Ottima idea un piccolo weekend a Bordeaux. Stupefacente che mai nei nostri anni francesi fossimo partiti alla scoperta di questa splendida città. Ci voleva un viaggio di lavoro di Paolo per darci il là e lo raggiungessi per 48 ore in questa bella regione, tra vini e buon cibo.

Dal 2007 il centro della città fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco, ed effettivamente, passeggiando nelle sue stradine, capiamo il perché.
Soggiorniamo per due notti al Clos des Queyries meravigliose e accoglienti Chambres d’hôtes. Ci accolgono Sylvie e Sebastien i proprietari, con gentilezza estrema e grande savoir faire. Conoscono la città e ce ne indicano i contorni, consigliandoci cosa fare, anche in una stagione dove, purtroppo, tante attrazioni sono chiuse.

La stanza è splendida e la colazione ottima e calorosa. Iniziare la giornata con la baguette fresca, le super marmellate fatte in casa e il succo d’arancia appena spremuto, predispone al buon umore.
Venerdì sera ci siamo regalati un primo assaggio della città con una lunga passeggiata lungo la Gironde, verso il ristorante.

Passeggiata e ristorante veramente top! La citta` e` molto animata, i dehors pieni nonostante i pochi gradi sopra lo zero. Symbiose è molto simpatico, i piatti da condividere particolarmente interessanti, il vino che li accompagna veramente buono.
Come primo impatto andiamo a letto felici.
Sabato lo dedichiamo alla scoperta di Bordeaux. Seguiamo approssimativamente il percorso dell’Unesco indicato da dei chiodi di bronzo al suolo. Partiamo dal Pont de Pierre, attraversiamo la Porte de Bougogne, ci soffermiamo a osservare le vestigia della seconda cinta muraria che inglobava il quartiere di Saint Eloi (la fine della costruzione risale al 1227). Poco più in là la Rue Bouquière, Rua Boqueira, la strada dei macellai nel XII secolo.
Proseguiamo tra una via e l’altra nel quartiere di Saint Pierre con visita alla Cattedrale St André.Diversi stili in questa splendida chiesa edificata tra il XII e il XVI secolo. Il campanile risale al 15esimo secolo. Dall’alto dei suoi 50 metri offre una vista splendida sulla città.





Un dopo l’altra visitiamo Place de la bourse, la place du Parlement, le Miroir d’Eau, le Grand Théâtre (la cui scalinata è stata presa come modello di riferimento per quella dell’opera Garnier a Parigi).
Dopo una pausa per pranzo con plateau di prosciutto e formaggi locali, proseguiamo attraverso il quartiere des Chartrons, nettamente molto più calmo del centro storico, anzi praticamente deserto, al limite di chiederci se fosse un sabato di vacanza….
Arriviamo fino alle Halles des Bacalan, un luogo veramente piacevole che raggruppa una ventina di artigiani e produttori del sud ovest. Non lontano la Cité du Vin, chiusa per lavori in questo periodo, ma che offre visite guidate intorno alla storia del vino e degustazioni di vini non solo della regione ma del mondo intero. Il quartiere è quello del Bassins à Flot, con un ricco passato marittimo. Qui le vigne nel diciannovesimo secolo vennero rimpiazzate dalle raffinerie, dai cantieri navali. Pian piano il quartiere si trasforma, un miscuglio di abitazioni, hotel, attività economiche e luoghi di incontro culturali.(Cap Science, Cité du Vin, les Vivres de l’Art)
All’altezza della Cité du vin, il ponte Chaban Delmas con i suoi 77 metri di altezza unisce la rive gauche alla rive droite,
L’idea iniziale era attraversare il ponte e ritornare lungo la Rive Droite, ma la bellissima passeggiata che si prospettava lungo il fiume al Bord’Eau Village ci ha fatto cambiare idea. Per l’ultimo tratto abbiamo anche preso il battello che ci ha lasciati al Pont de Pierre, sempre bella la prospettiva dall’acqua.
Per la sera ottima cena all’Oiseaux Bleu, che ha appena conquistato una meritatissima stella Michelin. Menú in 4 portate, molto equilibrato, e Wine pairing degno di nota.

Per Domenica la scelta era tra un giro al Bassin d’Arcachon piü degustazione vini, e la degustazione vini unita alla visita dello splendido villaggio di Saint Emilion. Purtroppo il tempo è tiranno e le scelte di impongono. Abbiamo optato per Saint Emilion e degustazione.
Splendido il villaggio conosciuto per uno dei vini DOC più famosi di Francia. Tutto chiuso e praticamente deserto ma con un grande charme.




Bellissima la campagna intorno con un susseguirsi di vigneti da togliere il fiato.
Per Pranzo ci spostiamo alle Sources di Caudalie, che fa parte del Dominio del Chateau Smith Haut Lafitte. La marca Caudalie è stata proprio creata dalla figlia dei proprietari del dominio.
Pranziamo alla Table du Lavoir, in un quadro d’eccezione, il foie gras è sublime, come il Sauternes che l’accompagna. Un piccolo cannelé, specialità di Bordeaux, accompagna il mio caffé.

A stomaco pieno ci lasciamo guidare nella visita delle cantine dove viene prodotto questo vino prestigioso. La spiegazione è affascinante, dalle parole della ragazza che ci accompagna traspare tutta la passione per il vino. Concludiamo con la degustazione di due bianchi e due rossi, ottimi .



Dovremo sicuramente tornare, 48 ore non sono sufficienti per fare e vedere tutto, ma abbiamo veramente goduto di questo primo assaggio, riprendo felice il TGV che mi riporta a Parigi, poco più di due ore, comodissimo. Ma non farò il percorso inverso direzione Stoccolma, mi fermo nella capitale francese per un paio di giorni e poi vado dritta a Londra per una piccola e intensa parentesi inglese!
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