Siamo reduci da un weekend su al nord. Rilassante e divertente. Cielo blu, tantissima neve, quel miscuglio bianco e azzurro che l’inverno svedese sa regalarci. La prima volta che ho messo piede da queste parte erano gli inizi dell’estate del 2018. Allora con una grande festa festeggiammo la posa della prima pietra di quella che è oggi l’immensa fabbrica di batterie di Northvolt, Northvolt Ett, Northvolt 1.

la strada fatta da allora è tanta. Sono stati anni talmente intensi che mi chiedo se in realtà il tempo non si sia dilatato per permettere a tutto questo di concretizzarsi. C’è un certo senso di orgoglio nel vedere dove siamo arrivati appunto da quella prima pietra. Siamo ben lontani quei primi passi che ci hanno portato ad atterrare in Svezia. Quel granello di follia che ormai si è impossessato di noi però ci accompagna sempre.
Con granello di follia intendo quella spinta che ti fa cavalcate l’onda di nuovi progetti, di nuovi stimoli. Senza mille sicurezze, ma di pancia!
Quella spinta a osare, una sorta di o la va o la spacca, che ti regala adrenalina da vendere, della quale poi difficilmente fai a meno.
Era marzo del 2017 quando invece ho messo i piedi a Stoccolma per la seconda volta in vita mia. Dovevo preparare il nostro ritorno in Europa. Anche in quell’occasione a portarmi qui dalla California fu una festa, quella che svelava al mondo il progetto sul quale da un annetto in sordina Paolo e Peter stavano lavorando: Northvolt.
Stoccolma di allora mi accolse con la stessa veste di questi giorni, ricoperta di neve. Muovevo dei passi incerti in giro della città che oggi è diventata mia. Erano stati giorni incredibili, con emozioni intense, il giusto preludio a quello che poi sarebbero stati gli anni successivi. Quando ti imbarchi in progetti così la vita diventa un roller coaster dal quale non puoi scendere, un po’ perché fermarsi non è previsto, un po’ perché ci prendi gusto e la follia della discesa ti nutre come l’apnea della salita.
Ogni volta che torno su al Nord ripenso ai primi passi. Ogni volta che la città si veste di bianco, mi tornano in mente quei giorni di marzo di sei anni fa. Ci sono sempre istanti che restano indelebili, fissi dentro di noi, tasselli che ci rendono quelli che siamo. Fa bene ogni tanto voltarsi indietro ed ammirare il cammino fatto, un omaggio alle energie impiegate per arrivare dove siamo.
Ogni primo passo in ognuno dei “miei” paesi è rimasto indelebile, ogni immagine delle prime scoperte è vivida nella mia mente, per sempre. Come un piccolo libro della memoria, che racchiude il mio cammino avventuroso, visualizzato attraverso piccoli fotogrammi. Quello svedese ha i colori della neve!
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