“Splendid to arrive alone in a foreign country and feel the assault of difference. Here they are all along, busy with living; they don’t talk or look like me. The rhythm of their day is entirely different; I am foreign.” Frances Mayes

Stranieri: è quello che siamo. Quello che ci definisce. Sarà sempre così, nonostante tutto. Ma in questo essere stranieri c’è tutta la forza del nostro vivere all’estero, nel nostro costruire vita al di fuori dalle nostre zone di confort.
Uno straniero si integrerà, anche al 100%, ma non si scrollerà mai di dosso questo elemento che più di tutti lo contraddistingue: il suo essere “diverso” dai nativi, con un bagaglio culturale proprio, con, a volte, anche un aspetto che ne sottolinea la “non appartenenza”.
Sono straniera in Svezia , come lo ero in Francia e in California. Straniera per il bagaglio culturale che mi porto dietro, per quel filtro con il quale guardo il mondo che è proprio della cultura nella quale sono cresciuta e mi sono formata. Ero straniera in Giappone ed in India anche solo per i tratti del mio viso, il colore della mia pelle.
Non l’ho mai vissuto né lo vivo con un sentimento di negatività. È proprio questa differenza che mi entusiasma, questo mio essere ospite, questo non esserci nata. Camminare per delle strade che sento mie con la consapevolezza di essere comunque una straniera, mi piace. Confrontarmi con gli altri sapendo che il mio background non coincide con il loro, o coincide solo in parte, mi entusiasma.
Adoro dovermi “fare spazio” in un mondo che non conosco, di cui non ho le chiavi di lettura, conscia che non le avrò mai fino in fondo. Lo sguardo degli altri incuriositi dalla mia differenza, mi regala la spinta per continuare ad andare.
Forse proprio in questa abitudine di sentirci stranieri sempre e ovunque, sta la risposta al perché continuiamo ad muoverci, a spostarci da un paese all’ altro, al non essere spaventati da una nuova partenza. E forse anche in questo non riusciamo a trovare la quiete necessaria per considerare un luogo come per sempre.
Il giorno in cui essere straniero diventerà un peso, allora sarà arrivato il momento di posare le valigie in un mondo che ci avvolga con semplicità e senza scossoni. In un mondo che ci regali stabilità e prospettive senza sorprese. In un mondo dove vivere al di fuori dalla propria comfort zone, non sia previsto.
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