Ho sempre pensato che sia nel momento del bisogno che si vedono gli amici veri. Mi sono sempre ripetuta che quando c’è da gioire e da piangere, in quel preciso istante, in amicizia, vedi la differenza. La differenza tra gli amici veri e quelli con i quali bere un caffé e farsi due risate.

L’empatia non è una qualità scontata. L’avere le parole giuste neanche. Il saper ascoltare in silenzio e interrompere il silenzio nel modo giusto non è da tutti.
Quando mancò mio padre ormai fin troppi anni fa, la 32 enne che ero venne avvolta dalle braccia calorose di amici di sempre e di nuovi amici. Allora mi dissi ecco, so chi sono le persone che contano. Nei momenti gioiosi ho fatto le stesse considerazioni, perché se non è facile tendere una mano a qualcuno in lacrime, non lo è neanche farlo con qualcuno che è felice.
Gioia e dolore spaventano, in modo diverso.
I momenti gioiosi da condividere e quelli dolorosi nei quali sentirsi appoggiati, fanno però la differenza.
Siamo reduci da una settimana turbolenta. Una settimana in cui sono stata avvolta da tantissimo affetto. I messaggi arrivati e scritti con il cuore, hanno misurato l’intensità di tante amicizie. Quelli mai scritti e mai letti, hanno invece sottolineato la superficialità di molte altre.
Alla fine è un bene. È un bene vedere chi c’è per un’uscita in pizzeria e chi c’è per sorridere o per stare in silenzio.
Abbiamo accumulato belle amicizie in questi tanti anni a saltellare da una parte all’altra de mondo. Le abbiamo sommate con le tante altre che da sempre camminano al nostro fianco. Mi rendo conto del bene prezioso che rappresentino. Ma mi rendo anche conto che le amicizie con la A maiuscola sono ancora più rare e preziose.
Con l’età si impara a scremare… fa bene!
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