Oxford University, cerimonia di diploma nel dettaglio.

 E dopo un certo numero di cerimonie di diploma americane eccoci alla prima in Inghilterra e devo dire che non ci ha per niente delusi. 

Siamo arrivati ad Oxford venerdì nel secondo pomeriggio felici e abbronzati dopo le nostre belle vacanze greche.

Sabato 31 Cerimonia di fine Master di Federica. 

Oxford è una delle più vecchie università del mondo e la sua cerimonia di consegna dei diplomi è invariata dalla metà del XII secolo. Fa un po’ old school ma in realtà ha un certo fascino.

Tutto è codificato e studiato nel dettaglio, niente è lasciato al caso.

Il luogo

The Sheldonian theatre, disegnato da Christoper Wren, che fu poi professore di Astronomia ad Oxford,  e completato nel 1669, è stato utilizzato negli ultimi 350 anni per le diverse cerimonie dell’Università. Sul soffitto un affresco dipinto dal pittore di corte di Re Carlo II, Robert Streater, che rappresenta il trionfo delle Arti e delle scienze sull’invidia, l’ignoranza e la violenza.

Nella forma il teatro richiama i teatri della Roma antica, con una forma a D, e una copertura per adattarsi al clima inglese. All’interno la struttura è stata adattata dall’architetto stesso per gli scopi accademici.

L’ambiente è particolarmente imponente, tuffandoci dall’inizio nel clima cerimonioso di questa graduation.

La cerimonia 

È la stessa dalla metà del XII secolo ed è, a parte una piccola introduzione in inglese, tutta in latino.

I candidati nell’ordine in cui verranno presentati siedono su entrambi i lati, di fronte a loro i professori e i presidi dei vari College ( Oxford è costituita da un certo numero di college, un po’ come le case di Harry Potter, studenti di college diversi frequentano le stesse facoltà).

All’inizio della cerimonia il vice Chancellor ( userò qui di seguito i nomi in inglese, difficile trovare un corrispondente in italiano) entra, preceduto dal the Bedels e seguito dai Proctors e dal Registrar.

A questo punto si apre la cerimonia

Causa huius Congregationis est ut Gratiae concedantur, ut Gradus conferantur, necnon ut alia peragantur, quae ad Venerabilem hanc Domum spectant.

Il Registrar certificherà quindi che tutti i candidati presenti hanno raggiunto i risultati necessari per i diplomi per i quali sono presentati

Ego Registrarius (Registrario Adjutor/trix) testor omnibus candidatis, quorum nomina vel Venerabili Domui a Procuratoribus statim submittentur vel in schedulis a Registrario rite publicata sunt, Gratias a Collegiis vel Societatibus suis pro Gradibus quaesitis concessas fuisse, et easdem mihi satisfecisse

La cerimonia prosegue quindi con la presentazione dei candidati in ordine di importanza di diploma, aprono le danze i dottorati di ricerca e chiudono i Bachelor degree.

La presentazione viene fatta per gruppi

I Proctors si alzano, il Senior Proctor legge i nomi dei candidati che chiedono di ricevere il loro diploma

Supplicant venerabili Congregationi Doctorum et Magistrorum regentium hi Studiosi qui compleverunt omnia quae per statuta requiruntur (nisi quatenus cum eis dispensatum fuerit); ut haec sufficiant, quo admittantur ad gradum enumeratum.

Gli studenti chiedono a loro volta di essere ammessi a ricevere il diploma per il quale hanno studiato 

I Proctors camminano quindi avanti e indietro di fronte ai diversi presidi di facoltà che rimanendo in silenzio indicano di essere d’accordo nell’attribuire il diploma agli studenti da loro presentati

Questo era l’antico modo di votare in seno all’università.

I Proctors ritornano quindi al loro posto e il Senior Proctor annuncia

Hae Gratiae concessae sunt et sic eas pronuntiamus concessas.

