Sud dell’Albania on the road

Dal Salento all’Albania è un attimo.

L’idea è venuta cosi. Ero curiosa di scoprire questo paese che dal punto di vista turistico si sta sviluppando rapidamente. Alla curiosità ho aggiunto poi la voglia di condividere il viaggio con una delle mie ragazze, come sempre un viaggio nel viaggio. Un momento privilegiato e unico quando i figli non sono unici, ma ogni tanto devono essere trattati come tali. Un momento ancora più privilegiato quando i figli sono grandi e vivono le loro vite lontano da noi.

Eccoci saltare su un traghetto al porto di Brindisi e sbracare al mattino dopo a Vlorë.

La città di per sé, a parte un minuscolo centro storico, affollato di dehors di ristoranti di vario tipo, non ha nulla di particolare. Il lungo mare è moderatamente moderno, ma ordinato, si vede che c’è la voglia di puntare sul turismo. La natura intorno è da togliere il fiato.

Subito si capisce che sarà la natura splendente a fare da guida al nostro viaggio. Per prima cosa andiamo leggermente a Nord della città, ci perdiamo in stradine sterrate che ci portano al Lagoon di Narta fino a Hidrovor Beach. I fenicotteri rosa ci hanno accompagnate pian piano che avanzavamo su una stradina sterrata e stretta tra l’acqua e le saline. Paesaggi strepitosi. Nel villaggio di Nartë pranzo in un posticino rustico frequentato solo da locali, Arta Mario. specialità l’anguilla per gli amanti del genere, non noi, ma il polipo alla griglia è veramente ottimo.

A sud di Vlorë un susseguirsi di spiagge e la penisola di Karabrun a fare da sfondo. Tantissimi i giri in barca proposti per visitarne i contorni. Impossibile avventurarsi al suo interno in quanto territorio militare.

Proseguendo prendiamo la strada del monte Çika che porta verso Llogora National Park. Se la salita tutta curve è spettacolare, la discesa verso la costa è da togliere il fiato. Se si ha fretta un tunnel è stato aperto e si va dritti da una costa all’altra, ma sarebbe un vero peccato perdere questi paesaggi da sogno. In cima prima della discesa un bel vedere regala un ottimo stop dal quale godere della vista eccezionale.

Dopo un susseguirsi di curve senza fine, il mare cristallino della Riviera albanese ci regala un meritato stop i piedi nell’acqua insieme a qualche considerazione. La costa è splendida ma a rischio. A mio avviso da qui in poi, in senso temporale, si decide l’avvenire turistico dell’Albania: o costa brava con il suo turismo di massa o un turismo di nicchia, meno rumoroso ma alla ricerca di piccoli paradisi. La cementificazone della costa fa temere il peggio, ed è un peccato.

Ma Dhermi ci conquista all’istante, o almeno dal momento in cui abbiamo capito dove parcheggiare e che vicolo imboccare per salire verso la città vecchia. Una sola parola: splendida. Un borgo d’altri tempi completamente ristrutturato, dominata in alto da un bellissimo piccolo monastero: il Monastero di Santa Maria con al suo interno visibili bellissimi affreschi sulle pareti e sulla cupola.

Tra i dettagli e gli scorci ci si perde in estatica ammirazione. Per noi un drink con vista sulla terrazza dell’hotel Zoe Hora, dove poi abbiamo anche piacevolmente cenato al bordo piscina.

Continua la nostra discesa verso il sud del paese. La strada è splendida, verrebbe voglia di fermarsi ad ogni metro e fissare le immagini che il paesaggio ci regala.

Pausa bagno a Gjipe Beach, incantevole. Due modi per arrivarci o direttamente a piedi da Dhermi, circa 2h30, o in auto fino ad un parcheggio e poi discesa a piedi per una trentina di minuti. Noi abbiamo optato per la seconda opzione. I 33 gradi erano dissuasivi e già i 30 più 30 minuti tra discesa e salita sono stati abbastanza provanti! Comunque ne vale assolutamente la pena.

La discesa regala scorci mozzafiato sul mare e le sue tante sfumature. La spiaggia, affollata certo, è incantevole, il mare cristallo puro. Un paio di barucci semplici permettono di rifocillarsi e di bere qualcosa una volta lì, il tutto molto spartano e in stile con il posto.

Da qui si prosegue verso Himarë la cui città vecchia dominata dal castello diroccato, potrebbe forse un giorno subire lo stesso restauro di Dhermi. per ora solo poche case sono state messe a posto, il fascino c’è tutto. Vale veramente la pena. La parte moderna ha un suo perché un po’ caotico e confuso.

Stop sucessivo nella nostra discesa verso Ksamil, Palermo Bay e Palermo Castle. Già arrivando dall’alto il colpo d’occhio è pazzesco. Una striscia di terra “accerchiata” da acqua verde smeraldo porta ad un isolotto dominato dal castello diroccato.

Ksamil è una cittadina balneare architettonicamente poco interessante, super caotica, ma con un’atmosfera veramente vacanziera. Tantissimi ristoranti e un quadro intorno anche qui bellissimo. La natura conquista ad ogni passo. Tantissime spiagge ma tutte difficili da raggiungere e invase da una folla senza limiti. Impossibile trovare un buco per tuffarsi in acqua senza essere sottoposti al ricatto dell’ “affittosdraioeombrellone20euro” . Tentiamo l’approccio in diversi punti ma abbandoniamo nonostante il caldo torrido.

