Qualche idea su come integrarsi in fretta (spunti universali) quando si sbarca in un nuovo mondo.

Ricostruire una rete sociale per me è stato sempre il vero challenge da affrontare ad ogni cambio Paese. Sarà che sono un animale sociale e per me vivere senza un telefono che squilla o delle giornate prive di incontri, fa paura. Al di là delle differenze culturali che i primi tempi possono spaventare e sulle quali ci si deve concentrare per capire il nuovo mondo che ci ospita, i tre quarti delle mie energie vanno sempre nella ricostruzione di relazioni che bene o male diventeranno il nocciolo sul quale solidamente costruire il resto.

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Le regole sono le stesse se si lavori e se si decida di mettere il proprio lavoro tra parentesi e dedicarsi all´espatrio. Lavorando certo si può facilmente incontrare gente in ufficio ad esempio, ma non è detto che tutti gli ambienti lavorativi siano friendly e ci diano di che soddisfare il nostro bisogno di incontri, oltre al fatto che non serve si ha voglia di mischiare la propria vita privata con quella lavorativa.Anche in questo caso quindi è al di fuori della porta dell´ufficio che si deve cercare di creare occasioni di incontro.
Quando i bambini sono piccini tutto questo piccolo mondo di contatti viene veicolato nel 99% dei casi dalla scuola. A scuola ci si incontra, si fanno amicizie, mamme e papà degli amichetti dei nostri figli diventano subito persone da frequentare, e questo ancor di più quando si sbarca in scuole internazionali e tutti sono nella nostra stessa situazione con fame di relazioni e spesso nuovi come noi. Poi i figli crescono, vanno e vengono da scuola da soli, incominciano a non volerti più tra i piedi e le ore a chiacchierare davanti al portone con le altre mamme o i pomeriggi al parchetto non lontano da scuola diventano un ricordo e tu devi trovare altre strade per incontrare, conoscere, costruire!
Ma come si costruiscono relazioni senza mettere di mezzo i figli? ci si ingenia e le energie vanno raddoppiate. Il mondo sociale non ci è più presentato sopra un piatto d´argento e ci si deve un po´ ingegnare per trovar la strada giusta.
Direi che focalizzarsi sui propri centri di interesse possa essere un buon punto di partenza. Se piace fare sport, pattinare sul ghiaccio o dipingere, si cercheranno gruppi per dar sfogo appunto alle proprie passioni e spesso in questi gruppi si possono incontrare persone con interessi simili ai nostri… buon punto di partenza.

amici incontrati in Paesi diversi in momenti diversi, amicizie nate e cresciute e sopravvissute a spostamenti vari.

I corsi di lingue, se la lingua del posto è nuova e la si deve imparare per forza di cose, sono un altro possibile viatico di incontri. Solitamente chi li frequenta è straniero e spesso appena arrivato, e si possono creare belle sinergie.
Poi ci sono i molteplici gruppi per espatriati, anglofoni e francofoni in primis, che organizzano attività di vario tipo, e spesso all´inizio dei caffé incontro in cui nuovi e vecchi si ritrovano. I francesi per questo sono dei campioni, ovunque nel mondo riescono a ricrearsi il loro mondo e lo fanno veramente bene, per accederci però si deve ovviamente parlare la lingua di Molière! Nei gruppi anglofoni c´è un maggior mélange culturale, e ci si può confrontare con culture diverse il che può essere anche estremamente stimolante soprattutto in occasioni di incontro come i book club, in cui è molto piacevole vedere il punto di vista che deriva da background culturali diversi, che è uno degli elementi che rendono ricco il nostro espatrio. Questi gruppi possono picere o no e successivamente ai primi tempi si può anche decidere di non frequentarli più, ma all´inizio sono veramente un´ancora di salvezza, quella mano tesa che aiuta a ritrovare il sorriso anche in piena tempesta!
Pian piano poi trovando i nostri punti di riferimento, la sete di incontri calerà fisioligicamente e spesso ci si installerà nel confrot di ciò che si è con forza costruito nei primi tempi, è però importante continuare a tenere vivo il tessuto sociale, rimanendo aperti a nuovi incontri. In un ambiente di esaptriati spesso ci si ritrova a salutare amici che partono, e ricrearne sempre di nuovi aiuta a non cadere ad un certo punto nell´isolamento, quando i primi amici fatti prendono il volo verso altri lidi, avremo bisogno di nuovi contatti che ci aiutino a mantenere il sorriso e a sentirci bene.
Alla base di tutti questi incontri e di questo continuo creare occasioni di incontro, ci deve sempre essere molta apertura e la voglia di aprire la porta di casa, non si ottiene nulla senza dare in cambio e mostrarsi subito pronti a ricevere è un ottima partenza.
La vita all´estero ci da grandi opportunità di creare legami fantastici, legami che sopravviveranno al tempo e alle distanze, legami che nascono in contesti particolari, spesso quando siamo più fragili e abbiamo bisogno di ricreare famiglia. Ci vuole volontà e costanza nel costruire il tutto… alla fine però in premio ci sarà sicuramente non solo l´amica con cui bere un caffé ma anche una solida rete di affetti sparpagliata in giro per il mondo!!

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