Stiamo diventando dei professionisti dell’acquisto casa fuori dai confini nazionali. Abbiamo negli anni sperimentato sulla nostra pelle i processi più o meno elastici per acquisire un bene immobiliare in un paese nel quale siamo di passaggio. Ci siamo confrontati con burocrazie nuove e passaggi a volte elastici a volte meno.

Abbiamo rivenduto anche in modo più o meno indolore, scoprendo i “si fa e non si fa” della compravendita immobiliare in giro per il mondo. Abbiamo scoperto, ad esempio, che in Svezia siamo responsabili per tutto ciò che potrebbe rompersi nei due anni successivi alla vendita. Del tipo la lavastoviglie rende l’anima tra un anno, possono chiederci di comprarne una nuova. La cosa ammetto ci lascia un po’ perplessi, visti soprattutto i prezzi assurdi dei beni immobiliari a Stoccolma. Sborsi qualche milione di euro per poi chiedere due anni dopo 1500 euro di elettrodomestico, mah!!
L’inchiostro era ancora fresco sull’atto di vendita di Stoccolma che eccoci a apporre le nostre firme su un nuovo atto. Nuovo atto che rima con un nuovo capitolo della nostra vita.
Abbiamo comprato casa a Montreal, rapido e indolore. Senza grossi ostacoli e lungaggini eccessive. Avrebbe forse potuto essere persino più veloce se nel mezzo non ci fosse stato comunque un trasferimento che necessitava di visti e permessi.
Per comprare qui devi essere provvisto di un visto di lavoro, altrimenti non si fa. Il resto fila liscio e tra compromesso e vendita finale possono passare poche settimane. Tra queste il venditore si impegna a regolarizzare tutta una serie di cose che possono emergere da un’indagine tecnica preliminare alla vendita. Cose minime spesso.
Ma quali sono i passaggi?
Per prima cosa ovviamente individuare il bene immobiliare che più si avvicina alle nostre esigenze. Non é sempre facile comprare in una città che non conosciamo bene. Non è sempre facile scegliere la zona in cui comprare. Un po’ di ricerche vanno fatte etta può veramenteper capire se può corrispondere a ciò che stiamo cercando.
Una volta individuato il bene si procede con l’offerta d’acquisto, quest’ultima può essere accettata o fare oggetto di una contro offerta. L’offerta, di regola, è valida per un periodo che va dai 5 ai 10 giorni. Una volta accettata impegna le parti dal punto di vista legale. Quando si arriva all’accordo si procede poi all’ispezione del bene da parte di un professionista. Una volta che tutti i documenti sono pronti, completati da un certificato che può equivalere ai rilevamenti catastali in Italia, si procede alla firma davanti al notaio.
Prima di chiudere l’acquisizione si deve anche consegnare al notaio una prova di assicurazione del bene immobiliare. I fondi devono essere trasferiti al notaio che si occuperà a sua volta di trasferirli al venditore. Ovviamente prima passerà in rassegna tutti i punti venuti fuori da regolarizzare durante l’ispezione.
Per noi c’erano piccole cose, la casa era stata completamente ristrutturata, ma durante l’ispezione ad esempio uno dei pannelli dell’isola della cucina era leggermente rovinato, e il venditore si era impegnato a sostituirlo. Problemi minori.
Come in Svezia anche qui i tempi possono essere veramente compressi e tra preliminare e atto possono passare poche settimane. La rapidità del processo è allettante. Tra l’offerta e l’atto si calcolano tra i 60 e i 90 giorni massimo. Poi ovviamente ci possono essere degli accordi particolari tra le parti ma non si andrà mai oltre i sei mesi, o difficilmente sotto le sei settimane.
Importante da sapere che esiste una tassa, che si chiama Taxe de Bienvenue, in cui Bienvenue non è un mio di dirti benvenuto in città(come ho creduto per qualche ora, e lo trovavo un modo curioso di accogliere i nuovi arrivati), ma il nome di colui che l’ha immaginata. La tassa la si paga tra i tre e i sei mesi dopo la firma dell’atto.
- Per Montréal (dal 26 gennaio 2010) il calcolo è il seguente
- 1.5% da 250 001$ a 500 000$
- 2% da 500 001$ a1 000 000$
- 2.5% su tutto quello che super il 1 000 001$ fino a 2 041 900 $;
- 3,0 % per quello che supera 2 041 900 $.
Comunque al di là del tutto è sempre una strana sensazione diventare proprietari in un paese che non è il nostro e nel quale sappiamo essere di passaggio. Mai avrei pensato anche solo un’anno fa, quando un nuovo spostamento si ventilava all’orizzonte, di ritrovarmi con i mano le chiavi di una mia nuova casa. Fino all’estate non avevamo nessuna intenzione di comprare, poi il mercato locativo un po’ tristanzuolo e questa casa splendida visitata per caso, ci hanno fatto cambiare idea.
Ho pianto chiudendo la porta del mio appartamento a Stoccolma, firmando l’atto di vendita avevo un miscuglio di emozioni difficilmente contenibili. Ma poi è arrivata questa casa, questa nuova porta da aprire, i nostri nomi nero su bianco apposti davanti ad un notaio di un paese che sta diventando casa, allora mi dico che va tutto benissimo! Chiusa una porta se ne apre sempre un’altra con un grosso carico di emozioni.
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