Italiani e regole

Eccomi qui, vacanza italiana quasi agli sgoccioli, sono passate poco meno di due settimane da quando siamo atterrate a Linate, Camilla ed io, con i nostri piccoli timori e tanto entusiasmo. I timori erano legati al cosa avremmo trovato, un paese spaventato, amici diffidenti,  negozi blindati. L’entusiasmo era per l’avercela fatta, nonostante i continui voli cancellati e i collegamenti impossibili.

Se l’entusiasmo ovviamente è rimasto i timori si sono dissipati in fretta. L’Italia che mi spaventava, quella che pensavo di trovare e con la quale avevo paura di convivere non l’ho trovata né in città a Torino, né durante i nostri giorni al lago.

La città, a differenza dei luoghi di villeggiatura, è stranamente piena, affollata. Le mete vacanziere stentano a decollare in numero di turisti, pochi e rari. E forse solo questo mi riporta ad un’estate diversa. Poi ci sono le mascherine, indossate più o meno, più meno che più e questo nonostante gli obblighi dentro negozi e spazi chiusi. Io che immaginavo controlli, negozianti super attenti, avventori stressati e mascherati, invece scopro sorpresa uno strano rilassarsi, mascherine sotto il mento o addirittura inesistenti, nessuno che riprende nessuno, sono confusa. Io indosso religiosamente la mascherina appena varco una soglia e nel tre quarti dei casi mi trovo di fronte personale con mascherina che pende intorno al collo o clienti che non fanno neanche finta di averla.

Strana sensazione. La gente si affolla, né più né meno che in un’estate normale, non vedo nessuno cercare di mantenere le distanze quando ti incrocia sul marciapiede, dal quale una volta su due sono io a scendere per fare il giro largo, e la volta restante mi fermo spaesata contro il muro.

Sono felice da un lato perché il paese traumatizzato che pensavo di trovare non c’è, gli amici sono felici di abbracciarti, si fidano di te, tu di loro. Niente di diverso dal nostro vivere svedese, mascherine pendenti intorno al collo a parte. Niente di diverso a parte la solita triste constatazione che noi italiani siamo un popolo fondamentalmente di sovversivi, un popolo che evita di seguire le regole interpretandole sempre come e quando fa comodo… questo un po’ spiace, benché in questo contesto l’abbia quasi apprezzato, aiutandomi a godermi le vacanze come se, nonostante tutto, la vita fosse tornata alla normalità!

Una risposta a “Italiani e regole”

  1. invece al Sud diffidano …

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