Ciao Covid! Notizie dalla Svezia.

Oggi in Svezia, 9 febbraio 2022, tutte le restrizioni e misure per combattere la diffusione del corona virus decadono e si ritorna alla vita di prima. Non entro nel merito se sia giusto, prematuro o sensato voltare pagina, nelle settimane precedenti l’hanno fatto la Norvegia e la Danimarca, nelle prossime altri paesi incominceranno ad avviarsi verso una parvenza di libertà. Quello a cui penso è il ritorno alla vita di prima, quella vita che abbiamo quasi dimenticato, e questo anche in paesi come la Svezia in cui abbiamo comunque vissuto abbastanza liberi in questi due anni di pandemia. 

Saremo veramente capaci di ritornare a quella spensieratezza senza freni e paure? Saremo veramente capaci di cancellare di colpo ansie e timori degli ultimi 24 mesi per riprendere le abitudini di un tempo?

Non mi sembra possibile, non siamo più abituati alla folla che si accalca, alla gente che ci alita sul collo, ai luoghi chiusi nei quali sgomitare per trovare il nostro angolino.

Quanto tempo ci vorrà per riconnettere con le abitudini del tempo che fu, per ricominciare a muoverci tra la gente senza la paura di ammalarci, per non voltarci al primo colpo di tosse? Sono curiosa di vedere come andrà.

Siamo stati tutto sommato rapidi ad abituarci a certe regole, a mettere progetti e sogni tra parentesi nell’attesa che tornasse il sereno. Siamo stati veloci ad adeguarci a quotidianità mutilate, a distanze che di colpo sono diventate infinite, a vite rallentate.

Non recupereremo mai questi due anni, i giovani cresciuti con un computer a fare da schermo tra loro e il mondo, non avranno indietro il tempo, gli anziani chiusi in casa con la spada di Damocle di una malattia troppo pericolosa per loro, non avranno in bonus due anni supplementari, i bambini nati agli inizi della pandemia non potranno riappropriarsi dei sorrisi nascosti per due anni interi dalle mascherine, quei sorrisi che servono per crescere sereni. Non recupereremo nulla di tutto questo, ma dovremo cercare di non perdere più altro tempo avvolti nella paura muovendo passi a tentoni. 

Prima accetteremo la convivenza forzata con il virus che i vaccini hanno reso più innocuo, prima potremo veramente rituffarci nella vita, guardare avanti, abbracciare affetti, stringere mani, dispensare sorrisi liberi, girare il mondo senza ostacoli, con le distanze che tornano ad essere tali.

Oggi in Svezia voltiamo pagina, non mettiamo la parola fine, ma incominciamo a scrivere una nuova storia, quella di un’umanità che con entusiasmo riprende a vivere!

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