Vendere e comprare a Stoccolma: gioco di emozioni.

premessa : del mercato immobiliare a Stoccolma ne avevo già parlato QUI e QUI

Quando abbiamo venduto la nostra casa vicino a Parigi non ci vivevamo più da anni, eravamo in California. Fu veramente come chiudere un libro di pagine ormai già abbondantemente girate. 

Quando abbiamo venduto, in pieno covid, l’appartamento di New York, era la cosa logica che, dal giorno dell’acquisto, sapevamo che un giorno avremmo fatto. Non sarebbe stato un appartamento da tenere per per sempre.

Oggi invece,  quando ho firmato per la vendita del nostro appartamento di Stoccolma,  rapidamente ,una serie altalenante di sentimenti mi ha pervasa. Sapevo che anche la casa di Stoccolma non sarebbe stata per sempre, ma la nostalgia e l’emozione si mischiano lo stesso. Con la casa di Lo Altos è stato il posto in cui abbiamo vissuto più a lungo. Sono state le quattro mura che, nei due casi, per cinque anni ci hanno accolti e coccolati.

Los Altos non era casa nostra sulla carta ma per i nostri cinque anni in Silicon Valley era il nostro posto, rifugio, nido. Stoccolma l’abbiamo cercata e voluta. Era la casa dove sono entrata per la prima visita e ho detto è quella giusta, qui mi ci vedo. Per cinque anni ogni mattina andando in cucina a preparare il mio primo caffè mi sono sempre detta che bello questo appartamento. E stato amore a prima vista, l’abbiamo curato, amato.

Natali, compleanni, mille feste, cene, pranzi, punto di ritrovo, risate, liti, rumore, chiacchiere, musica. l’abbiamo riempito di amore e amicizia, di noi cinque, quattro, tre, due. 

Siamo arrivati qui con solo Camilla agli sgoccioli della sua vita liceale. Ci siamo ritrovati empty nester in un batter d’occhio. Ma sempre ci siamo ritrovati avvolti dal suo calore , che fossimo da soli o, anche solo per poco, tutti insieme.

E cosi è andata, decisione giusta perché in Svezia affittare il proprio appartamento non e semplice. Non ci si può svegliarsi al mattino e dire affitto, si deve chiedere il permesso al consiglio che gestisce il condominio (costituito dai condomini capitanati da tre o quattro volenterosi). E il consiglio non è mai generoso nel concedere i permessi. Difficile vederselo concedere per più di due anni. Allora la gente vende, perché poi sa che, dopo due anni massimo, o ci ritorna a vivere o dovrebbe comunque farlo. 

Il mercato è molto vivace, e le procedure di acquisto snelle. Si fa tutto nell’agenzia immobiliare e si fa tutto alla velocità della luce. E quando dico della luce, sono seria.

Il nostro appartamento è stato messo in vendita domenica, prime visite, prime offerte, il venerdì visita alle 11, offerta alle 12, alle due abbiamo scritto all’agente che accettavamo. Alle 2:40 ero seduta nell’ufficio dell’agenzia con i compratori, compromesso firmato. Per l’atto avremmo potuto dire il 1 ottobre, per motivi logistici abbiamo messo una data un po’ più in la, ma insomma sempre rapidissimo.

Ma come funziona questo folle mercato immobiliare?

 Premessa: prima del covid il mercato era assolutamente fuori controllo. Gli appartamenti venivano venduti a prezzi folli, diversi articoli della stampa straniera paragonavano la bolla immobiliare della capitale scandinava a quella assurda che avevamo conosciuto in Silicon Valley. 

Con l’aumento dei tassi di interesse il mercato si è leggermente calmato ma nelle zone belle di Stoccolma i 15/16/17000 euro al m2 non stupiscono più nessuno. 

Comunque un appartamento viene valutato e messo sul mercato da un’agenzia che ne ha l’esclusiva. Noi abbiamo usato quella che “vende” Ostermalm, il nostro quartiere. Degli “squali” che hanno un portafoglio di appartamenti di alto livello a prezzi assurdi e intrattengono il sistema tirando il mercato verso l’alto. Ovviamente da venditori fa comodo che sia cosi. 

Una volta sul mercato si fanno le visite e solitamente i compratori procedono con un’offerta, difficilmente più bassa del prezzo. Il trucco è creare una dinamica di rilanci, del tipo chiedete 100, io vi do 101, l’altro vi da 102 e io rilancio a 103… e via dicendo. Abbastanza delirante e di una rapidità sconcertante. Avevamo sperimentato la cosa quando Chiara, nostra figlia ha comprato, e sugli appartamenti piccoli è ancora più spiazzante, si può finire con prezzi aumentati del 25%. 

Noi all’epoca, cinque anni fa ,comprammo l’appartamento ancora fuori mercato, capita a volte. Non ci fu nessun rilancio, i proprietari chiedevano un prezzo e quello hanno avuto. Noi non avevamo l’ansia e l’adrenalina del “BID” e loro non avevano lo stress delle visite.

Il problema dei rilanci è la difficoltà nel dire adesso mi fermo. Si creano dinamiche per le quali se non si ha in mente una cifra massima alla quale fermarsi, si può veramente andare oltre.

Comunque le visite si risolvono in fretta, raro visitare due volte, vista la rapidità, non si ha tanto tempo per farsi domande. Visiti, fai l’offerta, incroci le dita, che nessuno rilanci o che rilanci dove tu puoi rilanciare. 

I compratori devono ovviamente avere tutto pronto, eventuale mutuo approvato, soldi per l’anticipo che sono da versare entro una settimana. Insomma se si vuole comprare si deve essere pronti per farlo e saltare subito sull’appartamento o casa che piace, il giorno dopo può essere troppo tardi. 

Follia? Si, ma funziona cosi e nonostante un piccolo rallentamento dovuto ai tassi di interesse saliti alle stelle,  qui la gente continua a comprare e vendere e l’offerta non segue la domanda, quindi il mercato sale sale sale….

Per noi comprare è stata la scelta migliore, non avevamo voglia di ritrovarci a cambiare casa ogni uno o due anni, come spesso succede qui a chi affitta, e l’investimento era interessante proprio perché il mercato è un mercato che rimane alto e dinamico.

Poi ovviamente c’è tutta la parte emotiva da mettere in conto, ma quella ci sarebbe stata anche traslocando da una casa in affitto dopo 5 anni perché c’è poco da fare anche ai muri ci si affeziona.

Comunque adesso mi godo i giorni che ho davanti in questa casa, il mio primo caffè del mattino nella mia bella cucina, la luce che entra ovunque illuminando dettagli, il terrazzino con i suoi fiori dove sorseggiare un aperitivo al tramonto. E poi so che ci sarà un altro posto che diventerà casa con i muri ai quali affezionarmi e una cucina accogliente come piace a me, con quel primo caffè del mattino che sa di buon giorno!

Insomma alla fine guardiamo davanti a noi, senza voltarci troppo indietro!

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