Non capita mai che per più di qualche giorno lasci da parte il blog. Mi ritaglio sempre un po’ di tempo per mettere nero su bianco impressioni, idee, pensieri sparsi. Ma in queste settimane post natalizie, mente e cuore sono stati occupati e sopraffatti.
Per settimane da coppia siamo tornati famiglia. Adesso lentamente torniamo coppia. Il nido inesorabilmente si svuota. Loro tornano alle loro vite, noi alla nostra. Difficile ogni volta, per loro e per noi. Destino comune a tante famiglie expat che si sono sparpagliate. L’ho detto e scritto tante volte, noi abbiamo dato loro l’esempio, questa voglia di volare lontano, questi orizzonti senza limiti, questa indipendenza. Loro hanno colto la libertà conquistata e hanno tracciato le loro strade lontano da noi.

Ma ogni volta, anche se siamo tutti abituati, la separazione è uno strappo, una piccola ferita, una fitta dolorosa, una lacrima involontaria che riga le guance, perché fa sempre bene piangere un po’.
Mi fa sempre sorridere pensare all’entusiasmo dell’attesa, ai giorni che precedono il loro arrivo, alle aspettative per i giorni insieme. Cuore che batte, occhi che finalmente si incontrano davvero, abbracci che hanno un sapore speciale. Ritrovare il loro profumo, il calore della loro pelle, quel contare i giorni, poi le ore e poi i minuti.



Poi ci si ritrova, uno dopo l’altro e alla fine ci si rende conto che ci vuole un attimo prima di ritrovare certi equilibri, che siamo pezzi di un puzzle che si incastra perfettamente, ma che l’equilibrio dello stare insieme nel quotidiano va ritrovato e ci vuole sempre un piccolo momento per accordarci tutti all’unisono. Ogni volta però, nonostante gli aggiustamenti, le liti, gli scambi animati, e lo sforzo per ritrovare ognuno il proprio posto, la squadra c’è, bella e compatta ed aumenta mantenendo la stessa solidità.



Siamo capaci di aggiungere tasselli senza rompere equilibri installati e conquistati. E i tasselli entrano in sintonia con il resto della squadra come se ne avessero sempre fatto parte. Bello, bellissimo.
Sono arrivate l’una dopo l’altra e nello stesso modo stanno ripartendo. Non sappiamo ancora quando ci ritroveremo tutti insieme, troppo lontano il momento in cui ci saranno vacanze per tutti, in cui le agende potranno allinearsi per trovare una nuova parentesi di vita che ci regali una strada da percorrere insieme. Io le vedrò una dopo l’altra, a volte due insieme, ma non è mai come ritrovarci tutti. Forse anche per questo le settimane trascorse hanno un valore speciale. Anche per queste le abbiamo attese con ansia e le salutiamo con tristezza.
Non tarderò a contare i giorni nell’attesa della prossima volta!
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