E sono 26!

26 anni di matrimonio, senza contare tutti gli altri alle spalle. Il numero fa sorridere e spaventa allo stesso tempo. Spaventa perché il tempo fila svelto e sembra impossibile che gli anni siano passati così in fretta. Dire sembra ieri pare scontato, ma è così. Fa sorridere perché c’è una grande soddisfazione nel vedere che siamo stati capaci di arrivare così lontano, non è semplice.
Quando ci siamo conosciuti eravamo due ragazzini, alla fine dell’adolescenza, con poche idee chiare sul nostro futuro, molta strada da fare, tanti sogni e una miriade di progetti. Non era scontato che saremmo stati capaci di crescere e maturare insieme, di realizzare molti di quei sogni, di chiudere progetti e di continuare a immaginarne altri.
Non è mai semplice la vita di coppia, un continuo gioco di equilibri tra aspettative e realtà. I figli, il lavoro, la propria realizzazione personale possono complicare il sistema rendendo tutto meno fluido. Ci vogliono energie da vendere e soprattutto ci vuole un attenzione continua per la coppia che siamo. Non ci si deve mai dare per certi e smettere di essere coppia.
Mi piace pensare che la nostra “formula magica” siano stati i mille progetti che nel corso degli anni ci hanno portato in giro per il mondo, cambiando ad ogni nuovo giro di giostra i contorni delle nostra vite, sono stati linfa.
Certo non so e non saprò mai come sarebbe andata se Paolo anziché prendere quel primo aereo che lo ha portato a Londra con un biglietto di sola andata, avesse deciso di stare a Torino. Cosį come non saprò mai se anziché prendere quel volo da Parigi per Tokyo e aprire le porte agli altri espatri, ci fossimo dette che andava bene cosi, e fossimo restati in Francia.
Ma la vita è fatta di scelte. Di sicuro ne abbiamo fatte tante, alcune anche un po’ folli, ma tutte assolutamente importanti e fondamentali.
Non posso dire che la nostra storia non sarebbe arrivata allo stesso punto, sicuramente però le pagine scritte sarebbero state ben altre. Ci nutriamo di questo essere stranieri lontano da casa, lontano da una zona di confort continua. Ci nutriamo del ricostruire tutto ogni volta, puro ossigeno. Nuovi posti, nuove relazioni, nuove scoperte, tutti elementi vitali che ci hanno sicuramente aiutati ad arrivare fino qui.
Ogni tanto penso alla me ragazzina. Penso alla Giulietta che aspettava Paolo all’uscita del liceo. Eravamo un po’ cazzoni come si è quando la vita è tutta davanti e i sogni affollano cosi tanto da inciamparci dentro.
Sono fiera della coppia che siamo stati capaci di costruire insieme, degli adulti che siamo diventati. Sono fiera della famiglia che abbiamo, compatta e unita come una bella squadra. Non è stato semplice. La vita non è semplice. Ci sono alti e bassi continui. Ci si deve adattare. È importante amarsi in primis e anche molto, prima di poter dare lo stesso amore agli altri, ad un partner, ai figli.
Sarebbe bello dicessi che il nostro è un matrimonio senza scossoni, senza liti e senza frasi a volte buttate lì malamente. Non è così perché le relazioni sono fatte di scossoni, di discussioni, di scambi animati. Litigare e dirsi in faccia le cose è parte importante di una relazione, almeno per noi.
Adesso penso di potermi augurare altri 26 anni così, come piacciono a noi, Altri 26 anni di progetti, di valigie da disfare, di aerei presi al volo, di scoperte, di avventure. 26 anni di sogni da mettere sul piatto, di famiglia che cresce, di figlie che a loro volta realizzano sogni, consce che il mondo sia un terreno di gioco straordinario. Sono sicura che nonostante gli anni accumulati continueremo a conservare quelle luce negli occhi, nei nostri occhi che da sempre e per sempre puntano nella stessa direzione.
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