Per andare all’aeroporto da casa di mia mamma ho preso un taxi e
nella mezz’ora di strada ho chiacchierato con il simpatico taxista.
Parte in viaggio Signora, mi ha chiesto appena salita e annunciata la mia
destinazione: Caselle.

Ho sorriso, in realtà torno a casa, sono venuta a trovare la mia mamma
per qualche giorno.
La domanda successiva, come da manuale, ma dove vive di bello?
E da lì abbiamo incominciato a parlare, lui a chiedermi il perché e il per
come di questa nostra stravagante vita, io a rispondergli conquistata
dal suo entusiasmo di fronte ai miei racconti.
E poi ad un certo punto mi dice: ma le radici Signora dove le ha, dove le
hanno i suoi figli, non sogna mai di tornare qui? Vedrà vedrà, le radici la
faranno tornare indietro.
Ho boffonchiato qualcosa. Come si fa durante le interrogazioni a sorpresa
in cui ci si arrampica sugli specchi, senza riuscire a trovare la risposta
giusta, non per me ma per lui. Gli ho tirato fuori la rava e la fava delle
radici sparse, delle radici in ogni paese, del loro intrecciarsi.
E ma signora alla fine le sue radici la porteranno indietro da dove è partita,
vedrà mi ha detto, quasi per rassicurarmi.
Allora mi sono arresa, non ho più cercato la risposta giusta conscia che
benché l’avessi per me non fosse possibile renderla giusta per lui.
Poi dopo lungo il volo che mi riportava a casa, alle radici svedesi quelle
fresche in data, ho riflettuto a come per chi questa vita non la vive non sia
semplice capire il senso di certe nostre parole.
Per me le radici sono tante, ne ho lasciate un po’ in ogni posto in cui ho
vissuto, amato, riso, costruito. Non riesco neanche a vederle come radici
separate tra loro tale è il groviglio gioioso e confuso.
Capisco però che quando la vita ti porta a vivere sempre nello stesso spazio,
non sia facile capire, pensare a questa matassa confusa che viaggia
dall’Italia al Giappone, dall’India agli Stati Uniti, dalla Francia alla Svezia,
tutti posti del cuore, della memoria.
Non è mai semplice spiegare la nostra vita a chi non la vive, non l’ha vissuta
e mai la vivrà, astratta, surrealista, scelte che così possono sembrare folli,
superficiali, egoistiche, scelte guidate da fughe, da voglia di sradicarsi, da
un’instabilità quasi inquietante, quando non sono nulla di tutto ciò.
Sono scelte di testa, di cuore, di pancia, di impulso, di riflessione, di amore,
di positività, non hanno nessuna volontà di tagliare legami e cancellare
momenti, ma anzi la voglia di aggiungerne ancora e ancora, di sommare
vita a vita, esperienza con esperienza, senza che nessun prima sia annientato
dal dopo.
E così anche le radici non si recidono mai e il loro aumentare è solo
arricchimento.
Buon volo Signora mi ha detto sorridendo quando sono scesa dall’auto,
buon rientro a casa… ecco si casa, qui, adesso, in nessun altro posto,
Stoccolma Svezia.
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