Ascoltavo lo splendide e commovente discorso che Liliana Segre ha fatto al parlamento europeo il giorno della memoria. Ascoltavo le sue parole con un dolore profondo, rivedevo in lei la sofferenza della bambina che fu, di quella che è sopravvissuta all’orrore portandosi addosso per sempre i segni di una tragedia umana sconvolgente, la osservavo portavoce di uno dei periodi più bui della nostra storia. Mai dimenticare. Eppure ogni tanto mi chiedo se l’umanità abbia imparato. Stiamo consegnando ai nostri figli un mondo alla deriva, in cui tanti valori si sono persi, in cui non esiste rispetto per gli altri, in cui il razzismo e le disuguaglianze regnano sovrani.
Poco dopo ascoltavo mia figlia ripetere il discorso che tra qualche ora farà in apertura della conferenza MUN ( Model United Nations) che si terra per due giorni nella loro scuola, con giovani che arrivano da altri paesi europei. Mi impregnavo delle sue parole, del suo messaggio, della speranza racchiusa nella sua generazione, che sente la pressione forte di dover fare qualcosa adesso, subito.
Una donna di novant’anni e una neo diciottenne hanno reso la mia giornata migliore, l’hanno resa dolorosa nelle mille considerazioni che derivano dai loro discorsi, l’hanno resa piena di speranza, perché quelle stesse parole sono intrise di fiducia, di voglia di migliorare, di certezza che si possa ancora trovare una chiave per rendere il mondo migliore. Una donna alla fine del suo cammino, una donna, a cui hanno rubato l’infanzia, che ha smesso di vivere per sette anni, mettendo la sua vita tra parentesi e attaccandosi con tutte le sue forze alla speranza, un piede dietro l’altro per continuare a camminare, perché non volevamo morire. Una giovane donna all’inizio della sua vita da adulta, con un’infanzia serena e gioiosa alle spalle, con tutto davanti, pronta a mettere un piede dietro l’altro per raggiungere i suoi sogni e pronta a fare qualcosa di concreto come tanti, molti nella sua generazione.
Mi dico che nonostante tutto forse possiamo ancora vedere la luce in fondo al tunnel, grazie alle Liliane nate nel ‘ 900 e alle Camille figlie di questo ventunesimo secolo.
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