Domani è Midsommaren, ed in Svezia è un po’ come Natale senza i regali, una festa attesa, in cui ci si ritrova in famiglia o tra amici, si mangia, si beve e si canta. Si mangiano le stesse cose, si bevono le stesse cose, e si cantano anche, occhio e croce, le stesse canzoni.
La differenza? Si festeggia la notte più lunga dell’anno, fa caldo e il giorno, in certe parti del paese, non diventa mai notte. A Stoccolma diciamo che la notte è cortissima e il cielo non diventa mai veramente nero. Dopo i lunghi mesi invernali c’è di che festeggiare!
Devo dire che negli anni mi sono affezionata a questa tradizione, ai suoi riti, al salmone marinato e alle canzoni delle quali a volte (leggasi spesso) non capiamo il significato. Mi sono affezionata come spesso succede vivendo in un paese che non è il proprio. Ci si impossessa di tradizioni nuove e si incomincia ad attenderle come se le avessimo sempre festeggiate.
La città si è parzialmente svuotata, domani è vacanza e solo i negozi (non tutti) saranno aperti al mattino. Poi via ai banchetti, alle danze intorno al palo che in alcuni parchi e giardini viene tirato su nel pomeriggio.

Si tratta si un palo, a volte, altissimo decorato con foglie intorno al quale la danza più gettonata è quella delle rane.
Ce ne sono però anche altre
Tra una danza, una canzone, un’aringa e un po’ di salmone, si intrecciano le corone di fiori. Le ragazze da marito poi le metteranno sotto il cuscino andando a dormire, pare che si sogni il futuro sposo… Dovrei vedere cosa succede ad una signora di mezza età sposata da oltre 25 anni.



Il menù, come dicevo sopra, è un po’ lo stesso di Natale alleggerito delle cose più prettamente invernali ma con tutti i classici dalle immancabili polpette alle västerbotten pie (torta di formaggio) passando per il salmone marinato (gravad lax) e le aringhe.
Grandi festeggiamenti programma quindi, ancora più piacevoli con le temperature super estive. E poi sabato un meritato riposo per smaltire snaps (i bicchierini di alcol tirati giù tra un canto e l’altro) e kötbullar ( le polpette)!
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