48 ore alla scoperta di Varsavia

Una sera di dicembre, quando quella voglia di riprendere a viaggiare ha preso il sopravvento, abbiamo, preso d’impulso i biglietti per Varsavia, prenotato l’hotel e sperato che il covid non ci costringesse a cambiare i piani. Alla fine il nostro weekend mamma e figlia numero due è arrivato. Da sempre adoro viaggiare con le mie ragazze, da quando erano bambine ci siamo ritrovate io e loro a saltare su un aereo e percorrere strade, a scoprire posti nuovi e costruire ricordi. Lo facciamo in famiglia, lo faccio da sola con loro, e da questo weekend ho deciso di inaugurare la fase weekend in giro per l’Europa con una figlia alla volta. Adesso che sono grandi, con le loro vite, mi sembra una grande idea ritagliarmi un momento speciale con ognuna di loro e scoprire una nuova città è un momento super speciale.

Varsavia la nostra meta e devo dire che non ci ha proprio deluse.

Siamo partite con la nostra inseparabile guida del Routard e una lunghissima lista di consigli dati a Chiara da una collega polacca. 

Volo Ryanair da Arlanda a Varsavia-Modlin ( aeroporto dei voli low cost a 35km dalla città )

Uber  dall’aeroporto all’hotel( consigliato come ottima alternativa in città al l’andare a piedi, super economica tra l’altro rispetto agli standard svedesi)

Hotel Puro Warsawa, super moderno, 35 minuti a piedi dalla città vecchia, veramente da consigliare. Hanno anche una spa che per mancanza di tempo non abbiamo provato ma se anziché due notti fossimo rimaste tre, penso proprio che ci saremmo lasciate tentare. https://purohotel.pl

Colazione fatta in hotel il secondo giorno veramente ottima, immenso buffet con tutto e di più.

Prima tappa venerdì pomeriggio dopo un rapido passaggio in albergo, il Museo Chopin, veramente splendido, molto interessante,  con tantissime attività interattive e la possibilità di ascoltare tutte le composizioni dell’artista.https://muzeum.nifc.pl/pl

Passeggiata dal museo fino verso il fiume Vistula che attraversa la città e di li al museo delle scienze, che però non abbiamo visitato, ma pare consigliatissimo. Era troppo tardi. Abbiamo però fatto una passeggiata in un bel “centro commerciale” proprio di fronte al museo, in una vecchia fabbrica ristrutturata, piena di negozi e posticini in cui mangiare.

Per cena siamo andati nel quartiere Praga nel ristorante di uno degli chef noti nel panorama gastronomico polacco Mateusz Gessier, Warsawa Wschodnia cucina tipica polacca in chiave contemporanea, ottimo il brodo di barbabietola barszcz. https://www.mateuszgessler.com.pl/restauracje/warszawa-wschodnia.html

Giornata di sabato intensa e ricca di scoperte.

Abbiamo imparato tanto sulla storia di questa città e della Polonia in generale, e anche per questo con questo tuffo negli anni bui della seconda guerra mondiale, con l’invasione tedesca da una parte e quella sovietica dall’altra, abbiamo apprezzato ancor di più la capacità di Varsavia e dei suoi abitanti di rinascere dalle ceneri, di tornare a splendere. 

Inizio giornata con ottima colazione da Charlotte in pl. Zbawiciela https://bistrocharlotte.pl

Coda fuori, via vai di avventori, soprattutto locali. Colazione ottima, caffè compreso. Omelette, cestino di pani vari con brioche, pain au chocolat. Diverse opzioni per tutti i gusti.

Da qui passeggiata verso il Palazzo della cultura, attraverso la piazza  Konstytucji 

 e poi lungo Jerozolimske, un tuffo nella grandiosità dell’architttura sovietica, veramente interessante.

Il palazzo della cultura poi lascia a bocca aperta, da fuori, da dentro e salendo sulla terrazza panoramica dalla quale si gode di una vista pazzesca sulla città, lato città vecchia, lato ghetto, sguardo che si perde volentieri nella Varsavia splendidamente moderna.

  

Dal palazzo della cultura direzione ciò che resta del ghetto, un pezzo di muro che già basta a darci l’idea dell’orrore, e da qui un tuffo violento in una delle pagine più orribili del nostro passato con la visita del Museo Pwstania warsawskiego, il museo dell’insurrezione di Varsavia, inaugurato nel 2004 in un’antica centrale elettrica dei tram, 60 anni esatti dopo l’insurrezione del primo agosto del 44 quando un gruppo di qualche migliaia di polacchi cercò di attaccare i tedeschi che occupavano la città. Fu un massacro, mentre i sovietici dall’altra parte del fiume osservarono senza alzare un dito abitanti e città farsi annientare… la visita lascia un segno, senza ombra di dubbio.

