Namibia on the road, prima parte: il deserto.

Nonostante i tanti viaggi fatti, i diversi pezzi di mondo in cui abbiamo vissuto, le scoperte continue, sono ancora tantissimi posti che abbiamo voglia di scoprire.

La Namibia era uno di questi.  Ci avevamo provato l’anno scorso, mai poi la variante omicron si era messa in mezzo scombussolando i piani.

L’itinerario era già quasi pronto, ci ho rimesso mano, cambiando qualche cosa, ho letto e riletto blog di viaggio e spulciato la guida.

Il 26 dicembre siamo partiti da Arlanda direzione Windhoek con scalo a Doha. Il 27 mattina siamo atterrati in Namibia, tutti e cinque insieme.

Abbiamo ancora questo privilegio di viaggiare in famiglia. Nonostante le ragazze siano tutte e tre ben incanalate nelle loro vite indipendenti, sono ben felici di continuare a costruire ricordi indelebili e noi con loro.

Il 27 sera abbiamo messo i piedi sotto il tavolo nell’accoglientissimo lodge (little Sossus lodge) alle porte di uno dei posti più incredibili: Sossusvlei. Un susseguirsi di dune di sabbia rossa, le più antiche del pianeta.

Ammetto che i due voli, il lungo scalo a Doha e le cinque ore di macchina dalla capitale a qui, ci hanno abbastanza provati, ma è bastato il tramonto incredibile a farci dimenticare le quasi 36 ore di viaggio.

La nostra prima intera giornata è incominciata prestissimo, dedicata alla visita della valle di Sossusvlei e delle sue incredibili meraviglie. 

Benché sia uno dei siti turistici più visitati della Namibia, non abbiamo mai avuto l’impressione di essere in un luogo affollato… i 40 gradi all’ora di pranzo forse in questa stagione smorzano gli slanci. Noi siamo partiti presto dall’hotel, sveglia alle 5, alle 5:30 eravamo in macchina pronti a percorrere i 28 chilometri che ci separavano dall’ingresso dell’area, che apre alle sei. Il paesaggio è lunare. Il deserto ha un’estensione di 32000 km2, un susseguirsi di dune rosse, che regalano ai turisti un paesaggio in continua evoluzione, il vento modifica le dune trasformandole nelle loro forme.

Porta d’accesso a Sossusvlei, Sesriem, con distributore di benzina e piccolo supermercato dove comprare scorte d’acqua indispensabili. All’interno dell’area, a parte il campeggio all’ingresso con un bar ristorante con servizio di una lentezza epica, non c’è nulla.

Il sito di Sossusvlei si è formato  tra i tre e i cinque milioni di anni fa, probabilmente per l’accumularsi  di sabbia proveniente dal Kalahari.

Da Sesriem si percorre una strada di 65 chilometri ai lati della quale si incontrano i vari punti  di interesse e in fondo  alla quale si può proseguire solo con dei 4×4 per arrivare fino al salar, il lago salato immerso tra le dune, di cui rimangono solo più I sedimenti di sale.

Il nostro primo stop la Duna 45, a quanto pare la più facile da scalare. La vista dall’alto incredibile (150m) la salita con i piedi che affondano nella sabbia, faticosetta, la discesa divertente. 

Successivamente Hidden Vlei ( vlei=conca) raggiungibile dal parcheggio con una passeggiata di 4 chilometri tra andata e ritorno. Paesaggio lunare.

Terza punto d’interesse Deadvlei, alle 11 del mattino il caldo soffocante ha reso la passeggiata un po’ stancante… salendo e scendendo tra le dune si arriva ad una conca nella quale sono sparsi qua e là degli alberi vecchi di mille anni, completamente secchi. Il contrasto tra il bianco dei rami, il blu del cielo e la duna di Big Daddy alle spalle con il suo rosso splendente, è incredibile. ( la duna Big Daddy è la più alta della zona con i suoi 325 metri). 

Sempre all’interno del parco di Sossusvlei, prendendo la prima strada a sinistra dopo l’ingresso, a 4,5 chilometri si trova il Sesriem Canyon, con i suoi 3 chilometri di lunghezza e i suoi trenta metri di profondità. Una bella passeggiata, dove come sempre ad entusiasmarci sono i contrasti tra i vari colori, con a fare da cornice il blu pazzesco del cielo.