Vale la pena, folla non folla, caldo non caldo, la visita del Parco Archeologico di Butrinto, unico monumento albanese della costa ad essere iscritto nella lista del patrimonio Unesco, e si capisce il perché. I resti archeologici presenti sottolineano come nei secoli questa sia stata una terra di passaggio e di conquista: greci, romani, bizantini, veneziani, ottomani.*

Sarandë è ha due passi da Ksamil, non so ancora perché ho scelto due tappe così vicine, ma alla fine il posto è carino. E una buona base per andare a visitare il Blue Eye, un’altra delle perle di questa parte di Albania. Siri i Kalter una sorgente carsica naturale che genera una piscina con l’acqua di un colore incredibile. Da lontano i giochi di blu fanno pensare all’iride dell’occhio. Per proteggere la sorgente c’è il divieto di balneazione, ma i cretini purtroppo sono ovunque e allegramente si tuffavano a bomba.

Lungo la strada tra Sarandë e il blue eye uno stop a Mesopotam, con la sua chiesa ortodossa del XIII secolo dedicata a San Nicola. Attenzione però perché noi siamo riuscite a sbagliare strada e ci siamo ritrovate su una sterrata abbastanza ardua.

Ultima tappa del nostro viaggio, per chiudere in bellezza Gjrokastër. Patrimonio dell’Unesco dal 2005. Questa cittadina dominata dall’omonimo castello, è particolarmente ben conservata. Nota per le splendide case tipiche di epoca ottomana, ricevette a dispetto di altri centri un trattamento di riguardo durante il regime. Il motivo? Qui nacque Enver Hoxha nel 1908. Primo Ministro e dittatore comunista. La casa in cui nacque venne fatta saltare in aria nel 1997, 6 anni dopo la caduta del regime. Ricostruita oggi ospita un interessantissimo museo etnografico che molto insegna sulla storia buia e recente dell’Albania sotto la dittatura comunista e delle dure repressioni antireligiose. Oltre a quella di Hoxha noi abbiamo visitato anche la casa Skënduli, molto interessante la mini spiegazione della guida sulla stanza dei matrimoni.

Un giro nel bazar che è sicuramente molto, molto turistico, e poi da non perdere il Castello. Anch’esso con il museo molto interessante e la visita delle vecchie prigioni usate dai nazisti durante l’occupazione e successivamente per i nemici del regime. La vista dalle mura della città e selle colline circostanti è superlativa!

Da Gjrokostar simo rientrate a Vlorë percorrendo una bellissima strada interna, anche qui paesaggi splendidi, da fermarsi ad ogni curva!

Considerazioni generali

Terra stupenda in cui la gentilezza regna sovrana. I turisti sono accolti con il tappeto rosso e con un miscuglio di italiano e inglese si va veramente ovunque. I prezzi lungo la costa sono nettamente più alti che all’interno, dai ristoranti ai vari parcheggi. I mesi costano pochissimo, come la varie attrazioni: 600lek /(sei euro) per il castello e il museo di Gjrokaster.

Hotel: gli hotel che abbiamo prenotato via Booking per sicurezza, globalmente erano come da aspettative. L’accoglienza e il servizio sempre ottimi, personale attento. Ma il sorriso e la gentilezza sembrano essere molto diffusi in questo paese, bello.

A Vlorë hotel Miramare. Belle camere curate, vista splendida, ottima colazione e un buon ristorante se non si vuole riprendere l’auto la sera.

Drymades Beach esperienza surrealista. l’hotel sarà forse stupendo un giorno, e corrisponderà al prezzo richiesto, ma oggi siamo stati accolti in una specie di posto in costruzione, stanza splendida certo, forse quella utilizzata come testimonial per le foto su Booking, ma intorno il caos… forse anche questa è l’Albania alla ricerca della sua dimensione turistica.

Kasmil Inada Hotel, semplice e accogliente, e soprattutto con personae gentilissimo

Sarandë Glow Boutique Hotel, forse il più carino di tutti, ottima colazione, piscina sul tetto con vista splendida.

A Gyrokaster The Stone Sky Hotel veramente un bell’hotel, semplice con personale getilissimo e una colazione indimenticabile.

Ristoranti: le porzioni sono veramente molto abbondanti, dopo i primi due giorni abbiamo incominciato a dividere i piatti perché erano veramente eccessivi. La cucina a parte i ristoranti un po’ più ricercati, come a quello di Dhermi, è semplice e molto più di pesce di quello che lasciasse credere la nostra guida della Lonely planet.

Vlorë Buono il ristorante dell’hotel Miramare, con una vista splendida dalla terrazza, ma con un servizio di una lentezza eccessiva.

Dhermi Zoe Hora: hotel e ristorante, bellissima la vista, buoni i cocktail e piatti ben presentati.

Himmare Taverna Lefteri, buona musaka, piatti piuttosto di tradizione greca.

Ksamil Ftelea, non solo ristorante ma anche pescheria. Buona frittura di calamari, molto leggera, ottimo carpaccio di pesce e forse il miglior baulava che abbiamo mai mangiato!

A Sarandë Harmony, quadro delizioso e piatti veramente molto buoni. Forse il posto migliore nel quale siamo state, o almeno quello con la cucina più contemporanea e con un twist di sapori. Manxuranë buona cucina locale, in un localizzo piacevole con una bella terrazza. Ottima la feta al forno con sesamo e miele.

A Gjrokastër Sofra, ristorante dell’omonimo hotel sulla piazza Topulli. Semplice e genuino. Da provare assolutamente le polpettone di riso croccanti, sublimi!! Brahimi praticamente come mangiare dall’abitante, piatti casalinghi da degustare sula piccola terrazza, delizioso lo shapkat, uno sformato di farina di mais e verdure.

*Nell’ Eneide Virgilio parla di Enea a Butrinto sulla rotta verso l’Italia

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