Che cosa mi hanno dato i paesi in cui ho vissuto in positivo?

Ogni paese ha lasciato il segno, per motivi simili e anche diversi.

Sono partita dall’Italia con il mio bagaglio leggero e man mano al ritmo dei nostri spostamenti l’ho arricchito con mille cose, e la loro somma oggi mi rende la persona che sono, almeno mi piace pensarlo.

Non c’è stato solo l’arricchimento culturale e linguistico, l’apertura data ogni volta dal confrontarmi con una nuova cultura, spazi e forme che sono entrati a far parte di me ritagliandosi un posto per sempre nel mio cuore.

Della Francia e dalla Francia? La leggerezza (positiva) con la quale ho affrontato l’essere mamma e che mi sono portata dietro come un prezioso tesoro. Meno stress e meno fiato sul collo, piedi nudi nel prato in qualsiasi stagione e un po’ di indipendenza reciproca. Adoro il modo di essere genitori dei francesi, ma d’altronde in giro per il mondo quanti se ne vedono in totale relax con molteplici marmocchi e il sorriso? Tanti.

eiffel tower paris

E di più tangibile, la passione per i formaggi francesi e i vini che li accompagnano, difficilmente riesco a trovare di meglio!

Dal Giappone e del Giappone? L’attenzione per i dettagli. Ho imparato tantissimo negli anni giapponesi a non focalizzarmi sull’insieme ma ha cercare il dettaglio. Così si rimane estasiati per un fiore di ciliegio, una foglia che cambia colore, una casetta ben conservata schiacciata tra due grattacieli iper moderni.

E di più tangibile? un amore incondizionato per il pesce crudo, che però mi rende molto ma molto difficile. Una volta che hai mangiato un sashimi in Giappone difficile trovarne altrove con la stessa qualità.

mt fuji

Dall’India e dell’India? L’India è una delle esperienze di vita più forti che si possano vivere, ti trovi di colpo immerso tra realtà talmente contrapposte da rimanere senza fiato. Ho imparato ad accontentarmi, a non volere sempre di più, a essere felice con ciò che ho. Quando vedi persone con nulla che al mattino si alzano e sorridono al mondo, pur dormendo in mezzo ad una strada convinte che la prossima vita andrà meglio, rapidamente metti molto ma molto della tua di vita nella giusta prospettiva.

E di più tangibile? Le spezie che ormai uso in abbondanza, il loro profumo che mi fa viaggiare ogni volta indietro nel tempo e nello spazio.

clear glass jars with assorted foods

Dagli Stati Uniti e degli Stati Uniti? La voglia di mettersi in gioco, senza paura e senza il freno degli occhi scrutatori del mondo circostante. L’essere se stessi senza preoccuparsi dei giudizi, una sorta di vivi e lascia vivere. Il poter uscire di casa con i capelli spettinati e i pantaloni del pigiama senza sentirsi fuori luogo. che poi io non lo faccia, questa è un’altra storia, ma ne apprezzo di sicuro il principio.

Di più tangibile? Il guacamole di Trader Joe’s!

woman walking toward black sedan parked in front of colorful houses

Dalla Svezia e della Svezia? Un piccolo ordinato paese dove tutti cercano di seguire un paio di regole di base. Il fatto di aver attraversato la pandemia dalla Svezia mi ha regalato proprio questa immagine, poche regole chiare che tutti seguono. Perché le seguono? Sicuramente per un forte senso di conformismo, ma anche perché, in generale c’è più fiducia nel governo e in quello che viene detto: bello!

Di più tangibile? Il salmone strepitoso in tutte le salse, la cucina scandinava estremamente innovativa, il pane eccelso accompagnato da un burro che spesso batte anche quello di Normandia.

tenements ny river in stockholm

Adesso rifletterò anche su cosa proprio non mi è piaciuto e non mi sono portata dietro nel mio itinerare.

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