Vacanze in Grecia, prima tappa: Naxos.

 Che le Cicladi fossero un posto meraviglioso già lo sapevamo, ma venire nuovamente a toccare con mano, è sicuramente stata un’ottima idea.

Tra un volo cancellato e una nuova prenotazione a due settimane dalla partenza, il fattore stress era sicuramente lì a tenerci compagnia. I giorni prima della partenza sobbalzavo ad ogni suono proveniente dal mio telefono come annuncio di una nuova email in arrivo, temevo nuovi cambiamenti, ritardi, perché no, un’ulteriore cancellazione, che si sarebbe trascinata dietro una serie di necessarie cancellazioni a catena. 

Volo previsto Stoccolma Mykonos, pernottamento in loco, traghetto il sabato all’ora di pranzo per Naxos. Nella migliore delle ipotesi tutto doveva filare liscio, senza intoppi ad Arlanda che in questa estate di ritorno alla normalità post covid, è sinonimo di caos assoluto, il volo doveva partire ed atterrare in orario, il taxi prenotato per portarci in hotel doveva essere lì come previsto, l’hotel essere decente per passarci la notte e il traghetto abbastanza in orario.


Non ci speravo ma ci credevo, e ben che ho fatto perché tutto è filato alla perfezione, dai 10 minuti scarsi di coda alla security fino al traghetto con un ritardo decoroso. 

Alle due del pomeriggio di sabato varcavamo il cancello di Secret paradise villa, un nome una garanzia, ad accoglierci Georges e la moglie, gentilissimi. Il nome le calza a pennello: in cima ad una collina con una vista mozzafiato, raggiungibile da una strada sterrata, circondata dal nulla. Bella, curata e con un’accoglienza dei proprietari veramente ottima.


Perfetto punto di partenza per scoprire l’isola sia nei suoi lati più turistici che in quelli meno battuti. Un’ora dopo in una piccola taverna greca gustavamo il primo tzatziki e la prima insalata greca delle nostre vacanze.

Da subito Naxos ci è parsa l’isola perfetta, un bel mix di cose da fare e vedere e di dolce far niente. 

Dallo sbarco a Chora le vestigia del tempio di Apollo sottolineano la storia racchiusa nei 430 km2 sui quali l’isola di estende.

The Naxos Apothecari


Del tempio sull’isoletta di Palatia, rimane un imponente porticato di marmo, portara, che indicava l’accesso al tempio. E qui che Arianna fu rapita da Dionisio. 

La cittadina stessa ha edifici e mura che risalgono al tredicesimo secolo, e un groviglio splendido di stradine.

Arrivare via mare ha sempre un certo fascino, l’acqua è cristallina, il villaggio di un bianco luminoso.

L’auto ci aspetta al porto, la nostra casa è a 10 minuti dal villaggio.

La costa nord che da Chora va a Capo Stavri, è un susseguirsi di calette con piccole spiagge da sogno, si arriva con strade sterrate e ci si ritrova veramente in paradiso, non c’è nessuno, il mare è da sogno, la pace assicurata. La spiaggia di Hilia è una di queste, anche la stradina che scende verso il mare regala scorci spettacolari, all’arrivo solo noi sei.

Amitis
Hilia

La spiaggia di Amitis ha un piccolo baruccio in stile hippy all’altezza del parcheggio e una chiesetta un po’ più in alto che guarda il mare. 

Da visitare Halki, che fu un tempo il centro economico dell’isola. Il villaggio è splendido e minuscolo, circondato da uliveti e frutteti. Nei dintorni tante passeggiate possibili, da vedere la chiesa di Agios Giorgios Daisoritis, a 10 minuti a piedi precorrendo il sentiero numero 4, una delle tante chiese  bizantine della zona.

.

Ad Halki abbiamo mangiato da Yannis tante specialità di carne arrostita e grigliata, ma anche ottima insalata greca, spanakopita, tzatziki, insomma i classici imperdibili.

Sempre nella valle di Traghéa, sulle pendici del monte Zas (Zeus), Filoti, una sorta di capitale agricola dell’isola, carina con la sua chiesa con il campanile tipico delle Cicladi.

Non lontano Apirathos, un’altra piccola perla, con i suoi vicoli stretti, le piazzette, le chiese, le tante taverne, tra le quali Taverna O Platanos, bella terrazza con vista sulla valle, prodotti locali, formaggi della zona serviti con il miele, melanzane in mille modi. La cucina greca è semplice e saporita, genuina e senza fronzoli, nulla di pretenzioso ma sempre buona.

La strada che da Apirathos scende verso il mare è bellissima, offre scorci incredibili, da fermarsi ad ogni curva, la vista sulle piccole Cicladi è mozzafiato.

In questa zona  un tempo c’erano le miniere di emery e se ne vedono ancora le vestigia, soprattutto arrivando a valle sul mare nello splendido villaggio di Apollon. Anche qui mare cristallino.

Sempre della serie spiagge bellissime e praticamente deserte da visitare quella di Agiassos con in bonus una taverna deliziosa, Panormitis, dove ci accoglie una cucina semplice accompagnata da un servizio sorridente e piacevole. Ottime acciughe alla griglia, melanzane con feta, per non parlare dei loukumades!

A due passi una seconda spiaggia anche questa splendida e anche qui solo noi.

Tra le gita da fare vale lo sforzo la salita sul monte Zas, il sentiero è perfettamente segnalato e la salita è resa piacevole da un panorama mozzafiato, via via sempre più ampio su tutte le isole circostanti e che, nei giorni con grande visibilità, mostra all’orizzonte le coste turche.


Sempre in tema spagge Agia Anna, nel prolungamento di Agios Prokopios, piccolo porto di pesca con due piccole spiagge separate da un molo, bar, ristoranti, negozietti affacciati sulla spiaggia, danno un’ allure vacanziera.

Da segnalare per mangiare Faros stou Chiou, piacevole terrazza con vista sul mare e su Paros, verdure bio e pesce, polipo alla griglia con puré di fave, servizio gentilissimo.

Tra i posti rustici in cui mangiare a Engarès la taverna Charis, pochissime parole in inglese, il minimo sindacale per recitare il menù non scritto, con la capra a fare da protagonista. Capra in salsa al limone accompagnata da patate e un contorno di taccole al pomodoro, il frittatone con patate locali e 15 uova è la loro specialità, ma il vino fatto in casa è imbevibile per un adulto che ha assaggiato altro!!

E da segnalare sicuramente per l’aperitivo The Naxos Apothecari a Chora, a due passi dalle vestigia del tempio (e dall’imbarco dei traghetti) e con una bellissima vista sul tramonto, oltre che dei cocktail super accompagnati da formaggio locale, burro locale e olio, locale ovviamente.

Nonostante un piccolo incidente scendendo dal monte Zas, e le sue conseguenze, queste prime due settimane di vacanza sono filate piacevolissimamente, siamo pronti per la tappa successiva che sarà sicuramente altrettanto piacevole, con come bonus il ritrovarsi o carissimi amici!

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere