L’espatrio è straordinario ma complesso.

Pieno di punti interrogativi e di passaggi complicati.
È una storia di equilibri, ognuno deve aiutare l’altro a trovare il suo e ognuno deve apprezzarne i vantaggi e accettarne le difficoltà
Lo ripeto sempre quanto il lavoro di squadra sia importante e quanto il traguardo sia lo stesso per tutti. Si parte con le stesse aspirazioni e si arriva insieme agli stessi risultati.
Ogni passo, ogni piccolo successo, ogni nuovo orizzonte è un qualcosa conquistato insieme. Girovagando per il mondo questo difficile gioco di equilibri è delicato e anche importante. Ognuno partendo butta all’aria in modo assoluto tante certezze, ci si ritrova messi a nudo e molto più fragili. Se manca equilibrio difficilmente si riesce a stare in piedi, a tenere la rotta e a conquistare il traguardo. E non basta l’equilibrio di un elemento, tutti devono trovare il loro, nella coppia, nella famiglia. Ci saranno rinunce, ci saranno cose che andranno sacrificate, ma l’equilibrio andrà mantenuto con tenacia. Il nostro in primis e poi quello dei nostri compagni di avventura. Troppo spesso leggo di coppie in espatrio in cui uno dei due prende il sopravvento, e l’altro viaggia dietro, come se fosse una storia con un solo protagonista e non con un coro che canta all’unisono.
Ho sempre appoggiato, in questi 26 anni, le scelte professionali di mio marito, ma no per privilegiare lui, ma semplicemente perché le sue scelte corrispondono a quello che anch’io voglio fare e vivere. Abbiamo sempre progettato insieme ogni dettaglio della nostra vita, ho sempre saputo che non avrebbe mai preso una decisione senza il mio consenso assoluto. L’espatrio è un progetto di vita straordinario, ma anche complesso, e proprio per questa sua complessità, l’adesione deve essere totale, senza faglie e dubbi. Se ci sono dei dubbi alla partenza difficilmente l’esperienza sarà vincente. Con una mancanza di equilibrio in prima battuta, sarà peggio sulla distanza, perché l’espatrio è una prova di forza che può mettere a dura prova. Se non si arriva alla partenza solidi come persone , come coppia, come famiglia, si esplode in corsa, e l’esplosione può far male.
Non partite se non siete convinti. Evitate di partire per fare piacere. Non fatelo per assecondare un partner. Partite solo se sentite che è un progetto anche vostro, consci che sarà faticoso, ma anche ricco di soddisfazioni per voi stessi. Lo spirito di sacrificio non rima con espatrio di successo, non aiuta a farvi stare bene in un mondo nuovo nel quale per installarvi dovrete far prova di coraggio e tirar fuori energie postitive.
Un “no, non parto”, è meglio di mesi di sofferenza per tutti, mesi che logorano, tempo sprecato, quando, alla fin fine, il fine ultimo è fare scelte che ci rendono felici!
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