Back to New York 🥰

11800 metri

855 km/h

Sono le 12 e 57 a Stoccolma, le 6 e 57 a New York. Il mio volo SK 903 è da qualche parte all’altezza dell’Islanda.

Ho divorato 100 pagine di un libro che mi fa tornare indietro con la memoria ai nostri 5 anni californiani. Ho fatto un break per sgranocchiare il poco commestibile che mi è stato servito( pane danese e burrro), sorseggio un caffè al limite del bevibile.

2 anni, 4 mesi e una manciata di giorni dopo, torno a New York.

Natale 2019 l’avevamo festeggiato nel nostro appartamento nell’east village, prima di volare verso quella che fu un’indimenticabile vacanza in Belize. Sulla via del ritorno ci fermammo nuovamente a New York, il 5 gennaio, abbiamo festeggiato con un brunch in famiglia i 20 anni di 

Chiara. Paolo e Camilla avevano preso il giorno stesso un volo per rientrare in Svezia, io ero rimasta qualche giorno in più. Ero ripartita poi con l’idea di ritornare dopo la settimana bianca di febbraio, prima delle ultime settimane di studio intenso per Camilla che quell’anno, a maggio, doveva avere i suoi esami IB. Marzo sembrava il mese migliore. 

A New York non ho più messo i piedi, è stata Chiara a svuotare e chiudere il nostro appartamento ad agosto, sono state le ragazze a goderne in modo strano durante l’anno e mezzo che ha preceduto la sua vendita. Dico in modo strano perché si sono trovate a vivere una New York ben diversa da quella in cui avevano vissuto, da quella che chiamavano casa, da quella che avevamo condiviso insieme.

Sono emozionata come se andassi a New York per la prima volta. Ieri sera sono andata a letto felice e quando la sveglia è suonata alle sei e trenta sono balzata giù dal letto con entusiasmo. Ritornare a 

New York dopo tutti questi mesi, anni, è come un ritorno alla normalità, è un altro tassello in quel ritorno alla normalità  che con forza stiamo riguadagnando. Il viaggio fa parte di questa normalità.

C’è un qualcosa di particolare nel rimettere i piedi in un posto che conosciamo così bene, abbiamo tutto organizzato in una sorta di pellegrinaggio, le nostre vie, i nostri ristoranti, quel recuperare sensazioni conosciute che hanno voglia di tornare in superficie.

Fa strano pensare che ci saranno però dei gesti che non ritorneranno, varcare la porta del nostro appartamento dove tante volte mi hanno accolta con il sorriso le mie ragazze, le nostre foto sul frigo mescolate alle loro, l’ambiente caloroso del salottino con il tappeto comprato in Marocco a regalare una nota di rosso. I piatti arancioni intonati ai mobili della cucina, le cene intorno al tavolo con le tante candele sparse intorno a noi e il candelabro svedese sulla finestra.

Abbiamo imparato nel nostro itinerare ad affezionarci ai posti, alle persone, ma non alle quattro mura nelle quali abbiamo costruito ricordi, anche se sempre, ogni porta che si è chiusa, ha fatto salire delle lacrime a bagnare gli occhi, ogni casa, ridotta all’essenza dei suoi spazi, però rimane presente e indelebile. Non ho mai vissuto a New York, ma ci vivevano le ragazze, e a sprazzi mi sono intrufolata nelle loro vite, vivendo la città con loro, aprendole il mio cuore e la mia mente.

Per questo ritornare è speciale, emozionante, sentito.

Tra 5 ore w a Newark, faremo una lunga coda al controllo passaporti, recupereremo i nostri bagagli e saliremo su un  taxi direzione Manhattan, guarderemo la città scorrere fuori dal finestrino, cuore che batte. Avremo il tempo di un primo assaggio, la cena già prenotata in uno dei nostri posticini, passeremo di fianco a posti visti e stravisti, ma sarà come vederli un po’ per la prima volta!

Sono felice, si lo sono.

Una risposta a “Back to New York 🥰”

  1. ed allora buon rientro a NY. ciao roby

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