro quartiere, siamo entrate in bar, negozi, ristorantini, più come qualcuno che si installa che come un turista.
Ho scoperto una parte di Londra che non conoscevo, a pochi passi da
St Pancras, il Coal drop Yard
dove consiglio veramente un giro e soprattutto dove vale la pena fermarsi nel ristorante
Coal office: in un ambiente molto piacevole, concepito dal designer britannico
Tom Dixon, potrete gustare l’ottima cucina dello chef israeliano Assad Granit, piatti molto particolari dai sapori eccelsi. https://coaloffice.com
Una cucina che si avvicina per molti versi ai sapori che Yotam
Ottolenghi, di cui sono grande fan, mette in tavola nei suoi ristoranti.
E proprio perché sono una grande fan ci siamo regalate anche un giro da
Rovi ultimo in data dei ristoranti che lo chef di origini israeliane ha aperto a
Londra. Veramente buono, quel bel miscuglio di sapori curiosi che la sua cucina sa regalarci.
In questo senso Londra è molto simile a New York per la scelta di ristoranti che toccano cucine di vario tipo e anche che vanno dalla semplicità alla ricercatezza nel giro di un isolato. Ce n’è per tutti e per tutte le tasche.
Come ristorante indiano abbiamo provato e promosso a pieni voti
Dishoom, noi siamo andati a quello di Carnaby. Cucina del nord dell’India, ottimo il Dahl, che per me rimane il piatto indiano del cuore. Noto per i Biryani.
Diversi ristoranti a Londra. https://www.dishoom.com
Uno dei nostri goal di questi giorni, installazione di Camilla a parte, era una pausa tea time come si deve. Non è stato semplice, molti piccoli saloni da tè sono ancora chiusi, abbiamo optato per un piacevolissimo tea time in un hotel in zona, the Montague on the garden, dove abbiamo potuto degustare in nostre tè e tutte le piccole bontà che ne conseguono, su una bella terrazza affacciata su un giardino. L’hotel per il momento è ancora chiuso, m ala sala da tè aperta.

Non rinnego però la mia passione per il caffè, perché sono onesta del tea time preferisco nettamente la parte mangereccia al tè in sé…ho trovato uno buono caffè al
Caffè Tropea e con un nome così pare normale, ma vivendo all’estero diffido solo del nome.
Colazione all’italiana con croissant e cappuccino o colazione inglese buona e relativamente a buon mercato.
Sempre per colazione/ brunch consiglio
Half cup, veramente carino con ottime uova Benedicte servite con salmone e granola con lo yogurt. Caffè decente.
Fork Deli patisserie con buonissimo avocado toast, caffè così così ma ambiente molto carino
Per un pranzo veloce abbiamo trovato vicino alla residenza universitaria un posticino italiano semplice dai prezzi onestissimi dove fanno anche pizze e dove abbiamo condiviso un piatto di bruschette e un misto di salumi e mozzarella, buono.
Albertini https://www.albertini.co.uk
Ultime considerazioni.
Le regole sono abbastanza strette in UK di questi tempi.
Molti hotel chiusi, quelli aperti con pochissimo contatto tra ospiti e staff, niente colazione, pulizia stanza solo se sono sicuri che non ci sia nessuno, ecc ecc…
In ogni ristorante, caffè o posticino in cui ci si siede a mangiare e bere dovendo rimuovere la mascherina, si devono lasciare i dati o/e usare l’applicazione per il tracciamento. Per la sera è necessario prenotare. Molti ristoranti non hanno riaperto, alcuni probabilmente non riapriranno mai, questo mi lascia un senso di disagio forte e una profonda tristezza. Sembrano così lontani i tempi in cui la gente si pressava sui marciapiedi sorridentosi tra abbracci e pacche sulle spalle. In metropoli come Londra l’impatto del coronavirus è stato fortissimo, la città ha perso quella dinamicità che la caratterizza, speriamo che il tempo sappia lenire le ferite e regalarle di nuovo l’allegria spensierata che merita.







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