Da qualche settimana ho scoperto una fantastica libreria a due passi da casa. Una libreria indipendente si fonde alla perfezione nello spirito vivace e multiculturale del mio nuovo quartiere. La selezione di libri è molto interessante. Ci sono diversi eventi organizzati tra i quali un book club di libri di cucina, gestito da una chef. Gli incontri sono periodici. Come in un normale book club viene scelto un libro o una selezione di libri. Dopo (o prima o durante) lo scambio con l’autore o intorno ai libri, tutti condividono un pasto a tema, con le ricette tratte dai libri stessi.



I libri di questo mese rendevano omaggio alla Palestina e alla sua fantastica cucina. Una chef palestinese, ha presentato il suo libro, la sua storia, e tutto quello che fa parte del suo bagaglio culturale di palestinese emigrata bambina in Canada.
Un buffet fantastico era allestito per condividere quei sapori che ormai hanno conquistato il mondo. Sapori che oggi come oggi hanno anche un qualcosa di particolare, legati ad un popolo che sta subendo un massacro ingiustificato.
Il cibo è stato presentato come strumento potente per trasmettere una cultura e le sue mille sfaccettature. Come momento intenso di condivisione. Una delle forme di amore più potente: cucinare per chi si ama da hai piatti cucinati una potenza straordinaria.
La cucina mediterranea si nutre di questo gusto della condivisone. Sui nutre delle famiglie unite intorno al tavolo con piatti dai sapori che dicono molto di più di tante parole. Subito saltano agli occhi immagini di tavolate dove le generazioni si mescolano. Immagini di piatti sulla tavola che passano di mano in mano, di sorriso in sorriso.
Immagini potenti per me di estati pugliesi. Ancora più forti pensando che oggi ci sono famiglie, quelle famiglie che hanno condiviso humus e falafel, che non possono più condividere neanche un pezzo di pane, ma solo dolore.
Noi italiani riusciamo a immedesimarci perfettamente in questi quadretti di tavolate sorridenti. Siamo molto simili agli altri popoli del mediterraneo che mettono al centro delle relazioni sociali la condivisone di un pasto. In Nord America lo stare intorno al tavolo, in famiglia con regolarità, non è sempre la norma. Forse un po’ meno qui in Quebec. Ho come l’impressione che il passato francese e l’influenza francofona giochino a favore di un approccio più di condivisione introno al cibo. Si mangia per il piacere di farlo insieme e non solo per necessità.
Un bookclub che parla di cibo, organizzato intorno al cibo e ai valori che comunica, ha un vero valore aggiunto. Per me appassionata di libri, amante dei book club, collezionista di libri di cucina e “cuoca” per divertimento, ci sono tutte le componenti.
E adesso non mi resta che provare qualche nuova ricetta dall’ennesimo libro aggiunto alla mia collezione, sono sicura che non rimarrò delusa, in attesa del prossimo incontro!
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