Londra un anno dopo è una città completamente diverse, rinata.
Un anno fa in pieno covid ero a Londra ad accompagnare camilla per installarsi a UCL per il suo primo anno di università, per qualche giorno abbiamo vagato in una città ben lontana da quella vibrante e caotica che avevo conosciuto negli anni, l’ombra vuota e triste, testimone assoluto della crisi sanitaria che stavamo vivendo.
Oggi Londra è tornata normale, la crisi sanitaria c’è sempre, il covid non diminuisce in potenza, ma Londra ha deciso di fregarsene e voltare pagina. Se sia un passo giusto o no solo il futuro potrà dircelo, ma sicuramente fa bene a tutti, ai londinesi che respirano di nuovo la loro città a pieni polmoni, a chi è di passaggio, che ritrova quello che cerca nella capitale britannica, agli studenti che da tutto il mondo ritornano per riprendere il filo di una vita che per un annetto è stata messa tra parentesi.
Strade, pub, ristoranti sono pieni, la gente sembra rilassata, penso che viva queste settimane come una forma di rinascita, e le viva forse anche più intensamente, con la paura che il governo cambi di nuovo idea e rotta e richiuda tutti a doppia mandata a tempo indeterminato.
Io ritrovo la città che conoscevo, la vivo a mia volta forse con un po’ di fatalismo, sarà anche che arrivando dalla Svezia, il libera tutti non mi disturba per niente anzi mi da un senso di ritorno alla vita normale, quello in cui viaggi e ti godi i posti con il loro carico di energie, quello in cui non passi davanti a file desolanti di negozi e ristoranti chiusi, camminando per strade silenziose e deserte, ma sei tra la gente, tavolini gremiti, visi allegri.
Forse è follia? Non credo. Forse solo stanchezza e voglia di vivere e convivere con un virus che a quanto pare non sparirà molto facilemente, almeno finché anche i più ottusi non soccomberanno ai vaccini per il bene comune, ma questo è un altro discorso.
Forse Londra e la Gran Bretagna hanno deciso di provarci mettendo sul piatto della bilancia non solo l’economia del paese, ma anche e soprattutto la sanità mentale dei suoi abitanti, il loro equilibri psicologico.
Io intanto mi godo questa atmosfera gioiosa, i ristoranti da prenotare in anticipo, i caffè dove il vociare delle persone crea l’atmosfera giusta, i parchi gremiti, Covent Garden il sabato sera vibrante, camden market rumoroso, dehors pieni di gente.
Il tempo gioca anche in mio favore in questo godere della città, sembra estate, il sole è caldo, ne approfitto perché a Stoccolma stiamo rapidamente precipitando verso l’inverno.
Sono veramente felice di godermi questa città splendida nei suoi mille angoli diversi e di farlo con una guida speciale, mia figlia!






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