Stoccolma da turista ma fuori dai sentieri più battuti

La fine di aprile e gli inizi di maggio incominciano ad essere un ottimo periodo per visitare Stoccolma, le giornate si allungano a vista d’occhio e pian piano le temperature diventano primaverili. Certo una nevicata anche a maggio non è rara, ma insomma globalmente il clima migliora e il sole, come in questi giorni brilla splendido nel cielo blu.

Stoccolma è una città meravigliosa che offre tantissimo ai turisti in termini di paesaggi, bellezze cittadine e scorci nordici da togliere il fiato.

Il mix di natura, mare e città è la combinazione vincente che rende la capitale scandinava unica nel suo genere.

Molti sono gli angoli della città che vanno esplorati e non è mai troppo il tempo per visitarla. Per me Stoccolma merita una buona settimana, aggiungendo anche qualche gita fuori porta nell’arcipelago.

Ovviamente ci sono da fare tutti i “must” del turista perfetto che vanno da Gamla Stan al Palazzo Reale, e che guidano tra le vecchie case di Sodermalm, vestigia di un tempo che fu.

Stoccolma però è anche mille scorci e angolini, tanti parchi e viuzze che offrono un immagine completa della città. Ogni tanto io stessa, benché ormai siano quasi 4 anni che viviamo qui, adoro trasformarmi in turista e lasciarmi trascinare in posticini nuovi. Stoccolma è una città da vivere camminando, lasciandosi guidare dall’istinto, abbandonandosi ai tanti dettagli e colpi d’occhio che in questo mescolarsi di mare e terra, hanno qualcosa di unico.

Dopo i fondamentali è importante scoprire anche un lato della città meno da sentieri battuti, un po’ la Stoccolma che chi ci vive ama condividere con chi arriva in visita, almeno io sono fatta così, adoro far vivere ai miei ospiti la mia città nelle sue parti che non sono necessariamente sulle guide turistiche.

Ecco in ordine sparso qualche idea

Lo stadio olimpico, inaugurato da Oscar II nel 1906 e utilizzato anche come area sportiva durante le Olimpiadi del 1912, per equitazione, scherma, tennis e baseball, splendido nella sua architettura. Io ci vado a correre regolarmente. E dallo stadio ci si può inoltrare nel verde di Norra Djurgarden, un’oasi di natura a due passi dal centro, tanto da dimenticarsi di essere in città.

E camminando di nuovo verso il centro piccola pausa caffè da Karla Cafe su Karlavagen.

Il grand hotel , il luogo in cui venne per la prima volta premiato un premio Nobel,  nella hall degli specchi, ispirata, pare, dalla Galerie des Glaces i Versailles. Atmosfera un po’ chic decadente, al suo interno un ottimo ristorante stellato e una spa dai prezzi assolutamente esagerati. Situato a due passi dal National Museum con vista sul palazzo reale e l’isola di Gamla Stan.

Un buon punto per concedersi una pausa tra la visita della città vecchia e un giro sull’isola del Moderna Museet ( dove vale la pena entrare per godere della vista splendida dalla sala del ristorante (buon lunch tra l’altro).

Johannes Kyrka, per me in una delle chiese più belle di Stoccolma, da visitare assolutamente, e perché non fermarsi nel prato per una pausa relax ammirando la vista, tra le vecchie tombe di un’ epoca che fu? Magari prendendo un take away in uno dei tanti ristorantini nei dintorni.  E per un caffè non lontano da lì su Sveavagen avete l’ottimo Sosta, caffè italiano con buon espresso, cappuccino, focaccine e gelati.

La piazzetta Raoul Wallenberg, a due passi dalla sinagoga, un luogo denso di significato. Nel 1944 il governo svedese invio un giovane diplomatico, Raoul Wallenberg a Budapest con la missione di salvare 100000 ebrei dalla deportazione, lo fece presentando falsi passaporti svedesi. Nel 1945 Wallenberg venne rapito dai servizi segreti sovietici e accusato di spionaggio. Ancora oggi non si sa dove sia finito e come sia finito.

Due sono i monumenti alla sua memoria, le 12 sculture di bronzo create dall’artista danese Kirsten Ortwed nel 2001. Il messaggio però veicolato dall’artista venne contestato dalla famiglia Wallenberg e non apprezzato dalla comunità ebraica che decise nel 2006 di dedicare a Wallenberg la grossa sfera in linea diretta connessa con una simbolica strada di acciottolato del ghetto di Budapest alla sinagoga, alle spalle della piazzetta. Il nome di Wallenberg è a grandi lettere e in tutte le lingue la frase

La strada era dritta quando gli ebrei vennero deportati per morire. La strada era pericolosa e piena di ostacoli quando gli ebrei cercarono di scappare ai loro assassini”.

La vista dalla piazzetta è splendida.  A due passi da li su Strandvägen, pausa caffè da Butiken, caffè dell’hotel Diplomat.

Imperdibile la vista della città dal roof top di Urban deli, uno dei tanti roof top che Stoccolma offre, il posto ideale dove gustare un bicchiere con una vista incredibile.

Altro roof top da visitare, più grande e affollato, TAK.

Passeggiare lungo Kunghsolhmen dal ponte Barnhusbron fino al Piren in cui arrivare per un drink serale o per un pranzo. La passeggiata è una delle mie preferite, lungo Kungsholmen Strandstig (ottimo posto anche per una corretta). D’estate portarsi il costume perché una volta arrivati alla fine ci vuole un tuffo. Quando fa caldo è quasi impossibile trovare un posto in cui posare il proprio asciugamano.

In tema di bagni, gita fuori porta e 30 minuti di battello dal centro città una salto a Fjäderholmarna dove trascorrere la giornata tra un tuffo e un qualcosa da sgranocchiare, posti per uno snack e ristoranti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci si sente subito in vacanza su questa isoletta minuscola, affollatissima quando fa caldo. La si gira in meno di venti minuti, traghetti ogni ora da e per la città, ottima idea farci un salto anche nel tardo pomeriggio per aperitivo e cena.

In trenino invece raggiungibile Saltsjöbaden friluftsbad, aperto da maggio ad agosto dalle 10 alle 6.

Stazione balneare nata come resort e spa alla fine dell’Ottocento per mano del banchiere Wallenberg, che si occupò anche di far costruire la linea ferroviaria che connette la località a Stoccolma. L’atmosfera che si respira è quella delle stazioni balneari d’altri tempi. Tra i due edifici una piccola spiaggetta di sabbia comoda con i bambini.

Da Stoccolma è tutto!

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere