Quanto è importante preparare la partenza per un nuovo espatrio?

Quanto è importante preparare la partenza per un nuovo espatrio? Tanto, tantissimo. Che sia il primo o l’ennesimo, ogni volta ci ritroviamo a fare a pugni con sentimenti contrastanti, con interrogativi senza risposte chiare, con mille paure razionali e non.

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il salto nel vuoto…

Ogni partenza va valutata con attenzione e inserita in una traiettoria personale e famigliare ben definita. Se si è soli, certo, tutto è più semplice. In coppia o in famiglia tutte le pedine devono essere allineate e guardare nella stessa direzione.

Un progetto di vita in un nuovo paese necessita per funzionare, di molte energie, un po’ di follia, ma anche tanta riflessione. È il passo giusto da fare? la mia carriera ne avrà un beneficio? La mia compagna o il mio compagno troveranno un senso e una direzione? Come ne uscirà la mia famiglia?

Quando dovevamo decidere se partire in California avevamo sull’altro piatto della bilancia un biglietto per l”India. Per me l’India rimava con l’annullare le distanze con quello che allora era il mio progetto professionale. Quando vivevamo in India avevo messo in piedi una piccola società, gestita poi nonostante il ritorno in Francia. Certo ritornare in India mi sembrava un sogno ad occhi aperti: avrei potuto sviluppare tutto quello che avevo abbozzato.

La California sembrava però, d’altro canto, sogno ad occhi aperti ancora più grande. I primi tempi, le prime settimane prima di partire a dare un’occhiata, ero eccitatissima. Poi sono arrivata in Silicon Valley durante il nostro viaggio di ricognizione, ho indossato occhiali critici e non avevo più il filtro dell’entusiasmo. Ho dichiarato dopo un paio di giorni che non saremmo venuti nell’ordinata e anonima Palo Alto, ma saremmo tornati nella caotica Chennai. Ovviamente la storia racconta che ho cambiato idea e in California abbiamo passato anni stupendi.

Ma perché ho cambiato idea? Paolo da subito mi ha detto che avrebbe accettato la mia decisione, quindi nessuna pressione da parte sua. La risposta l’ho trovata da sola. Ho messo sul piatto della bilancia tanti fattori: il benessere delle mie figlie, la loro adolescenza alle porte con la libertà che la tranquillità della Silicon Valley regalava. Le scuole che avrebbero offerto loro molte più opzioni. L’esperienza di un paese nuovo dove metterci alla prova. Un’avventura professionale per Paolo che sarebbe stata unica (ovviamente non sapevo che la successiva sarebbe stata ancora meglio!).

Sull’altro piatto non sono riuscita a mettere abbastanza cose da controbilanciare, e soprattutto un’adolescenza in India non poteva competere con una nella tecnologica e avanzata California.

La risposta l’ho trovata da sola. Non mi fossi soffermata a riflettere forse il risultato non sarebbe stato lo stesso.

Mi è capitato spesso di supportare dei futuri expat nell’analisi pre partenza, rendendomi conti di come, nella maggior parte dei casi, l’analisi sia sommaria quando la destinazione è allettante. La California sulla carta è allettante. La Silicon Valley ancora di più. I salari proposti spesso lo sono anche, se non li si analizza e rapidamente si capisce che sono, ma non sempre, proporzionati al costo della vita. Castelli di carte che in un attimo volano per aria, ma meglio che succeda prima di partire o, meglio, prima di decidere di partire.

Vivere all’estero è un’avventura straordinaria, ma non necessaria. Non è per tutti sicuramente, e non si è migliori se si decide di farlo, semplicemente quello che l’espatrio darà corrisponde di più ad un individuo che ad un altro, ad una famiglia che ad un’altra. È tutta una questione di equilibri, se l’equilibrio è garantito o almeno molto possibile, si va, si parte.

Molto meglio decidere di dire di NO ad un’offerta che pentirsene dopo 6 mesi, tornare indietro dopo un anno o essere infelici per il resto del tempo.

E poi una volta presa la decisione, beh il bello comincia, senza più voltarsi indietro e tornare sulla decisione presa. Guardare avanti con il sorriso e l’entusiasmo necessari aiuta a sopravvivere alle prime difficoltà inevitabili, ma quelle d’altronde fanno parte della vita, che si parta o si stia fermi per sempre!

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