These Graces have been granted and we so pronounce

A questo punto i candidati vengono presentati al vice  Chancellor e ai

Proctors a seconda del  diploma che devono ricevere. Il Bedel dice il titolo dei professori che presentano i candidati e i professori si posizionano alla sinistra dei candidati che presentano prendendo la mano destra del candidato ad essi più vicino e pronunciano la formula di presentazione

Insignissima Vice-Cancellaria, vosque egregii Procuratores, praesento vobis hos meos scholares in Facultate Artium, ut admittantur ad ….

Successivamente i candidati giurano fedeltà all’università e ai suoi principi

Domini Doctores (Magistri vel Domini), vos dabitis

fidem ad observandum statuta, privilegia, consuetudines et libertates istius Universitatis. Item quod quum

admissi fueritis in domum Congregationis et in domum Convocationis, in iisdem bene et fideliter, ad honorem

et profectum Universitatis, vos geretis. Et specialiter

quod in negotiis quae ad Gratias et Gradus spectant,

non impedietis dignos, nec indignos promovebitis. Item quod in electionibus habendis unum tantum semel et non amplius in singulis scrutiniis scribetis et nominabitis;

et quod neminem nominabitis nisi quem habilem et idoneum certo sciveritis vel firmiter credideritis.

 In coro i candidati ripetono

Do fidem

A questo punto dopo aver giurato i candidati per fila escono dalla porta laterale di destra, rientreranno successivamente con le nuove toghe e apparati che rappresentano il diploma conseguito ripresentandosi di fronte al Chancelor e ai Proctors che dovrebbero stringere loro la mano, ma in tempi di covid questa parte di strette di mano è saltata.

I diplomati sfilano poi fuori dal teatro seguiti dal pubblico, per i turisti di passaggio l’occasione è ghiotta per portarsi a casa foto in puro stile Oxford.


L’abbigliamento :

Già in tempi normali l’università di Oxford è particolarmente formale, per esami e ogni tipo di cerimonia ufficiale gli studenti devono indossare una sorta di uniforme.

  Gonna  o pantaloni neri con calze e collant scuri 

• scarpe nere

• camicia bianca con collo

• cravattino nero o bianco, cravatta nera o nastro nero

Alla cerimonia di diploma devono presentarsi all’inizio con ll’uniforme  o in caso di uno studente che ha già ricevuto un precedente diploma di Oxford, con  l’abbigliamento, toga e stola, relativo a quel diploma ( Federica che ha ricevuto cappa e stola di master si presenterà alla cerimonia per il suo diploma di dottorato indossandoli e solo successivamente indosserà la nuova toga di dottorato)

La forma delle toghe risale all’epoca medioevale, quando i vestiti indicavano la professione e lo status sociale di chi li indossava. Le ultime modifiche alle toghe risalgono al Sedicesimo secolo

L’emozione è stata tanta, ammetto che quando Federica è rientrata vestita con la bellissima toga ricamata e la sua stola di Master, una lacrima è scesa, una lacrima di felicità, sappiamo quante energia e stress hanno accompagnato i suoi risultati perfetti, energia non solo di questi due ultimi anni, ma l’energia e la passione che da sempre mette nei suoi studi, la sua curiosità, il suo entusiasmo.

Penso alla bambina e all’adolescente un po’ fuori dagli schemi, sempre un po’ in anticipo sugli altri, spesso un po’ annoiata, che solo ad un certo punto della sua scolarità ha trovato pane per i suoi denti e ha saputo sgranocchiarlo a dovere. Non le abbiamo reso la vita semplice, a parte la scuola materna iniziata e finita nello stesso posto con gli stessi amici, non ha incominciato e finito nessun ciclo scolastico nello stesso Paese, accompagnata dagli stessi compagni. Ha cambiato sistema scolastico in anni chiave dimostrando una resilienza incredibile. Si è gestita da sola a New York a soli 17 anni, ha portato a termine un Master in una delle migliori università del mondo nei due anni più complicati per il mondo intero, senza mai perdere di vista l’obiettivo che si era data, l’ammissione in dottorato.

Insomma la mia lacrimuccia ci sta tutta!

Brava!!

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