Ogni volta che mi vedo sigillare davanti un container che partirà direzione un porto e poi via attraverso il mare per raggiungerne un altro, ci penso. Penso al valore affettivo di ciò che vi è racchiuso, al come certe cose saranno insotituibili. Un letto, un armadio, una giacca, si ricomprano, ma un primo disegno, un biglietto affettuoso, un fiore fatto seccare tra due pagine di libro, un libro stesso comprato in un occasione speciale, sono cose che non potranno mai essere ripagate, non hanno prezzo perchè il loro valore è dato dai sentimenti che ne emanano, dall amore che li circonda.
In 20 anni di vita, nonostante ormai quasi sette traslochi al mio attivo, occasione ghiotta per alleggerire la casa, ne ho di cose importanti che si sono accumulate, ricordi di bambine in crescita, di viaggi esotici, di giornate al parco, di incontri memorabili. mi piace trascinarmele dietro, è un po’ come portarmi dietro tutto il groviglio di piccole radici che ho lasciato crescere in ogni dove, è un po´ come un promemoria del nostro vissuto, tangibile.
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| questo era quello che e’ arrivato in California |
il 29 giugno vedrò un nuovo container sigillarsi davanti a me, firmerò pagine e pagine necessarie per l’assicurazione, vedrò il camion svoltare in San Antonio seguendo le stesse strade a ritroso verso il porto di Oakland, quelle stesse di 5 anni fa quando dallo stesso porto il nostro mondo e arrivato indenne in Alvarado Avenue. Tratterrò un po´ il fiato per 6 settimane e poi quando mi si riaprirà davanti non sarà il divano a darmi gioia (quello entusiasma il gatto), e neppure il mio letto, ma quell’insieme di piccole cose, la foto del nonno ben conservata nella scatola di latta (piena di ditate di manine sempre piu grandi che negli anni l’hanno sfiorata affettuosamente), insieme ai magneti giapponesi, che ormai non mettiamo da tre frigo, ma che ci portiamo dietro, la collezione di sabbie dal mondo, il dipinto di Federica, quello del corso si pittura a Vernon di 16 anni fa, che ormai viene appeso inquadrato in ogni casa, le scatole piene di biglietti e ricordi di viaggio, il mio orso Filippo Tommaso (che ho il pudore di non mettere in valigia ma sarei tentata)… insomma il nostro mondo unico e insostituibile…

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