La chiave del successo nella vita d’expat in 11 atteggiamenti che non devono mancare!

La vita da expat non è per tutti, non è un obbligo e non deve essere un esilio forzato. La vita all’estero è un miscuglio di emozioni indescrivibili e per affrontarla nel modo giusto ci sono una serie di piccole predisposizioni d’animo che dobbiamo portarci dietro!
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lo spirito di adattamento: Meglio non muoversi da casa se non si è capaci di adattarsi: espatrio rima con adattamento continuo a nuove abitudini, lingue, cibi, atteggiamenti, paesaggi, persone e anche alla nuova persona che per forza di cose diventeremo!…..
La Solidità psicologica l´espatrio rende più fragili e se si parte già traballanti sarà difficile trovare le energie giuste e arrivare agli equilibri che ci permettono di sentirci bene e di far sentire bene chi parte con noi (compagni o figli che siano). Riflettiamo bene prima di dire di si anche alla migliore delle offerte, se dentro di noi non c´è la serenità necessaria, non sarà sicuramente il grande trambusto che il cambiamento porterà nelle nostre vite a farcela trovare!
L´entusiasmo e la voglia di scoprire non dovrebbero mai mancare nel nostro bagaglio a mano. In realtà anche nella vita di tutti i giorni possano essere una buona spinta per affrontare il domani con il sorriso, ma ancora di più se si è ¨persi¨ in un mondo nuovo, senza entusiasmo dove si va? Senza la giusta curiosità che ci fa scoprire il nostro nuovo mondo come potremmo adattarci ad esso e farne parte? In più occasioni mi sono resa conto che è stato proprio sulle ali dell´entusiasmo che ce la siamo cavata e siamo stati capaci di proseguire nel nostro cammino all´estero a testa alta!
Una buona dose di tolleranza verso le frustrazioni. Spessissimo vivendo all´estero si è confrontati con la frustrazione, pensiamo semplicemente a volte all´incapacità di esprimerci in certi Paesi, all´incapacità di capire il mondo che ci circonda con codici linguistici off limits per noi. Penso al mio ben amato Giappone, non era semplice non capire nulla e sorridere in modo ebete, era frustrante ritrovarsi in contesti in cui avevo l´impressione di essere ritornata quasi bambina … ma se lo si affronta con filosofia tutto di colpo diventa meno… frustrante!
Saper vedere il bicchiere mezzo pieno: la giusta dose di ottimismo ci vuole. Pessimisti non partite, non attraversate frontiere, non avrete la serenità che vi fa accettare mille imprevisti senza la tentazione di girare i tacchi e tornare a casa e magari con la frustrazione di non poterlo fare, perché quando si decide di partire non sempre si può rientrare al primo problema. L´ottimismo ci dà le ali anche quando tutto intorno funziona più o meno, quando i vicini ci parlano lingue strane, quando skype fa le bizze e i nostri figli si aggrappano al nuovo palo davanti alla nuova scuola perché non hanno voglia di essere i nuovi per l´ennesima volta. Insomma anche quando il mio salone in India era completamente allagato e un paio di ratti correvano allegramente in cucina, ho sorriso e amato il mio Paese ospitante: lo so, il mio ottimismo rasenta la follia!
Tanta pazienza, questa è una qualità che ho poco e che mi servirebbe in tante occasioni, ho imparato però che una buona dose di pazienza è necessaria per non sclerare!
Ci vuole pazienza quando girare il mondo diventa il nostro modo di vivere. Ci vuole pazienza nell´integrare una nuova realtà, una nuova lingua, una nuova cultura. Ci vuole pazienza nell´appropriarsi di un nuovo mondo e nel convincersi che il vecchio non ci manca più. Ci vuole pazienza ad adattarsi alle differenze…. pazienza senza fretta…. quella lenta e sicura….
Un po´di sana incoscienza: ma senza essere incoscienti saremmo mai partiti? Avremmo mai accettato sfide più grandi di noi? Avremmo mai messo al mondo figli da sole senza le nostre mamme vicino? No, no e ancora no. L´incoscienza è il motore di ogni espatrio, quella sana vena di follia che ci fa aver voglia di saltare al di là del fosso e di scoprire cosa c´è oltre la montagna. Un po di sana follia ci vuole per caricarsi baracca e burattini e cambiar Paese, ma leggiamola come connotazione assolutamente positiva, se fossimo tutti super riflessivi e ponderati, non credo che saremmo così tanti ad avventurarci oltre confine!
Un luogo che simboleggia le radici dove poter ritornare, questa è una cosa alla quale penso da anni, per me e per le mie figlie. Questo luogo non è necessariamente nella città in cui sono nata e cresciuta, ma un luogo che vorrei mio dove costruire dei ricordi, anche se sporadici e dove le mie figlie possano rifugiarsi nella follia di questo nostro continuo itinerare, trovando un posto sicuro al quale legarsi. Penso che sia una necessità che si acquisisce con il tempo, dopo tanti anni in giro pur convinti di continuare a farlo, si cerca un luogo fisso da amare, piccolo porto sicuro in cui rifugiarsi e avere la sensazione di non essere nomadi ma sedentari… ma con la certezza che poi però si continua a viaggiare!
Il senso dell´umorismo: ottimo compagno per accettare le differenze, ottimo amico per sorridere anche in situazioni complicate e trovare sempre il lato divertente in ogni situazione. Ridere anche di noi stessi nei piccoli errori quotidiani che ¨commettiamo¨confrontandoci con la nostra nuova cultura, fa un gran bene!
l´intraprendenza: impensabile cambiare Paese, radicarsi e sradicarsi, inventarsi e reinventarsi senza un po´d i intraprendenza. Se non è necessario esserlo di partenza, intraprendenti lo si può diventare, e direi che spessisimo proprio in espatrio tante donne scoprono questo aspetto inatteso della loro personalità. Ne ho incontrate tantissime nel mio peregrinare capacii di rimettersi in gioco, di inventarsi professioni nuove, stupendo anche se stesse e grazie appunto agli stimoli dati da una nuova partenza.

l´appoggio della nostra famiglia, quella che parte con noi e quelle che rimane indietro…non si va molto lontano se i nostri compagni di viaggio non sono sulla nostra stessa lunghezza d´onda o se chi ci guarda partire non ne capisce il perché.
… e tanti in bocca al lupo!!

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