Prima di arrivare al museo ci siamo fermate per un giretto lungo Prosta, in un centro commerciale-mercato coperto-food court, ricavato in un vecchio edificio industriale di mattoni rossi, molto piacevole.https://fabrykanorblina.pl

Le immagini della città distrutta ce le siamo portate dietro cambiando scenario e arrivando proprio nella città vecchia, quella città vecchia rasa al suolo durante la guerra e ricostruita con tenacia, come il resto della città, e soprattutto ricostruita esattamente com’era. Oggi è patrimonio mondiale dell’ unesco e camminando nelle sue strade tra case meravigliose si capisce perché.

Qui abbiamo fatto un pranzo che come orario era più una merenda, il vantaggio che i ristoranti funzionano senza vincoli di orario e pranzare alle tre del pomeriggio non è un problema.

Degustazione di pierogi  nel ristorante Zapieecek, ce ne sono diversi in zona città vecchia, e penso che si equivalgano. Veramente ottimo. http://www.restauracjazapiecek.pl

Vale la pena assaggiare i pierogi, questi grossi ravioli farciti con patate, formaggio, funghi, carne, declinati anche in versione dolce. Noi li abbiamo accompagnati con una tazza di brodo di barbabietola.  

Bellissimo giro della città vecchia dove ogni angolo merita una foto, ogni scorcio offre dettagli interessanti. Camminare per queste strade e piazze e immaginarle alla fine della seconda guerra mondiale dà i brividi. Aspettando in nostro uber dopo cena ci siamo fermate letteralmente sopra il segno che indica dove li ci fosse uno dei muri del ghetto… brividi.

Cena ottima nella città vecchia in un altro noto ristorante Enoteka, ambiente raffinato e cucina tipica con un pizzico di ricercatezza. Da provare. https://www.restauracjaenoteka.pl

 

La giornata di domenica ci ha nuovamente accolte con un sole splendente, onestamente siamo state super fortunate!

Lunga passeggiata fino al parco Lazienski, 76 acri di splendore anche in pieno inverno, considerato il più bello della capitale. Comprende al suo interno diversi edifici barocchi, classici e neoclassi, tra i quali il più bello il palazzo sull’acqua, Palac na Wyspie, costruito su un isoletta articficiale, ospitava originariamente dei bagni e poi venne convertito dal re.

Nel parco dalla metà di maggio fino a fine settembre si tengono dei concerti con le musiche di Chopin, ai piedi della statua del compositore stesso.

Successivamente direzione il quartiere Praga, sull’altra sponda del fiume, quartiere non particolarmente interessante, ma con la particolarità di essere stato quasi del tutto risparmiato dai bombardamenti e dalla distruzione tedesca. Proprio in questa zona le truppe sovietiche assistettero silenziosamente all’azione barbara delle truppe germaniche, senza muovere un dito… 

Architettura anni 40-50. Qui Roman Polanski girò alcune scene del Pianista. Noi abbiamo passeggiato fino al complesso della vecchia distilleria Koneser. Un ambizioso progetto urbano nato intorno all’antica distilleria costruita nel 1897, segno della volontà di rinascita di questa parte della città. Un centro commerciale, diversi ristoranti, attenzione molti di quelli citati dalle guide hanno nel frattempo chiuso causa covid. Nel periodo invernale una piccola pista di pattinaggio. E poi per gli appassionati il Muzeum Polskiej Wodki, museo della vodka. Visita con possibile degustazione.

Per pranzo siamo tornate della parti del parco Lazienski, al Ristorante Rozana, ottimo indirizzo, ambiente un po’ decalée ma piacevole, camerieri in cravattino, cucina tipica polacca piacevolmente presentata. Aringhe, anatra con le mele e un tripudio di torte alla meringa. D’estate pare il giardino sia piacevole e servano cenette a lume di candela, per noi il 13 febbraio era un tripudio velatamente kitsch di palloncini a forma di cuore nelle mille sfumature di rosa e rosso, con abbondanza di fiori in coordinato. https://www.restauracjarozana.com.pl

Il bilancio di queste 48 ore polacche è super positivo, con la mente sto già programmando il seguito alla scoperta di altri angoli di questo paese ricco di storia e tutto da scoprire.

Varsavia è vibrante, elegante e anche abbastanza pulita. Si mangia bene e a prezzo veramente abbordabili ( vivere a Stoccolma mi fa trovare abbordabile anche Londra, figuriamoci Varsavia). I polacchi sanno fare il caffè espresso, o forse siamo state fortunate, 1000 punti guadagnati per questo dettaglio per me importa ( non torno a casa sognando il mio espresso del mattino). La città è sicura e facile da girare, e anche ben tenuta, più taggata in generale nelle zone fuori dalla città vecchia, l’atmosfera è accogliente e il servizio sempre attento. Abbiamo pagato tutto con carta senza problemi dal caffè in su. Un po’ di contanti forse sarebbero stati utili per dare qualche mancia, ma insomma ce la siamo cavata mantenendo la nostra abitudine svedese dello zero cash.

Ultima osservazione viaggiare con i figli piccoli o grandi che siano è un regalo nel regalo!

Grazie alla mia splendida compagna di viaggio!

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