Gli amici dei figli e gli scambi intergenerazionali.

Casa mia, già da bambina, è sempre stato un porto di mare. Noi figlie eravamo sempre incoraggiate a invitare gli amici a casa, in vacanza, in occasioni varie. Era importante per i miei genitori capire chi frequentassimo, e anche vederci evolvere in un contesto sociale indipendente dal loro.

silhouette photography of group of people jumping during golden time

Diventando mamma ho fatto, molto naturalmente, la stessa cosa. Casa nostra è sempre stata aperta e invasa da bambini. Non si contano i play date, gli sleep over, le merende improvvisate, le feste di compleanno, i pranzi, le cene, le colazioni.

Per me era importante avere i loro amichetti intorno, organizzare merende e uscite, vederle saltare sui letti e creare mondi, quei mondi che alla loro età anch’io avevo creato sotto tende di lenzuola con le amiche del cuore. Ho anche sempre pensato che osservando l’interazione delle mie fanciulle con i loro coetanei, avrei potuto imparare qualcosa di più su di loro. Osservarle nella loro evoluzione sociale è sempre stato un privilegio e un fantastico punto d’osservazione per capirle meglio.

Adesso che sono grandi e vivono ognuna per conto loro, nulla è cambiato. Non solo sono felici di raggiungerci ovunque noi siamo, ma lo fanno anche in compagnia. E quando siamo noi a raggiungerle nei loro mondi, ci regalano sempre una ventata di aria fresca con i loro amici e gli scambi interessanti con questa generazione di giovani adulti.

Credo che averle sempre spinte da piccole a presentarci i loro amici, oggi le spinga a farlo con molta naturalezza. Mi piace molto osservarle interagire e vedere che anche quando ci siamo noi nel mezzo rimangono loro stesse. O meglio vedere che non si comportano in modo diverso con noi e con gli amici, sono sempre loro.

Sono felice che abbiano voglia di “presentarci”, che siano felici di condividere del tempo con gli amici mescolandolo al nostro. Per me il mescolarsi delle generazioni e gli scambi che ne derivano sono fondamentali per tutti, giovani e meno giovani.

Sicuramente questa voglia di condivisione delle loro vite con noi è anche uno degli effetti collaterali dell’aver vissuto in modo molto fusionale con noi negli anni del nostro girovagare insieme. Un fusionale che non è negativo, anzi, ed è assolutamente comune nelle famiglie expat. Si diventa molto uniti perché solo cosi si “combatte” il cambiamento. Tutto muta ma il nucleo famigliare rimane unico e indivisibile. Dobbiamo presentarci quello che muta e al quale ci affezioniamo! Anch’io adoro presentare le nostre nuove amicizie alle ragazze, in questo noi siamo come loro, il nostro nuovo mondo diventa anche il loro, abbiamo bisogno di metterci occhi e orecchie, di creare immagini, per poi ripartire con questo foto book che ci aiuta nei momenti in cui siamo separati.

Quest’estate mi sono divertita, o meglio mi sto ancora divertendo. Parte del mio divertimento è questo continuo scambio tra noi, loro, i loro amici, i nostri amici. Oggi siamo tutti adulti e le relazioni che ne conseguono sono ricche e danno tantissimo ad ognuno di noi. Spero veramente che nel tempo nulla cambi, e francamente non credo. Anch’io adoro presentare le mie amiche ala mia mamma e lei le sue a me, e non ci sono barriere d’età che tengano, sembra quasi che gli anni di differenza non contino più, ed è molto bello!

E voi come vivete gli scambi intergenerazionali?

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