Oggi mia figlia più piccola, che tanto piccola ormai non è più, dall’alto dei suoi 19 anni di vita intorno al mondo, di traslochi e di paesi diversi che ha chiamato casa, parlando di espatrio e bambini sereni ad un’amica che si appresta a ripartire con due bambine abbastanza piccine, ha detto: “ sai dal momento in cui i genitori sono sereni e possono stringere tra le braccia il pupazzo del cuore, tutto filerà liscio”.
Parole chiare che racchiudono tanto buon senso.
I bambini affrontano il cambiamento come un gioco se i genitori lo affrontano con gioia e leggerezza. I bambini hanno bisogno di essere rassicurati, un genitore felice li rassicura, un orsacchiotto da trasportare in giro per il mondo farà il resto.
Tante volte in questi lunghi anni di vita girovaga ho sentito mamme dire “mio figlio non è felice qui, il mio bambino odia questo posto” e il figlio/bambino in questione non si materializza in un quindicenne a cui sono stati tolti gli amici, ma in un bambino che frequenta la scuola materna e le elementari. Ho sempre risposto “ ma tu come ti trovi qui?”, perché la chiave di lettura è proprio questa. Un bambino assorbe gli umori dei genitori, fa suoi i giudizi negativi, senza capirne il peso, ma semplicemente perché pensa che sia giusto così. Se la mamma o il papà si lamentano sempre, criticano il posto in cui vivono, fanno fatica ad ambientarsi, il bambino farà lo stesso, un po’ per compiacere i genitori, un po’ perché penserà che sia vero senza avere la capacità di formare un giudizio proprio.
Certo non si può essere felici per forza, ma si dovrebbe cercare di non essere critici di fronte ai bambini, e di lasciare le ansie e paure del mondo adulto all’interno di quest’ultimo.
Le mie figlie soltanto leggendo il libro che ho scritto qualche anno fa sull’espatrio, si sono rese conto che non sempre tutto è stato semplice, che anche io, anche noi, abbiamo avuto momenti complicati, ma con loro abbiamo sempre e soltanto giocato la carta dell’entusiasmo e della positività, per proteggerle e per dar loro l’equilibrio necessario.
Nel momento in cui si decide di muoversi in un altro paese, il cambiamento va affrontato con la carica di positività necessaria per farci vedere non dico tutto rosa, ma tutto abbastanza “okay” perché valga la pena tuffarci a capofitto in un’avventura che ci porterà di sicuro fuori dalla nostra zona di confort.
Tocca a noi adulti dare il ritmo all’espatrio, dal primo giorno, o anche prima, dal momento in cui si decide di partire, e i nostri cuccioli manterranno il sorriso, sempre e noi con loro!

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