Espatriare con i figli.

Anno nuovo vita nuova, ed ecco che tante famiglie incominciano proprio a gennaio a fare programmi per i mesi successivi., valutando possibili spostamenti, immaginando una nuova vita, proiettandosi nel futuro verso nuovi orizzonti, Negli ultimi giorni ho parlato con diverse persone che stavano valutando nuove offerte per trasferirsi in un nuovo paese, in una nuova città. Seppure  spesso l’offerta lavorativa sia allettante e si abbia voglia di partire, quello che frena molte volte è la famiglia, la presenza dei figli, gli interrogativi sul se sia un bene o no spostarli e sradicarli di nuovo.

Il solito tormentone, le solite notti piene di angoscia. Ci siamo passati più volte ed ogni volta sul piatto della bilancia abbiamo messo molte cose, e la preoccupazione per il benessere delle nostre bambine era la priorità, pur sapendo che qualsiasi fosse stata la nostra scelta, se fossimo stati felici e positivi nel farla lo sarebbero state anche loro.

Partire all’estero in famiglia è un’esperienza unica. Scoprire un paese insieme ai nostri figli in modo cosi intenso, vivendolo dall’interno e in modo profondo è qualcosa di straordinario, un enorme regalo che facciamo a noi stessi e a loro, ai bambini che sono e agli adulti che saranno.  Costruiremo ricordi indelebili, e la forza che la nostra famiglia ne trarrà sarà incredibile. 

Non è facile decidere di partire in famiglia, di coinvolgere i nostri figli nelle nostre scelte da adulti, di “sradicarli” per far mettere loro radici altrove, e spesso solo per parentesi troppo brevi. È emotivamente complesso decidere di spostare una famiglia, mandando all’aria sicurezze e imballando certezze, una volta però che si è saliti sul quel volo ci si renderà conto che non esiste decisione migliore. I nostri figli una volta cresciuti ci ringrazieranno, avremo dato loro il mondo come terreno di gioco, menti aperte per accettare ogni differenza, occhi curiosi su tutto, e gli strumenti per integrarsi sempre e ovunque.

Ogni volta che qualcuno ha dei dubbi, che gli interrogativi su bambini e ragazzi vengono fuori, che la paura sulle difficoltà che incontreranno ci assale e ci fa esitare, tiro fuori dal cassetto le belle parole che mia figlia Federica scrisse pochi mesi di partire per l’università a New York, pochi mesi prima di volare da sola per la prima volta.

“Traslocare vuol dire molta sofferenza, ma anche molta gioia. Non avrei mai sperimentato così tante pazze cose, se i miei genitori non avessero deciso che la nostra famiglia

non era fatta per installarsi in qualche piccola noiosa cittadina… Quando penso a quante cose avrei perso, sono

loro grata. Senza la mia pazza famiglia, non avrei mai guardato Tom e Jerry in giapponese o non avrei mai visto

una scimmia impossessarsi del costume della mia sorellina. Non avrei mai saputo che ricevere una pacca sulla testa

da un elefante ci da dei brividi lungo la schiena. Non avrei mai sentito cantare le balene e sicuramente non avrei

mai partecipato ad una pubblicità per la televisione indiana (il video esiste sempre, ed è, al giorno d’oggi la mia più

grande vergogna). Sono quasi grande ormai, tra poco tempo lascerò la casa dei miei genitori e costruirò una nuova

vita da sola. Non ho paura. L’esperienza mi ha insegnato che la vita è un’avventura, puoi scegliere di focalizzarti sui

momenti peggiori o decidere di andare avanti. Credo nelle tabula rasa, perché non penso che voglia dire che devo

strappare tutte le pagine precedenti, ma semplicemente scrivere qualcosa di nuovo. Qualcosa di migliore, di più

grande, di audace. Credo in una vita senza radici e ho voglia di tirarne fuori il meglio. Credo in una nuova partenza

perché ciò che conta davvero rimane per sempre. Anche se non ho un posto in cui ritornare quando il mio mondo

sembra sgretolarsi, sono circondata dalle persone alle quali tengo di più.” 

Ogni volta che le rileggo mi dico che tutto sommato il senso di queste righe è il chiaro segno che alla fine i nostri figli , anche se sballottati da un paese all’altro, anche se in balia delle nostre scelte, sapranno, una volta diventati grandi, capirne il senso. Realizzeranno che ogni strappo, ogni saluto, ogni lacrima versata, hanno fatto parte di un percorso straordinario che ha dato loro molto, e che li ha resi gli adulti che saranno un giorno, forti e con lo sguardo attento sul mondo e la curiosità.

È vero che quando i figli sono piccoli è difficile vedere lontano, immaginarli grandi e felici delle scelte che abbiamo fatto per loro, ma è estremamente importante, se siamo convinti che una partenza e una nuova avventura siano la cosa giusta da fare per la nostra famiglia, saltare sull’occasione senza troppi dubbi, e di sicuro andrà tutto bene.

Sono passati sette anni da quando mia figlia ha scritto quelle righe, e i sette anni successivi del suo percorso di crescita sono stati la dimostrazione che abbiamo fatto bene a sballottarla da una parte all’altra del mondo, abbiamo fatto bene a darle grandi ali e aprirle gli occhi sulle differenze, il miglior regalo che potessimo farle!

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