Parentesi di vita in Italia.

Le mie figlie non hanno mai vissuto in Italia. Sono nate e cresciute all’estero e hanno vissuto l’Italia solo per brevi parentesi vacanziere. Come genitori però, al di là del trasmettere loro la lingua abbiamo sempre cercato di far sentire loro anche la nostra cultura, ci siamo riusciti nei limiti del vivere all’estero con sollecitazioni culturali di varia natura provenienti dall’esterno. Comunque il risultato adesso che sono grandi è più che soddisfacente.

Thomas Sankara, rivoluzionario africano e primo presidente del Burkina Faso*

Da inizio settimana Federica si è trasferita temporaneamente in Italia per il suo lavoro di ricerca legato al dottorato che sta facendo ad Oxford. Per qualche mese vivrà in Italia. Fino a dopo l’estate sarà in Puglia, che tra l’altro è una regione che abbiamo adottato, diventata negli anni un posto del cuore. 

In questi pochissimi giorni di nuova immersione in un contesto tutto sommato nuovo per lei, percepisco tutta l’intensità di questa esperienza. Come genitore mi impregno del suo entusiasmo, mi nutro delle sue reazioni. Sono particolarmente felice che il centro delle sue ricerche si concentri in quest’area geografica e nel nostro paese, che è anche un po’ il suo. Le settimane prima della sua partenza sono state un altalenarsi di sentimenti. Una delle sue paure credo fosse anche questo suo immergersi in un contesto italiano sapendo di avere si delle chiavi di lettura, ma non tutte. Ho percepito nelle sue ansie anche la dualità alla quale è confrontata: ha un nome e cognome italiani, quindi ci si aspetta da lei l’essere italiana, ma deve però ogni volta spiegare, o giustificare, il fatto di non esserlo almeno in modo totale.

Da un altro lato però proprio questo suo non essere veramente italiana è la sua arma vincente per adattarsi completamente e nuovamente ad un contesto sconosciuto.

La sensibilità e l’empatia che i mille spostamenti intorno al mondo le hanno regalato, le serviranno nelle settimane future per approcciare al meglio le diverse persone che l’aiuteranno nel portare a termine il suo lavoro di ricerca.

Federica studia ( semplifico) il modo in cui gli immigrati vengono assorbiti e integrati nel contesto economico locale. Un tema particolarmente caldo e sensibile. Nei suoi 25 anni ha toccato con mano cosa vuol dire arrivare in un posto nuovo. H sa cosa significa confrontarsi con una nuova cultura e cercare di fondersi in un contesto che non ci appartiene. Certo lei ha potuto farlo in condizioni « di lusso » arrivando con tutti i confort, ma nonostante tutto sa cosa vuole dire sradicarsi, avere paura, non capire.

Che oggi lei faccia tutto questo in Italia mi riempie di orgoglio. Che lo faccia in Puglia che appunto è diventato un posto del cuore, ha ancora più valore. E poi che cerchi con il suo lavoro di capire meglio certi fenomeni di integrazione per dare un futuro migliore a chi una terra in cui tornare non ce l’ha più, beh come genitore mi fa dire che abbiamo fatto un gran ben lavoro.

Forse mia figlia non vivrà mai in futuro in Italia e questa rimarrà l’unica esperienza di vita nel mio Paese, chissà. Sono però sicura che sarà un’esperienza formativa a 360 gradi e sarà anche il modo per rendere le sue radici italiane un po’ più solide!

  • Per il suo progetto di ricerca Federica si appoggia a Casa Sankara

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