Un po’ di tempo fa scrissi un post su come in ambiente expat ci siano molte donne scontente, che si rinchiudono nella lamentela, rimanendo in un circolo vizioso che non le aiuta ad uscire da situazioni di disagio. Molto spesso queste donne si circondano di persone simili a loro, sprofondando ancora di più in momenti di depressione, dai quali solo una rivoluzione completa nei loro ritmi di vita potrà farle uscire. Dopo vent’anni all’estero ne ho viste tante non riuscire a sollevarsi e trascinarsi di conseguenza dietro la famiglia intera. Se la donna è infelice, ifigli saranno infelici, perché i bambini risentono in modo fortissimo gli umori degli adulti che sono intorno a loro e soprattutto dell’adulto più fragile. Si deve essere empatici ovviamente e capire dove risiede il nocciolo del problema, ma la compassione è in alcunicasi, per me, un. sentimento da lasciare da parte. Tendere una mano. Ascoltare. Aiutare. Dire la parola giusta: sacrosanto e necessario. Accarezzare nel senso del pelo solo per paura di far aprire violentemente gli occhi a chi ci sta di fronte, non credo serva.
Non credo ci sia molto da compatire… da aiutare si. E aiutare vuol anche dire forza, smetti di piangere sulla tua sorte e cerca di trovare del positivo in quel che stai vivendo , oppure sii capace di dire basta….
Parlo di expat, quelli che partono per scelta, non spinti da guerre e fame. Parlo di chi insegue un’esperienza di vita nuova, un lavoro interessante, un’esperienza da aggiungere alle tante già fatte, un’avventura, perché no. Beh questa categoria di esseri umani può scegliere, può scegliere di partire, pesando e i pro e i contro, puoi scegliere di lanciarsi senza paracadute, con la voglia di avventura. La libertà di scelta è quello che li differenzia da chi è obbligato a lasciarsi dietro casa e affetti, da chi se non parte non ha futuro. La possibilità di tornare indietro, di dirsi forse mi sono sbagliato, torno a casa mia e pazienza, è,insieme alla libertà di scelta, l’altra grande differenza. Noi partiamo, scegliamo di farlo, e possiamo permetterci di esserci sbaglaiti e di conseguenza di tornare indietro, e questo anche se il mondo dal quale siamo andati via è meno bello e meno accogliente del nuovo e magari con meno prospettive….
La libertà di scelta è la grande differenza…
Con questo è ovvio che non sia semplice per nessuno e che ci possano essere dei momenti difficili anche quando si è scelto di partire, ma più di chi è obbligato a farlo abbiamo in mano il nostro futuro e dobbiamo proprio perché siamo liberi cercare di coglierne il lato migliore e se proprio non ci piace, anziché chiuderci nel dolore di una vita che non ci corrisponde, essere capaci di tornare indietro… noi possiamo… non dimentichiamolo…
La libertà di scelta è la grande differenza…
Con questo è ovvio che non sia semplice per nessuno e che ci possano essere dei momenti difficili anche quando si è scelto di partire, ma più di chi è obbligato a farlo abbiamo in mano il nostro futuro e dobbiamo proprio perché siamo liberi cercare di coglierne il lato migliore e se proprio non ci piace, anziché chiuderci nel dolore di una vita che non ci corrisponde, essere capaci di tornare indietro… noi possiamo… non dimentichiamolo…
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