Relazioni, vita di coppia e espatrio.

Sabato siamo stati ad un matrimonio, era da tempo che non ne avevamo uno. Si sa che in queste cose si va a fasi, di colpo tutti gli amici si sposano, poi per anni non succede nulla, per poi di colpo riprendere il ritmo, quando arriva il momento dei figli degli amici. A sposarsi questa volta una coppia di cari amici che vivono insieme da tantissimi anni.

Si sono detti si, un si ovviamente frutto di un rapporto costruito nel tempo e anche costruito al ritmo dell’espatrio. Come sempre mi viene da riflettere proprio sulla combinazione di coppia e espatrio. Non è facile essere coppia, in qualsiasi contesto, e molto difficile sopravvivere all’usura e iniettare novità per non cadere nella noia .Di sicuro l’espatrio regala novità, nuovi contesti dai quali trarre linfa, “paesaggi” da scoprire, relazioni sociali nuove che possono stimolare, ma è anche una grandissima prova di forza.

Ci si mette a nudo con le proprie debolezze quando si gira il mondo ricostruendo ogni volta ogni cosa. Questo mettersi a nudo può essere destabilizzante e mettere a dura prova la coppia che siamo. Il contesto che cambia intorno a noi è certo stimolante, ma anche faticoso e gli strascichi possono sentieri.

Mi sono chiesta spesso come saremmo stati noi, come coppia, se anziché decidere di saltellare da una parte del mondo e regalarci questa linfa che oggi mi pare indispensabile, avessimo scelto un luogo in cui fermarci. Difficile ovviamente dirlo, ma mi piace pensare che la formula valida per noi sia proprio questo continuo andare.

Nel viaggio, inteso come espatrio, troviamo sempre una nuova partenza. Il mondo che cambia intorno a noi ci da le energie per rafforzare ancora di più quello che abbiamo. Ogni nuovo piccolo passo ci nutre e stimola. Non ci si annoia mai quando si cambia paese. Non ci si annoia quando si atterra in una nuova città e si deve ricostruire un mondo sicuro intorno a se.

Ma esiste il rovescio della medaglia. La prova di forza alla quale la coppia è sottoposta può diventare ingestibile. Sono tanti gli elementi destabilizzanti quando si espatria. Agli inizi di ogni nuovo espatrio ognuno è concentrato al massimo sul nuovo lavoro, la famiglia, le nuove dinamiche da mettere in moto, e non è difficile dimenticarsi della coppia che siamo. Non è facile essere disponibili nell’appoggiare l’altro quando noi stessi fatichiamo a stare a galla. Quelli che possono sembrare stimoli positivi diventano allora i nostri nemici. Quello che può stimolarci e renderci solidi insieme può, nello stesso tempo, indebolirci e trascinarci nella negatività.

Il gioco di equilibri è difficile. Quello che può far bene ad una coppia, può non essere favorevole ad un’altra. Se per noi l’espatrio, la vita all’estero, il costruire sempre nuovi progetti, e soprattutto, la ventata d’aria fresca che ci regala ogni nuovo atterraggio, è la chiave, non lo è per tutti.

Abbiamo visto tante coppie esplodere sia in espatrio che in un contesto di vita sedentaria, perché vivere in due non è semplice. Portare avanti una relazione non è semplice. Ci si deve alzare ogni mattina con la voglia di ritrovarsi, di continuare a guardare avanti, di fare progetti. Non si deve mai dare per scontato che l’altro ci sia per sempre, e non ci si deve sedere comodamente in poltrona convinti che tutto ormai sia acquisto. Forse proprio per questo l’adrenalina che l’espatrio ci regala, con il suo pacchetto di incertezze, ci aiuta a mantenerci in allerta, a non vedere ciò che si ha come un qualcosa di sicuro.

E voi dove trovate la linfa necessaria, nel movimento continuo o nelle certezze che un mondo sicuro vi regala?

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