Ogni volta che arrivo in un posto nuovo ho una sorta di lista della spesa di cose da fare in priorità. Negli anni è leggermente cambiata, il pediatra è stato sostituito dal veterinario, e di conseguenza la baby sitter dal pet sitter.
A grand linee però cerco più o meno le stesse cose, piccoli punti di riferimento da creare in fretta per sentirmi bene.
Su una cosa non ho mai avuto aspettative: il cibo. Dall’inizio ho integrato il concetto “paese che vai cibo che trovi”, sempre curiosa nell’adattarmi.
Non ho mai cercato prodotti specifici, pronta ad abbracciare quello che il mio nuovo paese aveva da offrirmi. Vivere in posti gastronomicamente molto diversi mi ha anche regalato la curiosità nell’abbracciare nuove tendenze gastronomiche e integrare nella mia e nostra cucina prodotti nuovissimi.
Ho avuto momenti di frustrazione, ad esempio in India quando obiettivamente i primi tempi faticavo molto a trovare delle cose fondamentali (latte pastorizzato ad esempio). Ho avuto anche momenti di follia e mi sono ritrovata ad attraversare Tokyo per un pugno di rucola pagata come caviale. In generale però mi sono adeguata imparando a gestire quelle voglie improvvise di sapori confortanti, leggasi una buona mozzarella, una nastrina calda, un buon pezzo di formaggio francese.
Diciamo comunque che in ogni paese sono riuscita a sbrogliarmela, appassionandomi ai prodotti locali, che poi si sono, per forza di cose, trovati ad arricchire quel mio improbabile e virtuale carrello della spesa, miscuglio di prodotti dal mondo.
Fondamentalmente dopo 27 anni di vita lontano dall’Italia non sono solo certi prodotti che mi mancano, o mancavano, ma anche tanti altri diventati parte del nostro quotidiano.








Questo prima di arrivare in quella mecca gaudente che è Montreal. Forse con un pizzico di tristezza posso dire che non avrò più voglie da trattenere per mesi, nell’attesa di un atterraggio in uno dei miei paesi del cuore.
Qui si trova tutto e il contrario di tutto. E quando dico tutto non scherzo. Ditemi un prodotto, e sarà subito vostro. E ciliegina sulla torta la qualità: ottima.
Incominciamo dai supermercati italiani, da far invidia a qualsiasi supermercato ben fornito in Italia. Neanche la voglia di stracchino di Nonno Nanni potrà ormai attanagliarmi! Salumi, formaggi, prodotti di nicchia che arrivano diretti da varie regioni d’Italia, eccoli a super portata di mano (e di portafoglio, qualche eccesso a parte).
Passiamo ai mercati, un tripudio che nonostante l’inverno non sembra diminuire. Frutta e verdura di stagione, molta del Quebec, uova fresche, polli, galline e carne di ogni tipo, per non avallare del pesce. Ho un pescivendolo vicino a casa dove ho passato mezz’ora a contemplare la quantità e qualità dei prodotti.
L’influenza francese poi è chiara, dai formaggi ai paté, qualità eccellente, e ce n’è per tutti i gusti.
E poi ci sono i vari negozi orientali, medio orientali, sud americani, spezie a fiumi, farine di ogni specie, da mettersi ai fornelli e ibernare in cucina!
Chiedetemi se sono felice? Si lo sono, fare la spesa anche solo in tre isolati intorno a casa è piacere puro. Ci sarà da divertirsi gastronomicamente parlando, sono veramente arrivata in un posto che mi assomiglia anche da questo punto di vista con la sua varietà alimentare e la sua apertura sul mondo!!
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