A 80 km a Nord di Sesriem da non mancare uno stop a Solitaire, un agglomerato di case che porta bene il suo nome. Una sorta di villaggio da cartone animato, tra cactus, carcasse di vecchie auto e pompe di benzina d’altri tempi. 

A Solitaire si può fare tappa per pranzo, come abbiamo fatto noi, alla bakery McGregor, con delle pie alla carne fatte in casa, niente di speciale, ma assolutamente folkloristiche!

Noi siamo passati di qui sulla nostra via del ritorno per spostarci a Nord e risalire verso Windhoek. Se per scendere avevamo fatto una strada relativamente più rapida, per risalire la scelta è stata per una più pittoresca ( non che la prima non lo fosse! Qui tutto è pittoresco anche lungo l’unica autostrada).

La strada che da Solitaire ci riporta a Windoeck è impressionante, di una bellezza assoluta, saliamo tra le montagne fini a 1800 metri, ogni chilometro si porta dietro stupore e immagini indimenticabili. Guidiamo su una sterrata praticamente fino a 20 chilometri dalla capitale, ma ne è valsa la pena.

Un bel temporale ci regala uno splendido arcobaleno per concludere la giornata  e i nostri primi giorni in questo paese straordinario, adesso siamo pronti da avventurarci verso Nord!

A suivre…

Informazioni pratiche:

Noi abbiamo affittato all’aeroporto una macchina 4×4, l’unica che permette di poter andare ovunque anche nelle zone sabbiose.

Sempre all’aeroporto abbiamo comprato una SIM locale pre pagata con dati illimitati ma anche così la copertura è abbastanza aleatoria. 

Connessione internet nei lodge ma spesso solo nelle aree comuni e non rapidissima. Ottimo per fare una bella detox!

Le strade sono raramente asfaltate, le piste però sono molto ben tenute. abbiamo scaricato l’ app Track4africa che indica il tipo di strada, asfaltata o no, con anche i vari punti di interesse.

L’ingresso all’area di Sossusvlei è a pagamento. In realtà ci si registra all’entrata e si paga all’uscita dove c’è il campeggio. Auto più 5 adulti 800dollari namibiani.

Su consiglio della persona che ci ha consegnato la macchina, le valigie riposte nella parte dietro del pick up ( coperta ma che lascia entrare la sabbia abbondante sulle strade) vanno coperte e protette in qualche modo. Abbiamo comprato dei grossi sacchi dell’immondizia  nei quali abbiamo messo le valigie.

Al campeggio subito dopo l’ingresso del parco  è possibile pranzare, ma con molta pazienza perché il sevizio è di una lentezza incredibile.

Alla fine della strada asfaltata si può proseguire solo ed esclusivamente con un’auto 4×4 e consci che la guida nella sabbia non sia semplice, se si hanno dei dubbi esiste un servizio che accompagna per 180 namibian dollars/adulto con auto apposite. Se si rimane bloccati nella sabbia lo stesso servizio viene a tirarti fuori per 1080 Namibian $. Noi abbiamo guidato, ma è impegnativo.

Da Windoeck al nostro lodge ci abbiamo messo più o meno cinque ore e mezza. Il ritorno verso Windoeck con stop è stato di circa sette ore.

Benzinai: possibile fare benzina sia a Sesriem che a Solitaire. Meglio il serbatoio sempre pieno.

Acqua: abbiamo comprato dei grossi bidoni con i quali man mano abbiamo riempito le bottiglie. Al primo lodge ci hanno detto che l’acqua da loro era potabile, ma meglio diffidare e giocarla safe per evitare brutti mal di pancia.

Dove dormire: Little Sossus lodge. Bel lodge in mezzo al nulla con colazione e cena. La prima mattina partendo alle cinque ci hanno impacchettato la colazione da portarci dietro. Personale molto accogliente.

https://www.littlesossus.net

A Windoeck guest house TiMalen, ottima scelta, con buona colazione, belle stanze e la proprietaria molto gentile.

Dove mangiare: a Windoeck siamo stati da Stellenbosh Wine Bar and Bistro http://thestellenboschwinebar.com. Atmosfera piacevole e piatti molto buoni a prezzi onesti.  Buon Chardonnay di loro produzione.

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