Al seguito. Quanto odio questa espressione quando si parla di espatrio. Moglie al seguito, famiglia al seguito, marito al seguito.
Sembra che nella coppia, nella famiglia ci sia qualcuno che decide per tutti e via si va. E poi quanto non sono simpatici quei: che brava che sei che da anni segui tuo marito. Come se la scelta fosse la sua e io silenziosamente mi adeguassi. Questo è quello che tanti si aspettano, ma non è cosi, non lo e mai stato. Rispondo sempre, no, non lo seguo, decidiamo insieme, ogni spostamento, ogni piccola tappa, é valutata e condivisa. Non esiste un al seguito, se cosi fosse l’espatrio sarebbe destinato all’insuccesso. Se così fosse solo una persona troverebbe il suo tornaconto in questo perenne andare. L’espatrio e fatto di scelte complicate che vanno condivise, valutate e nelle quali tutti i membri del nucleo famigliare devono trovare le loro motivazioni. Si fa squadra quando si parte all’estero, in due, tre, cinque… si avanza insieme e sulla stessa linea, senza nessuno lasciato indietro ad arrancare per seguire. Lo ripeto sempre a chi si appresta a partire: siate convinti e allineati, altrimenti sarà dura. Cambiare non è la cosa più semplice che ci sia, farlo in contesti culturali nuovi e ancora piu complesso, farlo controvoglia e l’errore peggiore che si possa fare. Per questo l’essere al seguito non può far parte dei piani, non deve essere neanche contemplato. La squadra decide, la squadra si supporta, la squadra ha uno stesso obiettivo e cammina verso lo stesso traguardo. Ho visto tantissime coppie non allineate. Ho incrociato in questi 25 anni in giro tantissime donne, purtroppo soprattutto donne, seguire i mariti senza una vera motivazione e senza aver potuto esprimere dubbi e speranze mancate. Ho visto coppie esplodere proprio per questo semplice non allinearsi, per un incastro di desideri mancati, per scelte non equilibrate. Ho visto tante persone proprio per questa mancanza di equilibri fare fatica ad installarsi, anche quando intorno tutto sembrava bello e facile. C’e una bella differenza tra il scegliere di partire e il non avere scelta. Se la scelta non c’è si segue e seguire è un preludio ad un espatrio complicato dalle prime battute. Se si sceglie si sarà pronti a mettersi in gioco con maggior leggerezza, si affronteranno le difficltà con il sorriso, ci si terrà per mano anche quando il tornado violento del cambiamento cercherà di farci cadere. Tutto è più semplice quando si sceglie, quando si sa che esiste una via d’uscita, quando si ha bene presente che la possibilità di tornare indietro esiste. Due sono gli elementi chiave da tenere bene in mente : in espatrio non si segue e si può tornare indietro, nessuna scelta è definitiva se in gioco c’è la nostra felicità. Dire mi sono sbagliato è sempre possibile, si vive una volta sola.
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