Graduation un anno dopo.

Graduation un anno dopo. Sapevamo cosa aspettarci, l’avevamo vissuto con Federica, ma comunque aveva un sapore speciale, era la graduation di Chiara, ed era ancora più speciale perché l’anno scorso era stato strano vivere tutto a distanza e tutto online.

Di cerimonie all’americana ne abbiamo vissute diverse, una di quinta elementare, due di fine di middle school, due di liceo e adesso siamo a due di università. Tutte belle, sentite,tutte con l’intento di sottolineare un passaggio, di veramente far vivere un momento speciale. La pizza con i compagni e il voto di maturità letto sul cartellone cercando di farsi spazio nel mucchio o la discussione della tesi con pacca sulla spalla e un abbraccio fuori dall’aula, a volte neanche quella magna, sono, direi per fortuna, qualcosa che nessuna delle mie tre figlie ha vissuto e vivrà.

Ho apprezzato i discorsi del rettore dell’Università e del preside di facoltà che sottolineavano quanto questa generazione di studenti vada premiata per la resilienza dimostrata. Non è stato facile arrivare alla fine dei propri studi nel bel mezzo di una pandemia, vivere l’ultimo anno e mezzo da studente universitario in un modo ben diverso da quello spensierato e allegro che avrebbero immaginato.

Sono stati bravi a finire mantenendo la voglia e l’entusiasmo e per tanti ad entrare nel mondo del lavoro in un periodo globalmente complesso anche dal punto di vista economico.

Questi giovani adulti sono cresciuti in fretta nel giro di pochi mesi, hanno vissuto una pandemia, un mondo rallentato, una crisi economica connessa a tutto ciò, ma sono andati avanti e sono diventati grandi.

Se li meritano questi festeggiamenti, questi applausi, le parole di elogio, la commozione dei genitori, lo sguardo fiero.


Quando Chiara ha incominciato il suo ultimo anno di università a fine estate 2020, era seduta sul divano nel nostro salone a Stoccolma, e da lì ha seguito le lezioni per un semestre, nonostante le sei ore di fuso e la frustrazione di fare tutto con uno schermo di mezzo. Non era così che immaginava il suo senior year, non era così che lo immaginavamo noi.

Non l’ho mai vista cedere, lamentarsi, è andata avanti, ha seguito le lezioni, ha dato gli esami, è tornata a New York, tra vaccini e mascherine, con regole ferree per riprendere una parvenza di vita studentesca che però non è mai completamente ripresa. 

Poter festeggiare come si deve è ancora più importante proprio per questo, non solo per brindare al suo eccellente percorso scolastico, ma anche alla sua capacità di affrontare una situazione difficile a testa alta, mantenendo la direzione giusta e arrivando egregiamente al traguardo.

Di ostacoli, lei come tutti i suoi amici e compagni che oggi festeggiano, ne incontrerà  tanti altri, la vita ne è piena, ma di sicuro saprà affrontarli con la stessa tenacia con la quale ha portato a termine il suo percorso di studi e messo i piedi nel mondo del lavoro con entusiasmo e positività,

Brava!

Una risposta a “Graduation un anno dopo.”

  1. Complimenti! Questi ragazzi si meritano di festeggiare.

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